Simulazione: Le cinque giornate di Messina

Le “cinque giornate” di Messina: tra evacuazioni, collisioni e frane la città testa la sua “resistenza”.
Ecco le simulazioni Venerdì 16 Aprile 2010 12:11 . 
Edifici pubblici e plessi scolastici (circa 3800 persone in tutto) da evacuare, 200 feriti simulati da trasportare nei tre ospedali cittadini, collisioni (anche queste simulate) tra navi portacontainer e traghetti sullo Stretto (come accaduto nella tragedia del Segesta Jet), frane sulla Statale 113 con immediati trasbordi in gommone, ricostruzione di un ponte crollato, salvataggio di passeggeri di treni ed un incidente alla MSC Splendida ormeggiata al Porto.
Uno scenario da film catastrofico americano quello previsto per la “Settimana della Sicurezza”, il grande test che metterà alla prova Messina, i suoi abitanti e le Istituzioni davanti ad un maxi-sisma di magnitudo 6.3 della scala Richter (9 nella scala Mercalli). Uno scenario, sperimentale ed unico per portata da Firenze in giù, che dovrà rispondere ad una lunga serie di interrogativi sulla “resistenza” di Messina: quale sarebbe la risposta della città ad un maxi evento calamitoso in attesa che arrivino “rinforzi” dall’esterno? Per quante ore Messina sarebbe autosufficiente davanti alla tragedia? Quanto sarà d’aiuto il Piano di Emergenza Comunale?
Uno scenario inquietante, infine, che se fosse reale provocherebbe la morte di più di 2300 persone, mentre quasi 10mila sarebbero gli abitanti della città dello Stretto a trovarsi in edifici a rischio crollo. L’azione, in questa occasione (ma sono previste altre esercitazioni nei condomini ed in notturna), si svolgerà negli edifici pubblici, nelle scuole, anche se il teatro vero dell’esperimento saranno le oltre 200 aree già operative e segnalate dai cartelli di Protezione Civile divise in aree d’attesa, di ricovero e di ammassamento, distribuite nei territori delle 6 circoscrizioni cittadine.
Ad illustrare nel dettaglio le cinque giornate è stato l’ingegnere Rizzo che ha spiegato la missione del progetto: verificare la forza della città in una fase di isolamento totale, quella delle prime 12-24 ore quando, a seguito di un sisma, Messina si ritroverebbe completamente sola. Cinque giorni di “incidenti” sulla terra ferma e in mare tra cui una collisione tra una portacontainer ed un traghetto, per testare la capacità delle unità navali di soccorso, un episodio nell’area d’ormeggio della Msc Splendida, una frana sulla SS113, la ricostruzione di un ponte sul Torrente Pace, simulazioni di forniture di gas ed energie elettriche negli ospedali e l’evacuazione di tutti gli edifici pubblici e le scuole di Messina. Eventi che coinvolgeranno più di 3800 persone tra dipendenti della PA e studenti.
Per l’occasione il Comune ha incassato l’appoggio di tutti: dalle scuole alle aziende fornitrici di gas e luce, dai palazzi della politica a quelli del lavoro e della cultura, dall’Autorità Portuale alla Marina e fino alle sedi circoscrizionali (i consiglieri del I e del II quartiere sperimenteranno un’evacuazione sulla loro pelle). Fondamentale l’appoggio delle aziende sanitarie cittadine: il manager del Papardo-Piemonte ha contribuito anche con l’acquisto di due posti medici avanzati da campo, due strutture che diventerebbero presidi importanti in caso di emergenza.
ContactUs.com