Il primo soccorso

Il termine di Primo Soccorso individua una serie di valutazioni e interventi effettuati da testimoni o dalla vittima senza o con un minimo di attrezzature sanitarie (American Heart Association -AHA). Le origini del primo soccorso, in termini di sistema organizzato e secondo una precisa formazione, sono fatte risalire, dalla letteratura anglo-sassone, al dottor Peter Shepherd, maggiore, Chirurgo del Royal Herbert Military Hospital, Woolwich, di Londra, e al colonnello Francis Duncan che per primi definirono il concetto di insegnare ai civili i principi base per effettuare un primo soccorso (1878).
Già prima, per rimanere in America, “l’uomo della medicina” dei Sioux erano famosi per trattare i feriti in battaglia, stabilizzare le fratture, controllare le emorragie, rimuovere le frecce. Anche altre tribù (per es. i Navajos) avevano uguali figure. In realtà, il concetto di primo soccorso e vecchio almeno quanto le malattie e i traumi e nasce comunque in ambiente militare. Molti eserciti hanno tentato di ridurre la morbilità e la mortalità nei campi di battaglia ricorrendo proprio ai principi del primo soccorso. Sicuramente i più efficaci sono stati i Romani ai tempi dell’Imperatore Augusto (63 A.C.-14 D.C.) che svilupparono un servizio medico militare avanzato a supporto delle loro legioni. Queste figure erano affiancate da barellieri che, con cavalli e carri, trasportavano i feriti dal campo di battaglia all’ospedale da campo. Questo servizio comprendeva un medico, un chirurgo, un ufficiale addetto all’igiene e un addetto ai bendaggi (capsarii).
Un bassorilievo ripreso dalla colonna Traiana  rappresenta il momento delle prime cure di soldati romani durante la conquista della Dacia. Già nell’antica Grecia il concetto di primo soccorso, effettuato da personale non sanitario era presente nelle culture.  La formazione sul Primo Soccorso dovrebbe essere universale: tutti possono imparare il Primo Soccorso e tutti lo dovrebbero.
Obiettivo del Primo soccorso è quello di assicurare la sopravvivenza dell’infortunato, evitare l’insorgenza di ulteriori danni ed è effettuato sul luogo dell’evento, immediatamente dopo o anche durante il verificarsi di una situazione di emergenza. Infatti, il primo soccorritore è colui che attiva il sistema di emergenza chiamando la centrale operativa 118 ed è quello che può prestare, appunto, il primo soccorso nell’intervallo di tempo che intercorre tra la telefonata al sistema di emergenza e l’arrivo del sistema di emergenza territoriale. In quei minuti di intervallo il suo ruolo è fondamentale ed è per tale motivo che deve essere pronto e preparato. Questo significa che oltre a conoscere il primo soccorso, inclusa la rianimazione cardiopolmonare, si dovrebbe regolarmente esercitare. Infatti è dimostrato che con il passare del tempo (pochi mesi) sia le conoscenze teoriche che le abilità pratiche decadono, senza una regolare esercitazione.
Dovrebbe inoltre dotarsi a casa, in auto e, per legge, nel posto di lavoro, della valigetta di primo soccorso in modo tale da avere quanto necessario immediatamente disponibile e reperibile. Per il primo soccorso, allertare il sistema di emergenza non è solo un obbligo morale ma ha rilevanza anche penale: L’Art. 593 del Codice di Procedura Penale riporta: “Chiunque… trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità… è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire seicentomila… Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale, la pena è aumentata; se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata”.
L’American Heart Association -AHA ha pubblicato delle raccomandazioni basate sull’analisi delle prove di efficacia che dimostrano un’effettiva riduzione di morbilità e mortalità con un intervento di primo soccorso e che gli interventi eseguiti dai primi soccorritori sono sicuri, efficaci e praticabili. 
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