L’Infiltrazione

Infiltrazione dei Corpi Speciali. Quando si prepara una squadra d’infiltrazione per via aerea si deve tener conto dei seguenti fattori:

  1. La capacità di carico dell’apparecchio può limitare l’equipaggiamento e il numero di uomini.

  2. La presenza di un “comitato di ricevimento” nella zona di atterraggio può facilitare alcune operazioni, quali cancellare ogni traccia e nascondere i paracadute.

  3. Assicurarsi di avere l’equipaggiamento necessario.

  4. Il comandante del distaccamento occupa la posizione migliore all’interno della squadra.

  5. I segnali di riconoscimento e quelli per contattare con il “comitato di ricevimento” devono essere stabiliti anticipatamente.

  6. Il punto di raccolta principale deve trovarsi a 100-200 metri di distanza dalla zona di lancio. E’ necessario un secondo punto a 5-10 km in caso di emergenza.

I Corpi Speciali combattono il nemico sul suo territorio. Lavorando dietro le linee, le loro missioni sono molteplici: ad esempio raccogliere informazioni, compiere un sabotaggio oppure organizzare movimenti di resistenza locali. E’ una guerra che non conosce regole. Quando un membro dei Corpi Speciali viene catturato, non si aspetta certo la grazia; due sono le alternative: uccidere o essere uccisi.

Diverse tecniche operative vengono improvvisate al momento sfruttando una particolare informazione o qualche possibilità sino ad allora ritenuta improbabile. Questo naturalmente non significa che non ci sia un programma addestrativo. Le Forze Armate degli Stati Uniti hanno tutte i loro distaccamenti speciali i quali adottano il manuale FM 31-20 delle Tecniche Operative dei Corpi Speciali, sul quale si basa questo articolo.

Essendo i “Corpi Speciali”, sarà impossibile descrivere il tipo di lavoro da essi svolto senza elencare tutte le varie possibilità. E’ certamente più corretto affermare che il soldato dei Corpi Speciali è pronto ad affrontare qualsiasi cosa. Può capitare di ricevere qualche aiuto da tecnici specializzati; magari soltanto una conversazione via radio bisbigliata frettolosamente da una voce senza volto alla base operativa.

Nella maggior parte dei casi è impossibile affermare con sicurezza se ci si trova in fase di attacco o di difesa. Si combatte una guerriglia. Non ci sono linee di fronte, né avanzate organizzate. Le missioni principali dei Corpi Speciali sono la raccolta di informazioni e l’istruzione in cui un gruppo di esperti trasmette le proprie conoscenze agli uomini reclutati sul luogo.

Non si tratta di conoscenze puramente militari. Possono essere informazioni riguardo l’igiene personale oppure i metodi di coltivazione; insomma qualsiasi cosa che possa dimostrare alla popolazione locale il sincero interessamento nei loro confronti. Vincere una battaglia per la salvezza di un popolo è decisamente più importante che impadronirsi di un obiettivo con la forza delle armi, ma in entrambi i casi la vittoria si decide comunque con la presenza sul campo di battaglia.

Per centinaia di anni i servizi informazioni hanno cercato di inserire i propri agenti in territorio ostile. Esistono due metodi principali:

  1. Falsa identità e travestimento

  2. Operazioni clandestine

Anche in tempo di guerra, solitamente si riesce ad accedere al territorio nemico attraverso un paese confinante. Il successo di questo metodo dipende soprattutto dalla qualità dei documenti e dalla copertura. Questo è un grossissimo vantaggio: dopo aver superato i vari controlli dei documenti, le perquisizioni e gli interrogatori, chiunque infatti può vivere tranquillamente allo scoperto nel territorio nemico senza essere costretto a nascondersi ogni qualvolta si senta bussare alla porta.

Naturalmente si conduce una doppia vita, il che è di per sé stressante; ma nessuno ha detto che lavorare nei Corpi Speciali sia facile e senza rischi.

Per infiltrazione clandestina si intende l’ingresso nel territorio del nemico all’insaputa di quest’ultimo. A volte si deve oltrepassare a piedi la frontiera attraversando una zona remota e particolarmente impervia; oppure paracadutarsi da un velivolo da un’altezza di circa 11.000 metri aspettando di essere a cento metri da terra prima di aprire il proprio paracadute.

Infiltrazione aerea. L’inserimento dall’aria è molto frequente in quanto si può accedere a qualsiasi zona per via aerea; è molto rapido e minimizza i rischi sia per l’apparecchio che per i passeggeri e il “comitato di ricevimento”. Esistono tre varianti:

  1. Lancio a quota bassa o normale

  2. Lancio ad alta quota ed apertura del paracadute a bassa quota (HALO)

  3. Atterraggio

Scopo dell’operazione è l’inserimento di agenti all’insaputa del nemico. Bisogna quindi tener conto delle proprie capacità e di quelle del nemico. Come sono i suoi sistemi di controllo aereo e radar? Esistono aree adeguate per il lancio o l’atterraggio? Si dispone di personale a terra che sia in grado di ricevere uomini e rifornimenti, di trasferirli in un luogo sicuro e di “ripulire” l’area di atterraggio al termine dell’operazione? Ci sono degli apparecchi adeguati? Si tratta di elicotteri o di velivoli ad ala fissa?

Sbarco dal mare. Anche quando si pianifica un’operazione d’infiltrazione via mare bisogna tener conto di molti dei fattori che possono influire sull’inserimento del personale aviotrasportato. Prima di tutto, che tipo di zone costiere ci sono e qual è la profondità e l’efficienza delle difese lungo la costa? Si dispone di un mezzo adeguato? Ci si può attrezzare affinché l’acqua di mare non danneggi parti essenziali del proprio equipaggiamento?

Operazioni terrestri. Questo tipo d’infiltrazione è molto simile alla ricognizione a lungo raggio in territorio nemico. Spesso si rivela il modo più sicuro per portare sul posto i Corpi Speciali, specialmente se il tempo non è un fattore d’importanza determinante. La distanza non è necessariamente un problema per gli uomini dei Corpi Speciali, personale ben equipaggiato ed appositamente addestrato a fare appello alle proprie capacità, al proprio ingegno, insomma a qualsiasi risorsa.

Potendo usufruire degli aiuti e dell’assistenza di truppe “amiche” già sul posto, ad esempio per provvedere ai viveri e ad un rifugio oppure per raccogliere informazioni, l’infiltrazione via terra è spesso il sistema più efficace. Se si pensa che le zone di lancio e di sbarco non sono mai molto vicine alle zone operative, gli inserimenti per via aerea o marittima finiscono molto spesso per trasformarsi comunque in marcia a piedi.

E’ quindi evidente la necessità di fidarsi maggiormente delle proprie gambe che non della tecnologia; è molto più facile per un uomo che per una macchina sfuggire all’avvistamento. Esiste un fattore comune ai tre metodi sinora analizzati: la disponibilità di personale sul posto in grado di condurre gli uomini (di garantire loro protezione), e di trasportare materiali o viveri a seconda delle esigenze. Ma non è sempre così. Talvolta i membri della squadra devono procedere alla cieca, affidandosi unicamente al proprio istinto ed alle proprie capacità – e naturalmente a un pizzico di fortuna.

Lanci alla cieca. Sono azioni assai rischiose, sebbene difficilmente individuabili dal servizio informazioni nemico. Inoltre, nessuno è a conoscenza dell’operazione e quindi la zona di lancio non sarà occupata da truppe nemiche pronte a ricevervi.

Solitamente si ricorre ai lanci alla cieca nelle zone in cui si prevede di poter reclutare un certo numero di persone, magari disarmate o prive di qualsiasi tipo di addestramento, ma comunque pronte ad offrire la materia prima necessaria ad un’operazione indigena consistente. A volte può presentarsi il bisogno di lanciarsi alla cieca in zone caratterizzate da un forte servizio di sicurezza da parte del nemico che ovviamente viene ad ostacolare i movimenti dei locali.

Farsi superare. Esiste un quarto metodo per infiltrare i membri di una squadra dei Corpi Speciali in un territorio nemico: precedere l’arrivo del nemico stesso. Pianificazione a lungo-termine e informazioni permettono di decidere se la possibilità esiste effettivamente. Le maggiori difficoltà di tutta l’operazione derivano dalla necessità di mantenere il massimo grado di sicurezza.

Si devono predisporre case e rifugi sicuri, stabilire reti di comunicazione, creare dei nascondigli per i viveri, le armi e l’attrezzatura; e tutto ciò deve avvenire senza che nessuno al di fuori dell’organizzazione abbia la più pallida idea di che cosa stia succedendo. Gli uomini dei Corpi Speciali sono abilissimi nel mimetizzarsi e nel nascondersi, nello spostarsi silenziosamente.