Ipnosi

L’ipnosi è un fenomeno psicosomatico che può essere causato tramite una suggestione dovuta ad un’immagine o un suono che il soggetto percepisce intensamente. Coinvolge sia la dimensione fisica che la dimensione psicologica del soggetto a cui viene sottoposto. È una condizione particolare di “funzionamento” dell’individuo che consente di influire sia sulla sua condizione psicofisica che sulle sue condizioni di comportamento.

L’ipnosi, intesa come potenzialità della mente umana, pare essere stata impiegata fin dall’antichità; Charles Arthur Musès (1972) scrive di aver trovato un’antica registrazione di una seduta ipnotica nella incisione di una stele egizia risalente al regno di Ramesse XI della XX dinastia egizia, circa 3.000 anni fa.

Nel papiro di Ebers (circa 1.500 a.c.) si descrivono rituali magici che inducono la persona in uno stato alterato con il fine di guarirla. Il papiro di Leida, risalente al regno di Ramsete XII, descrive una tecnica di induzione ottenuta facendo dondolare una lampada davanti agli occhi della persona. Caldei, Medi, Persiani, Egizi, Aztechi, Maya, Zapotechi, praticavano rituali simili. Tra gli indiani l’ipnosi e l’autoipnosi (dei fachiri) sono praticate da almeno duemila anni, gli Ebrei si avvalevano di pratiche ipnotiche per indurre la divinazione. Tra nativi americani Chippewa la trance ipnotica indotta attraverso la ripetizione del canto dello sciamano aveva funzione analgesica e di preparazione all’insegnamento dei costumi tribali nei riti di iniziazione dei giovani alla pubertà.

Il primo tentativo di considerare scientificamente l’ipnosi si ebbe nel 1772 con Franz Anton Mesmer, che ne diede una spiegazione scientifico-naturalistica ritenendo che i fenomeni organici fossero influenzati dal magnetismo gravitazionale e che la malattia fosse causata dall’alterazione nel corpo di un fluido necessario a connettere gli uomini ai corpi celesti: la guarigione poteva essere ottenuta applicando al corpo dei magneti che riequilibrassero il fluido bio-cosmico. Mesmer comprese il valore del legame terapeutico e ridusse l’uso dei magneti a favore delle relazione, ma pochi ne capirono l’importanza e l’ipnosi venne delegata ai teatranti di strada che ne favorirono l’uso popolare.

Nella XIV edizione dell’Enciclopedia Britannica, anno 1954, venne pubblicata una delle prime definizioni di ipnosi su base scientifica. L’autore era Milton H. Erickson (1901-1980), uno psichiatra diventato famoso soprattutto per i suoi studi sull’ipnosi clinica avendo pubblicato complessivamente oltre 150 articoli sull’argomento nell’arco di 60 anni di lavoro e ricerca. Erickson ha definito l’ipnosi come un tipo molto particolare di comportamento complesso e insolito, ma normale, che in condizioni opportune può essere sviluppato probabilmente da tutte le persone comuni e anche dalla gran parte di quelle che hanno problemi di salute.

Esiste una notevole difficoltà di comprensione, e Marcuse (1959) suggerisce che noi “definiamo l’ipnosi per quello che fa piuttosto che per quello che è”. A un estremo l’ipnosi viene considerata come uno stato di coscienza veramente differente da quello della normale veglia. All’altro estremo Merskey considera che “i fenomeni dell’ipnosi sono identici a quelli dell’isteria: essi coinvolgono la percezione di sé e la produzione di sintomi o comportamenti alternativi per risolvere un problema anche se non un conflitto”. Merskey va oltre nel proporre come definizione :

 L’ipnosi è una manovra nel corso della quale il soggetto e l’ipnotista hanno un accordo implicito che si potranno verificare certi eventi (per esempio paralisi, allucinazioni, amnesia), sia nell’ambito di una procedura speciale o successivamente, secondo le istruzioni dell’ipnotista stesso. Entrambi compiono uno sforzo perché questo accordo dia gli effetti desiderati adottando regole di comportamento appropriate, e il soggetto adotta i meccanismi della negazione per riferirsi agli eventi secondo l’accordo implicito. Questa situazione viene usata per vari motivi, sia di tipo terapeutico che altro, da parte di entrambi i partecipanti. Non c’è uno stato di trance, né modificazioni riscontrabili della fisiologia cerebrale e soltanto risposte fisiologiche periferiche che possono essere ugualmente prodotte con la suggestione non ipnotica o altre modificazioni emotive.

In modo superficiale, l’ipnosi assomiglia al sonno, pur non essendoci riscontri elettroencefalografici per distinguere l’ipnosi da altri stati di veglia rilassata. La trance è quindi ottenuta nell’ipnosi in uno stato di veglia da una persona su di un’altra mediante l’uso concordato della suggestione  (Marcuse). E’ stato sostenuto che si verifica nelle specie non umane , ma in questi casi questo stato non può essere considerato come ipnosi.

L’ipnosi è stata usata per il controllo del dolore, nel trattamento dell’iperemesi gravidica, per varie difficoltà sessuali e in particolar modo per il controllo dell’ansia (Waxman). L’induzione dell’ipnosi richiede il contratto implicito cui fa riferimento Merskey. Il soggetto deve volerlo e cooperare; lui o lei si rilassano ed esercitano l’immaginazione. Il campo di coscienza viene ristretto a includere soltanto le istruzioni dell’ipnotista. Il soggetto abbandona all’ipnotista certi livelli di controllo e accetta le distorsioni della realtà. A seguito di un’ipnosi ben riuscita, può essere stabilita l’autoipnosi. Marcuse consosi siano le seguenti:

  1. Il soggetto cessa di fare i propri programmi;

  2. L’attenzione è diretta selettivamente, per esempio sulla voce dell’ipnotista;

  3. L’esame di realtà è ridotto e vengono accettate delle distorsioni;

  4. Viene aumentata la suggestionabilità;

  5. Il soggetto ipnotizzato mette in atto con disinvoltura regole insolita;

  6. È spesso presente l’amnesia postipnotica.

La suggestione, per il soggetto che viene ipnotizzato, è chiara e ovvia, non implica credulità o perdita di forza di volontà. Essa descrive l’aspetto emotivo di fiducia che si verifica all’interno di una relazione implicita nella quale il soggetto accetta le affermazioni dell’ipnotista, accetta i suoi ordini e rifiuta l’evidenza dei propri sensi che potrebbe contraddire quelle affermazioni.

E’ necessaria una capacità di fantasia perché l’ipnosi possa aver luogo. Il rilassamento che accompagna l’ipnosi può progredire fino a un sonno normale, anche durante la seduta ipnotica. L’alterazione della coscienza che si verifica durante l’ipnosi è simile a quella degli stati dissociativi, ma differente dalle fluttuazioni del livello di coscienza che si verificano nel corso di sindromi psico-organiche.

La suggestione è stata usata per produrre una serie di conseguenze a livello fisico, per esempio gonfiori, alterazioni del polso e della pressione, levitazioni di un braccio, opistotono, assenza di sensazioni dolorose e così via. Anche gli effetti psicologici sono diversificati, potendo comprendere alterazioni della percezione, cognizione, ideazione, memoria e affettività.

Il soggetto entra in uno stato drammaticamente alterato, nel corso del quale temporaneamente lascia all’ipnotista la responsabilità delle proprie azioni. A sua volta, l’ipnotista conserva la fiducia del soggetto solo finché mantiene il proprio comportamento entro i limiti che il soggetto trova accettabili; al di fuori di questo, il soggetto abbandonerà la propria relazione di dipendenza e uscirà dallo stato ipnotico.

Franco Granone. Trattato di Ipnosi. Torino, UTET, 1989

Milton H. Erickson. Opere. Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1982