Il calcolo

Questa funzione, ampiamente studiata a livello neuropsicologico, non ha trovato delle sufficienti dimostrazioni a vantaggio di un effettivo decadimento nell’anziano. Essendo questa funzione l’intreccio della cooperazione di più funzioni cognitive di base, stabilire se effettivamente vi sia un decadimento delle vie primarie che svolgono tale funzione è ancora privo di fondamenti.

L’attenzione, la memoria e il linguaggio sono tutte funzioni cognitive che giocano un ruolo fondamentale nelle abilità di calcolo, quindi il rallentamento cognitivo, tipico dell’anziano, potrebbe essere l’unico reale responsabile di una scarsa prestazione di tipo numerico. Tutti gli studi fatti su questo argomento sono concordi nell’imputare che due sono le principali cause di un calo di questa funzione: la velocità e l’accuratezza.

Geary e Wiley (1991) trovarono, in un loro studio, una terza componente: le persone anziane rispetto a quelle più giovani attuavano delle strategie di risoluzione qualitativamente differente. La differenza più rilevante è che le persone anziane usano il recupero diretto, mentre i giovani si avvalgono più facilmente di strategie di conteggio verbale.

Ciò è sicuramente indice di un buon utilizzo di tipo strategico da parte dell’anziano, ma ancora una volta quello che li rendeva deficitari era la qualità di tempo che utilizzavano nel dare la risposta. Si può quindi concludere che la funzione di calcolo non decade con l’età, ma ciò che decade è l’efficienza dei meccanismi di codifica e di esecuzione della risposta.