Nella terra di nessuno

Un buon servizio di pattuglia è alla base di ogni forma di guerra moderna. Qualunque esercito che intenda tenere aggiornate le sue informazioni sul nemico, dominare la zona compresa tra i due opposti schieramenti, distruggere o danneggiare le forze nemiche, deve disporre di un efficiente sistema di pattuglie.

Ed è essenziale che ogni singolo soldato abbia estrema familiarità con l’arte del pattugliamento ed i suoi scopi.

Una tradizione consolidata. La guerra convenzionale ha sempre fatto perno sulle operazioni di pattuglia fra rispettive linee di fronte, al fine di raccogliere informazioni sulle forze avversarie e poter ottenere il dominio della cosiddetta terra di nessuno.

Nelle azioni di guerra definita “limitata”, il lavoro di pattuglia è ancor più importante. Nella campagna delle Falkland ad esempio ogni attacco stabilito era preceduto da un capillare programma di pattugliamento. Alle pattuglie era affidato il compito di tracciare i percorsi, scoprire eventuali varchi tra i campi minati, sperimentare le migliori vie d’accesso alle postazioni nemiche nonché effettuare accurate ispezioni circa la disposizione delle truppe argentine.

Le pattuglie inglesi, effettuando attacchi improvvisi a postazioni argentine isolate e poi fuggendo, tenevano svegli gli avversari, stancandoli continuamente, preoccupandoli e costringendoli alla difensiva.

Perché le pattuglie? Non è possibile pianificare un’operazione che abbia buon esito senza informazioni precise ed aggiornate. Nonostante i molti e sofisticati mezzi a disposizione quali la fotografia aerea e da satellite, velivoli radio-comandati, dispositivi per la sorveglianza notturna e molti altri sistemi ancora, il pattugliamento è ancora il mezzo più affidabile con cui ottenere informazioni dettagliate e verificabili.

Se si vuole disporre di queste informazioni ènecessario avere il dominio della terra di nessuno. Ciò renderà inoltre più arduo pr il nemico ottenere informazioni sulle vostre posizioni. Le operazioni di pattuglia presentano sia un aspetto attivo che un aspetto difensivo: mentre molte pattuglie sono organizzate per raccogliere informazioni, è altrettanto importante che il nemico non venga in possesso delle informazioni che desidera.

E’ indispensabile un alto grado di professionalità, progettazione meticolosa, un alto livello di addestramento individuale, un buon lavoro di équipe ed estrema decisione nei comandi. Per molti versi il pattugliamento richiede maggiori doti da soldato di fanteria che altri settori dell’addestramento militare. Vi sono tre tipi di pattuglia: la pattuglia da ricognizione; i posti di osservazione avanzati; e la pattuglia da combattimento.

Pattuglia da ricognizione. Le pattuglie da ricognizione raccolgono informazioni tramite un lavoro di osservazione e operano furtivamente. In questi casi andrebbe evitato il combattimento eccezion fatta per l’autodifesa o per approfittare di un’opportunità decisamente inattesa.

I compiti che tali pattuglie sono in grado di effettuare comprendono:

  1. Localizzare le posizioni del nemico e le vie d’accesso.

  2. Ottenere il maggior numero possibile di informazioni dettagliate circa la consistenza, la forza e la disposizione delle postazioni nemiche compresi particolari sui campi minati, i fili spinati e le postazioni delle sentinelle.

  3. Raccogliere informazioni sulla configurazione del terreno a supporto di future operazioni.

  4. Spiare l’attività e i movimenti delle pattuglie nemiche.

  5. Controllare che i propi fili spinati ed i campi minati non siano stati manomessi.

Posti di osservazione avanzati.

I posti di osservazione sono statici per natura ma, a differenza delle pattuglie da ricognizione, possono ricoprire un ruolo sia attivo che passivo. Occupano una posizione avanzata rispetto alle posizioni principali al fine di poter comunicare in tempo eventuali spostamenti del nemico ed impedire o sventare qualsiasi tentativo di infiltrazione.

Il numero minimo di componenti di un posto di osservazione dovrebbe essere di tre o quattro uomini. I compiti di un posto di osservazione sono:

  1. Osservare ed ascoltare eventuali tentativi di avanzamento del nemico.

  2. Osservare e controllare il terreno di fronte e tra le postazioni difese non visibile dalla postazione principale.

  3. Coprire campi minati ed ostacoli che non è possibile coprire dalla postazione principale.

Di norma nei posti di osservazione si occupa una determinata posizione di notte rimanendo nascosti durante il giorno. Si deve rimanere in contatto radio con la postazione che si difende in modo da intervenire e controllare il fuoco di artiglieria, mortaio e mitragliatrice.

Controllando il fuoco altrui e trattenendo il proprio, aumentano le probabilità di mantenere con sicurezza la propia posizione. Se invece si combatte è probabile che si debba ritirarsi.

Pattuglie di combattimento. Le pattuglie di combattimento hanno mansioni d’offesa. Si è preparati per compiti particolari e dotati di armi e potenza di fuoco sufficienti per poter combattere. Le situazioni in cui è probabile l’intervento di una simile pattuglia comprendendo:

  1. Effettuare incursioni contro le postazioni nemiche.

  2. Catturare prigionieri od impossessarsi di attrezzature allo scopo di ottenere informazioni segrete.

  3. Tendere imboscate, anche a carri armati.

  4. Attaccare pattuglie nemiche.

Di regola le pattuglie da combattimento sono guidate da un ufficiale e dovrebbero essere composte da 9-10 uomini. E’ necessario disporre di forze sufficineti per potersela cavare nel caso ci si imbattesse in una pattuglia nemica, non avendo tuttavia più uomini di quanti un uomo solo non sia in grado di controllare di notte.

Altri fattori che possono influenzare le dimensioni di una pattuglia di combattimento sono le probabili forze delle pattuglie nemiche e la missione da adempiere. Ad esempio, l’incursione notturna dei SAS a Pebble Island durante la Campagna delle Falkland – nel corso della quale sono stati distrutti a terra molti aerei argentini – ha coinvolto più di 40 uomini poiché la missione richiedeva una forza relativamente consistente.

Sei regole per la pattuglia:

  • Variate sempre il percorso, uscendo e rientrando rispetto al percorso dell apattuglia.

  • Non stancate eccessivamente i componenti della pattuglia: è proprio allora che si commettono gli errori.

  • Di tanto in tanto fate fermare completamente la pattuglia e tendete l’orecchio per avvertire eventuali movimenti del nemico.

  • Familiarizzate con i punti, i suoni e gli odori della zona.

  • Assicuratevi che il vostro equipaggiamento sia ben imballato e non provochi alcun rumore.

  • Se la boscaglia e la vegetazione sono fitte cercate di penetrarle con lo sguardo, non limitandovi alla superficie.

Buona pianificazione. Tutti e tre i tipi di pattuglia richiedono una notevole dose di preparazione, pianificazione e prove. Sarà necessario conoscere esattamente le formazioni che utilizzerete nonché i vari metodi per superare gli ostacoli, le azioni da intraprendere al momento dello scontro col nemico e l’obiettivo, come valutare un incidente o un infortunio o come scortare un prigioniero.

Inoltre è necessario considerare con estrema attenzione il tipo di armi, abbigliamento, equipaggiamento e scarponcini da impiegare. Le pattuglie di combattimento dovrebbero portare una certa quantità di armi automatiche in modo da produrre la massima intensità di fuoco possibile in tempi rapidissimi.

Se avete bisogno di un’arma di maggior efficacia potete impiegare mitragliatrici leggere purché non siano ingombranti per il compito da assolvere. Un metodo notevolmente efficace per districare dai guai una pattuglia ed infliggere perdite al nemico durante una azione offensiva può essere il ricorso alle granate.

Il compito da assolvere influirà sulla scelta dell’equipaggiamento. In Europa Nord-occidentale sarà normale portare con sé indumenti protettivi e maschera NBC, cosa invece improbabile in altri ambienti. Va da sé che avrete bisogno di una bussola luminosa con cui orientarvi poiché nelle notti senza luna a causa dell’oscurità sarà difficile poter leggere la cartina.

Saranno inoltre necessari un binocolo (che di notte aiuta a vedere meglio), una pila, un orologio con quadrante luminoso, e della morfina nel caso in cui qualche componente della pattuglia rimanga ferito.

Abbigliamento. L’abbigliamento dipenderà dal clima ma, in ogni caso, dovrà essere comodo e consentire di spostarsi senza far rumore. Tranne che per l’Artico, dove è necessario adottare particolari precauzioni, faccia ed orecchie dovranno rimanere scoperte in modo da essere sempre all’erta e vigili e poter ascoltare e vedere senza alcun problema di sorta.

Una delle immagini costanti e tipiche della Campagna delle Falkland è quella dei soldati argentini con ampi cappucci e enormi giacche a vento imbottite, che impedivano loro di vedere e di udire. I soldati britannici invece, a dispetto del freddo e della pioggia, portavano semplicemente dei berretti. Prima di partire per una missione di pattuglia accertatevi accuratamente che il vostro abbigliamento non provochi rumori quali fruscii o altri, né luccichii. Questo è tipico del tessuto impermeabile.

Non scordate il cibo. Portatevi anche delle razioni. Anche se è nelle vostre intenzioni completare la missione entro l’alba, potreste trovarvi costretti a rimaner fuori anche durante parte del giorno a causa di un improvviso inconveniente.

Calzature resistenti e silenziose. All’epoca dei vecchi scarponcini militari dalla suola in cuoio era corrente portare scarpe da ginnastica per spostarsi in silenzio di notte. Ora, con i nuovi stivaletti da combattimento in suola di gomma, ciò è del tutto superfluo, anzi controproducente. Le scarpe da ginnastica non sostengono né proteggono la caviglia ed è facile slogarsela se si percorre del terreno accidentato nell’oscurità.