Attenti al nemico invisibile

In qualunque condizione stiate cercando di sopravvivere, non vedrete mai i vostri peggiori nemici. Può trattarsi del minuscolo batterio del botulino che prospera nella carne marcia, o della molecola di veleno iniettata da uno scorpione, della malaria trasmessavi da una zanzara che si accinge a nutrirsi di una goccia del vostro sangue, del tifo e del colera che si possono trovare sulla zampa sporca della mosca che cammina sul vostro cibo oppure della peste bubbonica portata dalle pulci del topo che avete mangiato ieri.

Questo articolo vi spiega come difendervi dai pericoli che minacciano la vostra salute.

La gente riusciva a sopravvivere fino ad età avanzata molto prima che ci fosse una farmacia ad ogni angolo e per la maggior parte del tempo viveva in condizioni di isolamento. Tutti erano soggetti alle stesse specie di malattie e pericoli che voi potrete incontrare in territori selvaggi e, nel corso del tempo, scoprirono dei modi per curare le malattie più comuni, gran parte dei quali sono ancor oggi a vostra disposizione.

Morsi e punture d’insetti. Gli insetti sono in grado di causarvi più problemi di qualsiasi altra cosa possiate incontrare in ambienti selvaggi, sia per i veleni che producono che per le malattie di cui sono portatori e che quindi possono trasmettere. Certe persone ne possono risentire più di altre, in quanto sono allergiche a determinati tipi di punture d’insetti.

Se ciò valesse per voi, assicuratevi sempre di avere il rimedio opportuno: non mettetelo nello zaino, che potreste perdere o abbandonare per necessità, ma tenetevelo proprio addosso. Se venite morsi o punti da un insetto, non grattatevi per evitare di provocare un’infezione che potrebbe anche finire con l’uccidervi.

Soprattutto ai tropici, il minimo graffio può causare un’infezione del sangue o addirittura la cancrena, qualora si infetti. Controllate attentamente tutte le parti del corpo almeno una volta al giorno per assicurarvi che nessun insetto vi stia attaccato. Se trovate una zecca, che può trasmettere tutta una serie di malattie, copritela con grasso, linfa o qualcosa di simile, per impedirle di respirare. Poco dopo la zecca lascerà la presa e voi potrete toglierla, senza però schiaccarle il corpo.

Lavatevi immediatamente le mani e l’area intorno al morso. Se venite punti da un’ape, vespa o calabrone, rimuovete il pungiglione e il sacchetto del veleno che potrebbe esservi attaccato, raschiandoli via cautamente con l’unghia o con la lama di un coltello. Non premete il sacchetto del veleno, che altrimenti entrerebbe in maggiore quantità nella ferita e lavatevi immediatamente.

Ragni, centopiedi, scorpioni e formiche. Tutti questi insetti possono infliggere una ferita dolorosa e talvolta mortale. Nel caso di ragni e scorpioni, pulite la ferita completamente e tentate di eliminare il veleno comprimendo la ferita, poi trattatela come ogni altra ferita aperta.

Nel Medio Oriente fate molta attenzione al ragno del cammello: questa creatura, che può raggiungere il diametro di un piattino, è carnivora. Morsicandovi, vi innietta un anestetico locale, che vi impedisce di accorgervi che esso vi sta mangiando la carne attorno alla ferita. In Australia il ragno della tela a imbuto è conosciuto come l’insetto più pericoloso e infatti il suo morso è quasi sempre letale.

Come i ragni, anche gli scorpioni possono avere lunghezze variabili da un centimetro e mezzo a 15-17 cm. Alcuni di essi sono mortali, altri producono solo una ferita dolorosa. Quando vi togliete un qualsiasi indumento, esaminatelo attentamente prima di reindossarlo, in quanto vi si possono celare ragni e scorpioni.

Trattate i morsi di formiche e centopiedi come le punture di vespa. Del tabacco ben masticato, posto sulla ferita, dopo che l’avete pulita, potrà talvolta aiutare ad alleviare il dolore. Se riuscite a scoprire che cosa usano le popolazioni locali contro punture e morsi d’insetti, potete provare ad imitarle, ma fate molta attenzione.

Ferite aperte. Normalmente le ferite aperte sono pericolose per la perdita di tessuti e liquidi che procurano e a causa dello shock prodotto al vostro organismo, quando vi sono inflitte senza l’appropiata attrezzatura medica, le infezioni costituiscono il pericolo più grave. Alcune di esse sono inevitabili, ma quel che si può fare è cercare di limitarle e di bloccare il loro estendersi.

Pulite la ferita il più presto possibile, procedendo come segue:

  1. Rimuovete o tagliate via il vestiario dalla ferita;

  2. Asportate ogni evidente corpo estraneo;

  3. Pulite attentamente l’area attorno alla ferita;

  4. Lavate la ferita con un getto d’acqua, senza sfregarla.

Se la vostra disponibilità d’acqua è ridotta, potete usare urina fresca per lavare la ferita. Non conservate l’urina, poiché essa è sterile quando è fresca (a meno che non abbiate un’infezione alla vescica, nel qual caso l’orinare vi causerebbe dolore), ma si contamina velocemente.

Non applicate sulle ferite lo iodio non diluito o il mercuriocromo che si trova nella vostra cassetta di pronto soccorso: causereste solo danno maggiore. Queste sostanze possono essere usate solo per sterilizzare le zone adiacenti la ferita, a patto che le si usi con molta attenzione. Per quanto aperta possa essere la ferita, non tentate di cucirla, ma piuttosto cercate di fasciarla. In condizioni di sopravvivenza la ferita è destinata ad infettarsi comunque.

Mantenetela aperta cosicché il pus e il materiale infetto possano gocciolare via, per pulirla applicate direttamente sulla ferita una compressa di garza calda per mezz’ora, tre o quattro volte al giorno. Se la ferita si chiudessa, apritela con qualcosa di sterile. Pochi attimi su una fiamma basteranno a sterilizzare la lama di un coltello o un pezzo di vetro rotto e, una volta tolto dal fuoco, non usate niente per pulirlo.

Lasciate che il pus coli via e rimuovetene con cura ogni accumulo, compreso quello che si è già seccato. Ora asciugate la ferita, medicatela e continuate a bere più acqua che potete. Dovete proseguire con questo trattamento finché la ferita comincerà a sanarsi.

Infezioni della pelle. I foruncoli, le infezioni da fungo e le irritazioni cutanee di per sé sono raramente fonti di seri problemi, ma lo possono diventare se grattati e infettati dalle dita sporche. Applicate una compressa calda su un foruncolo, per portarlo a suppurazione, poi apritelo con un coltello sterile o con un ago. Pulitelo completamente dal pus e mantenete la parte asciutta con una fasciatura, controllandola periodicamente.

Mantenete pulita e asciutta la pelle attorno ad un’infezione da fungo, non grattatela e non usate iodio o disinfettante per tentare di “bruciare” l’infezione: non funzionerebbe. Se sviluppate un’infiammazione cutanea, tenetela pulita e asciutta e se avete del talco, usatelo.

Parassiti intestinali ed altri ospiti sgraditi. Il modo migliore per combattere i parassiti è di evitarli: non camminate a piedi scalzi; non cibatevi di carne o pesci crudi se potete appena evitarlo, specialmente del fegato degli animali che è la parte del corpo dove si annida la maggior parte dei parassiti; non mangiate verdura cruda che può essere stata contaminata da feci utilizzate come fertilizzanti.

Se siete stati colpiti da un’infezione parassitaria di qualche tipo (osservate se nelle vostre feci sono presenti vermi o pezzi di essi e se provate un senso di stanchezza generale), potete tentare uno dei seguenti rimedi:

  1. Bevete un litro di acqua salata (non ripetetelo);

  2. Mangiate il contenuto in tabacco di una o due sigarette, ripetetelo dopo 24 ore, se necessario, ma non prima;

  3. Bevete due cucchiai di paraffina, ripetete dopo 24 ore, necessario, ma non prima;

  4. Inserite regolarmente il peperoncino rosso nella vostra dieta.

Tenete presente che questi rimedi possono risultare spiacevoli e danneggiarvi l’intestino.

La diarrea è solitamente causata dall’ingestione di acqua o cibo contaminati. Fate attenzione ai meloni, alle zucchine e ad altri vegetali ad alto contenuto di liquidi: essi assorbono la contaminazione con l’acqua. Provate uno dei seguenti rimedi:

  1. Seguite una dieta rigorosamente liquida per 24 ore;

  2. Bevete una tazza di tè molto forte ogni due ore fino a che la diarrea non è cessata, per effetto del tannino presente nel tè. Se non avete del tè con voi, fate bollire la parte interna della corteccia di un albero dal legno duro (uno con foglie larghe per due ore o più e otterrete un decotto con odore e sapore piuttosto sgradevoli);

  3. Fate un impasto con acqua pulita e gesso, carbone o ossa secche tritati e prendetene due cucchiai ogni due ore. Se avete arance, limoni o altri agrumi, aggiungete alla mistura la parte bianca della buccia o la polpa spremuta di una mela. Bevete molti liquidi dopo che l’attacco è passato, per rimpiazzare quelli che avete perso nel frattempo.

Curarsi con le larve. Fin dalla Prima Guerra Mondiale le larve sono state comunemente utilizzate per curare le ferite infette, ma prima di ricorrere a questo rimedio è opportuno fare qualche considerazione:

  1. Le larve di cui parliamo sono larve di mosche. Per produrle, dovete far si che le mosche depongano le uova nella ferita. Dato che le mosche sono portatrici di ogni altro tipo di infezione, correte il rischio di complicare ulteriormente la situazione.

  2. Le larve si ciberanno di tessuto sano tanto quanto di quello infetto. Ciò nonostante, se siete afflitti da un’infezione grave e non disponete di antibiotici, dovreste prendere in considerazione il trattamento tramite larve qualora la ferita non mostrasse segni di guarire da sola.

Ecco come procedere:

  1. Esponete la ferita alle mosche per un giorno, quindi copritela e controllatela regolarmente.

  2. Quando appaiono le larve, tenete la ferita coperta, ma continuate a controllarla.

  3. Quando le larve hanno mangiato tutta la carne infetta, rimuovetele. L’aumento del dolore e la presenza di sangue chiaro e fresco nella ferita sta ad indicare che le larve stanno attacando la carne sana.

  4. Irrorate la ferita con urina fresca.

  5. Controllate le ferita ogni quattro ore per molti giorni, per essere certi che non sia rimasta alcuna larva.

  6. Fasciate la ferita e curatela normalmente.