Fuga, salvataggio e liberazione

Le migliori probabilità per iruscire a fuggire si hanno subito dopo la cattura. Allora sarete ancora vicino ai vostri, di conseguenza saprete in quale direzione puntare, inoltre potreste avere una certa conoscenza del posto. Sarete in condizioni migliori che non dopo un periodo passato in cattività, e se riuscirete ad usare la vostra astuzia, sarete capaci di approfittare del caos che di solito regna subito dietro le linee di combattimento, con i rinforzi e i rifornimenti che cercano di avanzare e i feriti e i mezzi di rifornimento vuoti che cercano di ritirarsi.

Le prime ore Sarete nelle mani di truppe da combattimento, gente che non è abituata a tenere prigionieri, e la loro inesperienza può offrirvi delle possibilità. Nello stesso tempo però, poiché sono tutti presi dalla smania di combattere, è probabile che tendano piuttosto a sparare che a fare domande.

Potrebbero spararvi anche solo per il gusto di farlo. Per tutti questi motivi, ogni esercito ha un piano per trattare i prigionieri di guerra, per portarli fuori dalla zona di combattimento il più presto possibile, in modo da poterli interrogare quando le loro informazioni sulla forza dei plotoni sono ancora di interesse.

E’ probabile che, se venite catturato da solo o insieme a un piccolo gruppo, per un po’ sarete tenuti in un posto qualsiasi, come ad esempio la sede del comando di reggimento, e in seguito sarete trasferiti ai quartieri generali della retroguardia, gestito da unità dei servizi di informazione di sicurezza, della polizia militare o da truppe per la sicurezza interna. Questo non sarà lontano dalle linee di combattimento.

Quando il numero dei prigionieri sarà sufficiente, verrete trasferiti più all’interno, passando per l’aperta campagna ed evitando città e villaggi. E’ probabile che il nemico sia a corto di mezzi di trasporto – o che dia scarsa importanza al trasporto dei prigionieri – così sarà facile che lo spostamento avvenga a piedi.

Probabilmente sarà carente anche di personale, così le colonne di prigionieri potrebbero avere troppo poche guardie, addirittura non abili per il servizio attivo – magari a loro volta ferite e dirette a un ospedale nelle retrovie. Tutto ciò vuol dire che ci saranno più possibilità di scappare.

Se le guardie saranno piazzate all’inizio e alla fine della colonna, come spesso succede, passate parola alla fila dei prigionieri di allargarsi, rendendo la colonna di uomini in marcia più lunga possibile. Tenete il passo molto lento. Ad una curva della strada potreste improvvisamente rendervi conto che la testa e la coda non sono più in vista tra di loro, il che significa che gli uomini nel centro della colonna possono scivolar via verso l’uno o l’altro lato della strada e nascondersi in qualche modo.

Più alto è il numero di uomini che compiono la fuga, più alte sono le probabilità che la loro assenza venga notata subito. La mancanza di uno o due uomini non verrebbero probabilmente notata fino al prossimo appello, e questo potrebbe accadere non prima della fine della giornata.

Trasporti su strada Se vi portano via dalla zona di combattimento in camion, probabilmente vi trasferiranno di notte. Se le guardie non stanno vigilando e non siete chiusi a chiave dentro al veicolo, potete tentare di saltare fuori quando il camion rallenta – mentre risale una collina, per esempio, o attraversa un pezzo di strada dissestata. Cercate di sabotare i veicoli – mettendo dello zucchero o della sabbia nella benzina, per esempio – in modo che siano costretti a fermarsi. Ancora una volta, un’incursione aerea vi può dare la copertura necessaria per un tentativo di fuga.

In treno I campi di prigionia permanenti si trovano generalmente il più lontano possibile dal campo di battaglia e dai confini con territori neutrali o nemici; così, è facile facciate in treno l’ultimo spostamento. I grossi gruppi di prigionieri in transito vengono chiusi di solito dentro vagoni merci e le guardie si fidano della sicurezza dei vagoni chiusi a chiave per inibire i tentativi di fuga.

Le condizioni all’interno di questi vagoni, specialmente nei viaggi lunghi in piena estate o d’inverno, diventano letali, e sapere che probabilmente sarete caricato con molti altri non è consolante. Ma, dal momento che non vi controlleranno per molto tempo, questa potrebbe essere la vostra migliore possibilità. Cercate di aprirvi una breccia nel pavimento, o nelle pareti (attraverso una finestra o un ventilatore), o sul tetto.

Se viaggiate nel vagone passeggeri, allora avrete altri due vantaggi, anche se avrete delle guardie in giro: è molto più facile e veloce fuggire da una finestra che delle solide pareti di un vagone merci, e probabilmente sarete in grado di comunicare in qualche modo con passeggeri in altri scompartimenti o anche in altre carrozze.

Cercate di creare della confusione per sviare l’attenzione delle guardie; poi un intero gruppo potrebbe riuscire a fuggire e a sparpagliarsi per la campagna. Almeno qualcuno riuscirà ad allontanarsi quanto basta dalle immediate vicinanze da avere una ver possibilità di farcela. Una cosa da ricordare: prima di saltare guardate se ci sono treni in arrivo sulle rotaie adiacenti.

Non accendete mai un fuoco nel vagone se vi siete chiusi dentro (come fanno vedere molti film sui prigionieri di guerra) – le guardie potrebbero accorgersene troppo tardi. Non concedetevi un attimo di tregua, state sempre all’erta per ogni possibilità. Se non vi trovate nelle condizioni di scappare, aiutate i vostri compagni a farlo anche se per questo sarete punito in seguito.

Nel campo Scappare da un campo di prigionia stabile è molto più difficile che non fuggire da un treno o da una colonna di uomini in marcia. Il campo sarà stato costruito col preciso scopo di tenervici rinchiuso: filo spinato, sorveglianza elettronica, illuminazione con riflettori, torrette di controllo, cani e lettori termici per individuare i tunnel, non sono che alcune delle armi a disposizione del nemico. E anche se riuscite a scappare dal campo, vi rimane ancora da affrontare un viaggio difficile e pericoloso in territorio nemico.

Il comitato di fuga Una parte dell’organizzazione segreta all’interno del campo si dedicherà alla questione della fuga. Ci saranno pochissimi modi per fuggire da un campo, e ad ogni tentativo quelle possibilità diminuiranno ulteriormente. Il comitato di fuga coordinerà i tentativi di fuga, per assicurare ad ognuno il massimo numero di possibilità di farcela, e per stabilire di che cosa ognuno avrà bisogno – arnesi, diversioni, documenti falsi, informazioni ecc.

Dovreste raccogliere e ammucchiare ogni cosa, persino quelle inutili: serviranno a mascherare quelle utili se venite perquisito dalle guardie del campo. La maggior parte dei tentativi di fuga avranno bisogno di questo tipo di organizzazione – ma ciò non vuol dire che non possiate andarvene per conto vostro se se ne presenta inaspettatamente l’occasione, magari da un gruppo di lavoro mentre state lavorando fuori dal campo.

Documenti e travestimenti Prima di fantasticare troppo sul vostro piano di fuga, dovete pensare a come attraversare il territorio nemico che si trova fra voi e le forze neutrali o quelle amiche. Ci sono due modi: provare a mischiarsi alla popolazione indigena, o cercare di nascondersi.

Se cercate di mischiarvi, avrete bisogno di vestiti, documenti, soldi, e almeno di una certa conoscenza della lingua, tutte cose che o vi dovrete procurare all’interno del campo, o dovrete rubare una volta scappato. Per fare documenti falsi, dovrete innanzitutto sapere come devono essere, e poi dovete avere il tipo di materiale giusto: carta, inchiostri e tinture, penne, ecc., senza contare l’abilità che bisogna avere.

Inoltre, siccome la scrittura magnetica come quella usata per le carte di credito è ormai diffusa, diminuiscono le possibilità di contraffare documenti che poi passano attraverso ogni tipo di esame. L’alternativa è viaggiare di nascosto, usando le vostre tecniche di sopravvivenza per tenervi alla larga dai nemici. In molti casi questo è più pratico, e almeno sapete dove siete.

Liberazione dalla prigionia Col sopravvento della tecnologia sull’osservazione e il controllo umani, la fuga è diventata sempre più difficile. Ma ciò che la tecnologia ha portato via con una mano, l’ha restituito con l’altra. I satelliti spia e i voli di ricognizione ad alta quota forniscono agli ufficiali del servizio informazioni una chiara visione di ogni parte della superficie terrestre.

Ciò significa che avete un modo per fare segnalazioni ai vostri, a prescindere da dove vi possiate trovare. Non occorre essere precipitosi. Potete tracciare le lettere di un messaggio sul suolo di una zona cintata – oppure disporvi in gruppi i cui corpi formino la lettera – in modo che il nemico non possa nemmeno immaginare cosa state facendo.

Fate in modo che ogni lato della lettera sia lungo almeno 2 metri, o potrebbe non essere visto dall’alto. Ma ricordate, è possibile che la vedano tanto i vostri satelliti che quelli nemici. Una volta che la vostra posizione è stata localizzata – o in questo modo, o grazie a qualcuno che ce l’ha fatta a fuggire ed ha dato tutte le informazioni, a una lettera in codice che è riuscita a passare, a un nemico che ha venduto l’informazione – è possibile che venga organizzata una missione di salvataggio.

Anche se vi trovate a quattro o cinque miglia dalla più vicina frontiera amica o dalla costa del mare, le vostre autorità possono essere in grado di far penetrare una forza di salvataggio. Le possibilità di successo di un salvataggio saranno molto maggiori se c’è un canale di comunicazione tra quelli che vi verranno in soccorso e voi, e questo probabilmente significa messaggi radio in codice.

Ci sono stati molti casi di prigionieri che hanno costruito ricevitori radio nei campi di prigionia, e in questo caso la tecnologia ancora una volta viene incontro, dato che i moderni ricevitori radio sono così piccoli che possono essere nascosti in qualsiasi posto. Ogni informazione dovrebbe essere accompagnata da un codice che ne confermi l’autenticità, per esempio far riferimento a un soggetto prestabilito, come gli alberi o il tempo, o anche i giorni della settimana.

Ogni informazione che potete scambiare con coloro che si stanno preparando per venire a salvarvi aumenterà le possibilità di successo. Una cosa fondamentale sarà stabilire il sistema di segnalazione che userete per chiamare la squadra di soccorso all’ultimo momento. E’ possibile che il salvataggio avvenga con l’elicottero, e i piloti e i comandanti della missione avranno bisogno di sapere esattamente: dove atterrare per agire con maggiore efficacia; la direzione del vento; dove aspettarsi della resistenza; e talvolta persino dove potranno trovare i prigionieri che sono venuti a salvare.