Bisogna pur mangiare: nuove esperienze di trattamento

Mendolicchio in questo testo parte dall’assunto per cui la magrezza delle anoressiche  non è la causa dell’anoressia  ma l’effetto e nel fare questo mette in evidenza che nei DCA ( disturbi del comportamento alimentare) vi è il maggior tasso di egosintonia ed il più basso tasso di adesione alle cure.

Ne risulta che spesso il clinico si trova davanti ad un’impasse quando deve affrontare il disagio psichico conseguente ai DCA, legata all’elevato rischio di morte e alla forte area di resistenza ai trattamenti da parte dei pazienti.

 In questi pazienti il sintomo protegge dalla fame inappagata, dalla fame d’amore e riconoscimento. 

Nella genesi dei comportamenti alimentari alterati attraverso l’oggetto cibo il soggetto tenta di agire sull’altro; nell’anoressia il cibo funge da distanziatore dall’altro, nella bulimia la compulsione alimentare diventa l’unica possibilità di entrare in contatto con il mondo esterno.

Al di la delle tre forme sintomatiche (anoressia, bulimia, obesità) appare una peculiare origine a prescindere dal fenotipo sintomatico che ruota attorno ad una triade: tendenza al rifiuto dell’introiezione e tendenza alla proiezione, assoluta mancanza della paura della morte, alterazioni della percezione dello schema corporeo.

 In questi pazienti manca il passaggio dal dono al debito laddove chi è in debito ha a che fare con una mancanza,  è esposto all’amore, al vuoto che è relativo a quello che può offrire l’altro. Appare evidente la necessità in questi pazienti di umanizzarsi, diventare carne accettando le sofferenze.

Presso la comunità di Miralago- residenza sanitaria in provincia di Varese dove Mendolicchio offre un’esperienza di cura- la parola d’ordine è “ gruppo” inteso nella duplice forma di gruppo curato e curante. 

L’ equipe è multidisciplinare  poiche’ deve rispondere da una parte ad esigenze medico-sanitario dall’altra a bisogni psicologici e psicoterapici lungo 3 aree : medico-nutrizionale, psicologico-psicopatologico, riabilitativo pedagogico. 

Ad  esempio un momento importante all’interno del percorso terapeutico di villa Miralago è il pasto assistito perché permette di lavorare sulle difficoltà, ansie e paure che emergono in questa sede.

Inoltre va sottolineato come secondo alcuni approcci la famiglia occupi un ruolo centrale ed in questo senso possa rappresentare sia una causa patogena sia una risorsa terapeutica senza comunque tralasciare l’ipotesi multifattoriale nell’insorgenza di tali disturbi.

 Sicuramente in comunità il gruppo mltidisciplinare si prefigge l’obiettivo di togliere i genitori dal banco degli imputati per collocarli su quello dei testimoni.

“Contro le labbra dell’altro,le tue diventano sensibili. Davanti ai suoi occhi socchiusi, il tuo viso acquista una certezza. C’è finalmente uno sguardo che vede le tue palpebre chiuse.”

 Marcel Foucault
tratto da:  Mendolicchio L, Bisogna pur mangiare, 2017