Aprile 6 2020

Bambini

I bambini hanno un’eccezionale resilienza. Nati con un cervello immaturo (caratteristica peculiare del genere Homo), i bambini si sviluppano entro e per l’ambiente circostante (contesto psicofisico). Questo fa si che nei primi anni siano particolarmente malleabili e flessibili nella mente e nel corpo.

Di contro, hanno poca autonomia prima dei sei anni. Il fatto è che il gioco e l’apprendimento infantile – tramite cui si elabora il “caricamento cognitivo” in analogia con il software dei computer – sono attività a elevato consumo energetico.

Il cervello dei bambini consuma in grassi e zuccheri quasi la metà di ciò che serve al loro intero organismo (infatti sono più golosi di dolciumi, patatine fritte ecc.), mentre negli adulti la quantità si riduce a circa un terzo. Dato che i bambini non sono considerati in grado di procurarsi cibo o riparo, dobbiamo dedicare loro speciale attenzione, protettiva ed emotiva.

L’aspetto di tutela psicologica non rientra nei problemi: i bambini sotto i sei anni hanno grandi capacità di rimozione e adattamento; non colgono appieno la gravità delle situazioni e vivono nei loro giochi e nelle loro fantasie senza altra preoccupazione se non la vicinanza e la protezione di chi li accudisce (genitori o care driver, in assenza). Hanno solo bisogno di più liquidi e dolci e di qualche giocattolo.

Tra i sei e gli undici anni i piccoli possono capire e fare di tutto, nel bene o nel male (pensate ai soldati bambino di oggi o ai lavori in miniera di un tempo). Sono solo più vulnerabili psicologicamente e plagiabili degli adulti, dato che sono privi di senso morale e inibizioni. I bambini sono capaci di azioni pericolose per sé e per il gruppo: non devono avere accesso ad oggetti pericolosi o attrezzature che possono far danni.