Organizzazioni disfunzionali

 

Kets De Vries e Miller nel 1984 hanno identificato cinque modalità di organizzazione nevrotica ovvero disfunzionale e malsana:

• l’organizzazione paranoica
• l’organizzazione ossessiva
• l’organizzazione isterica
• l’organizzazione depressiva
• l’organizzazione schizoide

Organizzazione paranoide

Così come un’organizzazione di personalità paranoide, l’organizzazione paranoide in campo lavorativo risente della sospettosità della dirigenza, che influenza i quadri intermedi nelle fasi decisionali. Il timore è di essere continuamente colpiti da pericoli o minacce che possano intaccare il funzionamento dell’azienda.

L’analisi di ciascun problema o minaccia viene effettuata prendendo in considerazione un gran numero di elementi, rischiando spesso di causare uno spreco di energie e di tempo. Le strategie di questo tipo di società sono per lo più reattive piuttosto che propositive.

La dirigenza è costantemente attenta alle mosse dei concorrenti e di conseguenza è orientata a proporre o modificare strategie in risposta a ciò che fa la concorrenza. Questo tipo di organizzazione nevrotica nasce per lo più dopo un periodo di crisi dell’azienda, in cui i manager trovano difficoltà a gestire i danni se non con un atteggiamento conservatore.

Organizzazione ossessiva

Questo tipo di organizzazione si differenzia da quella paranoide per i controlli di gestione che sono veramente progettati per sorvegliare l’operatività interna, l’efficienza produttiva, i costi, la programmazione e i risultati progettuali. Al contrario, l’azienda paranoide pone maggior enfasi sulla sorveglianza delle condizioni ambientali esterne.

Lo stile di formulazione strategica delle aziende ossessive mostra preoccupazione per i dettagli e le procedure consolidate. Caratteristica fondamentale di questa organizzazione è la tradizione ed un orientamento volto a procedure consolidate. La fissazione su una particolare linea di pensiero lascia tuttavia pochissimo spazio a nuovi orientamenti strategici. Affinché l’azienda ossessiva possa prosperare bisogna che l’ambiente esterno sia relativamente stabile; in caso contrario è condannata a perire rapidamente.

Organizzazione isterica

Si presenta in aziende che si sono sviluppate in modo rapido e casuale e che non hanno saputo adeguare le proprie strutture alle nuove esigenze operative. Un potere eccessivo è concentrato nelle mani del leader, in genere un imprenditore, il quale, volendo dare un’impronta personale a ogni cosa, interferisce anche in questioni di routine.

Vi è un eccessivo accentramento e l’assenza di un efficace sistema informativo: i massimi dirigenti non si curano di analizzare abbastanza a fondo la situazione di mercato e la dinamica concorrenziale per mancanza di tempo e preferiscono agire seguendo l’intuizione più che i fatti. Tali aziende sono iperattive, impulsive, temerarie e pericolosamente prive di inibizione, con una strategia caratterizzata dal gusto del rischio.

Invece di reagire agli stimoli dell’ambiente esterno, il leader, spesso un imprenditore, tenta di costruire il suo ambiente o d’imporre le proprie regole del gioco, sviluppando nuove attività, invadendo nuovi mercati e industrie e fuoriuscendo da altri, lanciando nuovi prodotti e così via.

Organizzazione depressiva

Caratteristiche principali di questa organizzazione sono l’inattività, la mancanza di fiducia, l’estremo conservatorismo e l’isolamento causato dalla burocrazia, in un’atmosfera di estrema passività e demotivazione. La maggior parte delle aziende depressive trova spazio in ambienti stabili, l’unico quadro in cui possano sopravvivere per un certo tempo.

In genere queste aziende sono ben consolidate e operano in mercati maturi in cui la tecnologia, la qualità della domanda e l’assetto della concorrenza sono rimasti inalterati per lunghi anni. L’orientamento è pesantemente burocratico: l’azienda infatti funziona automaticamente, secondo i piani, in base regole prestabilite.

In queste imprese c’è un vuoto di leadership: l’azienda va alla deriva, senza scopo né direzione. È come se la massima dirigenza condividesse un sentimento d’impotenza e di incapacità, come se non vi fosse nessun modo per mutare il corso degli eventi nell’organizzazione.

Organizzazione schizoide

Caratterizzata da un “vuoto” nella leadership, in questo tipo di organizzazione nevrotica i leader vedono il mondo come un luogo infelice popolato da individui indegni di fiducia.

Il leader sembra non avere alcun interesse per l’organizzazione, rifiuta di adottare atteggiamenti coerenti e, esitando nella scelta delle proposte dei subordinati, impedisce che si crei una direzione chiara per l’azienda. Il potere strategico effettivo è detenuto dalla mutevole coalizione dei manager “carrieristi”, che tentano di convincere il leader indeciso e, al tempo stesso, armeggiano per espandersi e mandare avanti i propri progetti.

Di conseguenza l’impresa procede disordinatamente, facendo piccoli passi in una direzione per poi retrocedere e riprendere in senso contrario non appena un nuovo gruppo di manager prende il sopravvento.