Le imboscate

Le unità delle Special Forces operano in profondità nel cuore del territorio occupato dal nemico, eseguendo missioni sia di tipo attivo che passivo. Una tipica operazione passiva implica muoversi in posizione nella massima segretezza, allestire un punto di osservazione sicuro e ben nascosto, e infine passare al Quartier Generale informazioni sulla entità e sui movimenti delle truppe nemiche.

Possono passare mesi prima che gli osservatori possano essere recuperati o anche riforniti, perciò il loro addestramento li deve rendere autosufficienti, permettendogli di operare negli ambienti più ostili dove una mossa falsa, di giorno o di notte, potrebbe rivelare l’intera operazione.

Operazioni attive come incursioni e imboscate richiedono una diversa forma di coraggio. Osare invece di pazientare, decisione invece di cautela. Questa seconda parte sulle Tecniche Operative delle Special Forces svela il modo in cui le operazioni clandestine attive sono pianificate ed eseguite e si basa sull’FM 31-20, il Manuale di Combattimento dell’Esercito Americano per le Special Forces.

Un’incursione delle Special Forces è un attacco di sorpresa contro forze o installazioni nemiche. Si divide in quattro tipi:

  1. Inserimento clandestino;

  2. Combattimento breve e violento;

  3. Disimpegno rapido;

  4. Ritirata rapida e ingannevole.

Le incursioni possono essere organizzate per distruggere equipaggiamenti e installazioni nemiche come posti di comando, centri di comunicazione e depositi; per catturare materiale e personale nemico; o semplicemente per uccidere e ferire quanti più nemici possibile. Possono essere decise per salvare forze o partigiani amici ed infine possono anche servire a distrarre l’attenzione da altre operazioni.

Organizzare l’incursiona. La consistenza della squadra che esegue l’incursione verrà stabilita in base allo scopo della missione, al tipo di obiettivo e alla posizione del nemico. Ma qualunque sia la sua dimensione avrà sempre due elementi base: un gruppo d’assalto e un gruppo di appoggio. Il gruppo d’assalto esegue l’operazione vera e propria.

Sono gli uomini che entrano nelle installazioni e le demoliscono, che salvano i prigionieri, che sottraggono piani e codici o che raggiungono l’obiettivo qualunque esso sia. Oltre ai combattenti veri e propri, il gruppo può comprendere esperti di demolizione, tecnici elettronici e qualsiasi altro specialista di cui si possa aver bisogno, piloti, per esempio, nel caso che l’oggetto dell’operazione sia sottrarre uno specifico aereo nemico.

Il gruppo di appoggio ha il compito di proteggerli, di difendere la zona di operazioni, di impedire ai rinforzi nemici di intervenire, di fermare ogni possibile fuggitivo e di coprire la ritirata del gruppo d’assalto. Le unità delle Special Forces godono di una ben mirata reputazione di tenaci combattenti. Non un uomo fra loro vorrà sprecare il suo tempo nell’ozio, e così sono sempre alla ricerca di possibili obiettivi.

Prima che possa cominciare l’organizzazione dell’operazione, ogni obiettivo viene valutato per importanza, possibilità di accesso e di recupero, prendendo in considerazione la distanza, il terreno e la forza necessaria alla squadra.

Ripercussioni locali. Un altro importante fattore è il probabile effetto sugli abitanti del luogo, alleati o no, in seguito all’incursione. Ci sono infiniti esempi di decine di civili passati per le armi per ogni soldato occupante ucciso. Prevedere questa possibilità fa sempre parte del retroterra organizzativo dell’incursione, ed esperti di operazioni psicologiche  (psyops) saranno anche pronti a sfruttare al massimo ogni successo.

Piani semplici. Sebbene debba essere accurato fino all’ultimo dettaglio, il piano deve essere sostanzialmente semplice. Se il successo dipende da un gran numero di fattori che devono mettersi insieme al momento giusto, uno solo che vada storto farà probabilmente fallire l’intera operazione.

Il momento – del giorno o dell’anno – è un fattore cruciale del piano. Quando l’operazione è semplice e la configurazione dell’obiettivo è ben conosciuta, probabilmente è meglio agire durante le ore notturne. Quando le informazioni non sono complete, si deve agire all’alba e all’imbrunire.

La ritirata. L’imbrunire è il momento migliore per la ritirata: vi dà il vantaggio degli ultimi minuti di luce del giorno per uscire dall’area di operazione immediata, e dall’oscurità per rallentare l’arrivo del nemico durante ogni inseguimento. Ma in ogni caso, scegliete il momento con molta attenzione per dare a voi stessi il maggior vantaggio possibile.

Può sembrare ovvio, ma è impossibile esagerare il valore dell’accurata raccolta di informazioni. Ci sono tre fonti principali:

  1. Agenti locali;

  2. Ricognizione;

  3. Satelliti e voli ad alta quota.

La conoscenza del luogo è della massima importanza. Quando possibile, gli abitanti del luogo amici dovrebbero essere arruolati per fare da guide, e possono essere anche impiegati nella stessa squadra di incursione se considerazioni riguardanti la sicurezza lo consentono.

Nel corso dello spostamento verso l’obiettivo prendete ogni precauzione per non segnalare la vostra presenza alle truppe nemiche. Evitate il contatto, ma siate sicuri di uccidere tutti i nemici se il peggio dovesse accadere.

Prove delle armi. Quando le circostanze lo permettono, fate una prova delle armi e dell’equipaggiamento prima dell’attacco, rimpiazzando ogni parte dell’equipaggiamento che risulti difettosa. I beni personali dovrebbero essere “sterilizzati” allo stesso tempo, arrivando a rimuovere le etichette dei vestiti se necessario.

Obiettivi ben difesi talvolta richiedono grandi squadre di incursione, talvolta delle dimensioni di un battaglione o superiori. La sorpresa è importante quanto un’incursione su scala ridotta, ma sarà molto più difficile da conseguire. Una grande squadra di incursione si dividerà generalmente in piccoli gruppi e si sposterà verso l’obiettivo attraverso percorsi diversi. In questo modo anche se alcuni componenti vengono scoperti il nemico sarà ancora all’oscuro del vero obiettivo.

Anche il controllo ed il coordinamento di una grande squadra di incursione è più difficile, specialmente riguardo alla sincronizzazione. Solo un alto livello di addestramento ed eccellenti standard di equipaggiamento la possono rendere più semplice. La ritirata dopo un’incursione di vasta portata può essere condotta con la squadra che si divide in piccoli gruppi.

Così si toglie al nemico un bersaglio di grandi dimensioni per un attacco aereo, ma un nemico attento e aggressivo può essere in grado di rastrellare la squadra un gruppo per volta. In alcune circostanze è più sicuro per l’intera squadra restare unita ed agire in una formazione di combattimento a colonna, ma tutto dipenderà dall’entità delle forze nemiche, dal terreno e dalle distanze da coprire. Una ritirata allo scoperto, richiederà un enorme supporto esterno. Ci sono davvero poche possibilità che la forza esterna di copertura, se ne esiste una, sfugga all’attenzione del nemico.

L’imboscata. Un’imboscata è un’incursione su un obiettivo in movimento. L’unica vera differenza è che la tabella di operazioni diventa molto più approssimativa e imprevedibile. Anche le migliori fonti di informazioni non possono realisticamente prevedere i ritardi del nemico nel corso delle operazioni, e così la squadra di incursione si troverà spesso a dover aspettare in posizione prima che l’obiettivo si presenti, aumentando considerevolmente le possibilità di venire scoperta.

Le imboscate vengono eseguite per distruggere o catturare personale e rifornimenti nemici o per bloccare i loro movimenti. Un approccio sistematico può incanalare le comunicazioni e le operazioni di rifornimento del nemico, e costringerlo a concentrare i propri movimenti sulle principali strade e linee ferroviarie, dove sarà più vulnerabile agli attacchi, specialmente a quelli aerei.

Quattro regole per un’imboscata riuscita

  1. Tendete l’imboscata in un posto dove possiate muovervi inosservati.

  2. Tendete l’imboscata di notte se la missione può essere portata a termine con un breve, intenso scontro a fuoco.

  3. Tendete l’imboscata di giorno se è richiesto un inseguimento.

  4. Scegliete un posto dove il terreno costringa il nemico a concentrarsi.