Sindrome da Burnout

Che cos’è il Burnout?

La Sindrome da Burnout è un insieme di sintomi psicologici, fisici e comportamentali che colpisce in maniera statisticamente significativa chi lavora in situazioni di relazione.

Chi è coinvolto?

  • Infermieri
  • Insegnanti
  • Educatori
  • Medici
  • Psicologi
  • Addetti alla sicurezza

Perché spesso hanno responsabilità, ma non sono in condizione di essere efficaci come vorrebbero, né si sentono riconosciuti.

La sindrome da Burnout può essere definita come la fase stabile di disinvestimento che può seguire idealizzazione, disillusione e frustrazione nel perseguire i propri obiettivi lavorativi.

Il Burnout secondo Cherniss

“risposta data ad una situazione di lavoro sentita come intollerabile”(1980) .

Il Burnout è la reazione ad uno stato di tensione e insoddisfazione che inizia quando il soggetto crede che lo stress che sta provando non possa essere risolto con una soluzione attiva dei problemi che deve fronteggiare. Il risultato di questa convinzione è il tentativo di fuggire dalla situazione e di allontanare ulteriori tensioni e disagi attraverso atteggiamenti di distacco e comportamenti di evitamento.

Agli esseri umani non basta evitare la sofferenza di una situazione difficilmente tollerabile, ma è necessario che l’esperienza abbia senso, ossia abbiamo bisogno di buoni motivi che possiamo raccontare agli altri nel creare una esperienza di significato condiviso.
Quando manca il senso proviamo smarrimento e sofferenza.

Nel Burnout si perde il senso di ciò che si fa, per questo motivo la sindrome è caratterizzata da manifestazioni di sofferenza:

1. Sintomi fisici:

  • fatica e senso di stanchezza,
  • frequenti mal di testa e disturbi gastrointestinali,
  • raffreddori e influenze,
  • cambiamenti delle abitudini alimentari,
  • insonnia e uso di farmaci.

2. Sintomi psicologici

  • senso di colpa
  • negativismo
  • sensazioni di fallimento ed immobilismo
  • alterazioni dell’umore
  • irritabilità
  • scarsa fiducia in sé
  • scarsa empatia e capacità d’ascolto

3. Reazioni comportamentali

  • resistenza ad andare al lavoro
  • assenteismo e ritardi
  • tendenza ad evitare o rimandare i contatti con gli utenti
  • ricorso a procedure standardizzate
  • utilizzo di misure del controllo del comportamento (es.uso di tranquillanti)
  • atteggiamenti sospettosi o paranoidi

4. Cambiamenti di atteggiamento con gli utenti:

  • chiusura difensiva ai contatti
  • cinismo
  • perdita di disponibilità all’ascolto
  • distacco emotivo
  • indifferenza colpevolizzazione

Alcune sensazioni, emozioni e condotte che  possono comparire nella sindrome da Burnout:

  • ansia,
  • disinvestimento,
  • umore irritabile,
  • tristezza,
  • compensazione tramite farmaci, caffé, sigarette, sostanze psicoattive…
  • perdita del senso (inutilità, frustrazione),
  • isolamento,
  • depersonalizzazione, ideazione persecutoria.
 
Cosa succede agli operatori?
 
Gli operatori disinvestono a loro volta dal lavoro, si sentono aggrediti e divengono reattivi nei confronti dei superiori, si sentono minacciati e accusati ingiustamente diventando turbolenti e difficilmente contenibili.
 
Cosa succede agli altri?

I colleghi si confrontano con persone più tese e reattive del normale e vanno incontro a difficoltà nello svolgere il proprio lavoro. Nella migliore delle ipotesi si formano i gruppi degli operatori “buoni” e di quelli “cattivi”, nella peggiore i colleghi diventano a loro volta potenziali vittime della Sindrome da Burnout.
In ogni caso è concreto il rischio di un ulteriore scadimento complessivo della qualità del lavoro.

Cosa succede al Capo ?

Il Capo si troverà a gestire la situazione di una o più operatori definiti turbolenti, ma che in realtà stanno esprimendo in maniera confusa e afinalistica un disagio profondo. Vi sarà la necessità di provvedimenti disciplinari, di un maggiore investimento di tempo e risorse, di gestire il malcontento.

Si troverà a lavorare con un gruppo di operatori non coeso, dove spesso regna il malumore e dove l’attribuzione della responsabilità per le aumentate difficoltà del lavoro ricade sul cliente finale.
Con il risultato che la qualità della vita diminuisce per tutti e il lavoro diventa una occasione di sofferenza.

Inoltre gli operatori che mostrano sintomi da Burnout andranno incontro a visite di accertamento o trasferimenti ad altri Incarichi sperimentando ulteriori situazioni stressanti e causando l’interruzione della collaborazione e della continuità del lavoro

La funzione operativa perde la sua efficacia e la qualità della vita si abbassa, comportamenti disorganizzati e afinalistici degli operatori vengono interpretati come mancanza di impegno e volontà e si manifesta la tendenza ambivalente a colpevolizzarli e a proteggerli.

Immaginando il Burnout come l’estremo di una variabile dimensionale, all’altro estremo c’è un obiettivo da raggiungere: l’impegno sul lavoro.

La sindrome è caratterizzata da fatica alla quale possiamo contrapporre maggiore energia nel lavoro; al cinismo si contrappone il desiderio di avere un alto grado di coinvolgimento e al senso di inefficacia, si contrappone la volontà della persona a realizzarsi, a sentirsi efficiente. Per raggiungere questi obiettivi si può lavorare sui punti di forza di ciascun operatore contribuendo a reintegrare il senso dello svolgere il compito di addetto alla sicurezza.

Come?

Con gli operatori:

  • formazione per conoscere il disagio e riconoscerlo
  • definizione di strategie per diminuire la fatica del lavoro prevenendo allo stesso tempo eventuali aggravamenti dei sintomi
  • interventi mirati in setting individuale per situazioni problematiche

Con i Capi:

  • valutazione di situazioni a rischio e di comportamenti di evitamento in atto tra gli operatori
  • Intervento sulle seguenti aree:

PROCESSI E STRUTTURE GESTIONALI:

  • Missione e obiettivi (definiti e condivisi)
  • Direzione centrale (gerarchia)
  • Supervisione
  • Comunicazione
  • Valutazione della prestazione (anche quella invisibile)
  • Sicurezza e salute (prendersi cura dei sottoposti)

SEI AREE DELLA VITA ORGANIZZATIVA:

  • Carico di lavoro
  • Controllo
  • Ricompense
  • Senso di comunità (appartenenza)
  • Equità
  • Valori (estetica, etica..)
  1. Attraverso la formazione si ottiene di porre solide basi per la prevenzione della sindrome da Burnout dotando gli operatori di strategie efficaci per comprendere la dinamica relazionale innescata e padroneggiarla in maniera funzionale al ruolo che ricoprono.
  2. Per mezzo degli incontri presso lo Sportello di Ascolto si interviene sugli aspetti pervasivi della espressione del disagio nel singolo.
  3. Gli incontri di Supervisione tra pari per i Capi  hanno lo scopo di sostenere la riflessione e la valutazione dell’agire professionale in relazione ai casi ed alle attività realizzate.
 
Attraverso la descrizione di ciò che si fa e delle modalità con le quali si costruiscono interventi e relazioni con gli operatori, con i colleghi, con altri servizi, i Capi hanno l’opportunità di riflettere sull’efficacia del proprio agire professionale, sulle scelte metodologiche adottate, sugli strumenti utilizzati e di effettuare un monitoraggio costante sulla qualità delle prestazioni erogate.