Dimensione anziani: cenni di nutrizione artificiale

La nutrizione artificiale costituisce una pratica alternativa all’alimentazione orale nei pazienti che non sono in grado di assumere calorie e nutrienti in modo temporaneo o permanente, sufficienti a coprire le loro necessità.

Alcune raccomandazioni pratiche:

  1. L’intervento nutrizionale deve rispettare una gerarchia che preveda al primo posto la possibilità di usare il cibo per via orale, eventualmente incrementato con integratori orali, successivamente la nutrizione enterale e per ultima la nutrizione parenterale.

  2. Il paziente anziano (>75 anni) può andare più facilmente incontro a carenze nutrizionali rispetto ai più giovani, e richiede, pertanto, una nutrizione personalizzata ed accurata.

  3. La NA deve prevedere un accurato controllo per evitare possibili complicanze.

Indicazioni

La N.A. può essere proposta nei seguenti casi: Paziente che non può alimentarsi es: pazienti in coma, con grave disfagia, con ictus, e altre patologie neurologiche, patologie neoplastiche. Paziente che non vuole alimentarsi es: pazienti affetti da anoressia, anziani cachettici.

Paziente che non deve alimentarsi es: pazienti con interventi intestinali importanti ad es. con estesa resezione intestinale (intestino corto), fistole intestinali, occlusioni intestinali. Paziente che ha una richiesta di fabbisogni di energia e nutrienti aumentati: pazienti politraumatizzati, gravi ustionati, tumorali, cardiopatici.

Tipologie di N.A.

  1. Nutrizione parenterale

  2. Nutrizione enterale

La nutrizione artificiale si può attuare con diverse tecniche; facciamo una distinzione tra nutrizione parenterale ed enterale, cioè attraverso l’esclusione o l’utilizzo della via gastrointestinale.

La via parenterale presuppone un accesso venoso che può essere in una vena centrale o periferica; prevede la somministrazione di sacche già pronte e complete fornite dall’industria o preparate in farmacia ospedaliera. E’ preferibile che l’infusione avvenga mediante apposita pompa.

La via enterale consiste invece nella somministrazione di nutrienti attraverso stomaco ed intestino:

  • Tramite posizionamento di un sondino per nutrizione per un periodo massimo di 30-40 giorni;

  • Tramite il confezionamento di una stomia digestiva per un periodo di nutrizione protatta oltre i 30-40 giorni: stomia confezionata chirurgicamente o per via endoscopica (PEG: gastrostomia endoscopica percutanea). La PEG è la via preferibile in quanto metodica di più facile esecuzione a bassa percentuale di complicanze. Prevede:

  1. La somministrazione di miscele nutrizionali già pronte fornite dall’industria, dotate delle più svariate caratteristiche ed indicazioni.

  2. L’uso di apposita pompa “detta peristaltica”.

Il principio generale è quello di utilizzare la nutrizione per via parenterale solo nei casi in cui la via gastrointestinale sia gravemente compromessa. Sono da evitare le preparazioni “artigianali”, frullati, succhi di frutta, latte e biscotti, passati, semolini, minestrine.

A volte è indicato il ricorso alla nutrizione mista che prevede l’utilizzo complementare della nutrizione parenterale ed enterale.

Infine, per quanto riguarda l’assistenza al paziente durante la nutrizione artificiale, le manovre di gestione della nutrizione artificiale devono essere sempre affidate a personale competente e specializzato.

Approfondimento

Galli E. – Alimentazione Parenterale ed Enterale. Masson Ed. 1988;
Gallitelli L. Il nursing in N.A. Manuale di nutrizione artificiale. Masson Milano 1992