Lo sparo di avvertimento e la legislazione italiana

In quali casi è consentito sparare in aria con un’arma per spaventare un ladro? Negli ultimi tempi è stata fatta notevole confusione sul punto, specie dalle forze dell’ordine, che, tanto per far statistica denunziano chiunque spara, anche giustificatamente.
La norma principale che regola la materia è l’art. 703 c.p. (analogo al 57 TULPS) che vieta di fare esplosioni pericolose, quali spari con arma da fuoco, in luoghi abitati o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa. Trattasi di stabilire se lo sparo con armi sia vietato anche se non pericoloso e in quali situazioni si possa invocare una esimente quale la legittima difesa o lo stato di necessità o l’esercizio di un diritto o di un dovere.
Ad una prima lettura parrebbe che lo sparo con armi da fuoco sia vietato in modo assoluto, ma la realtà ci dice che non è così. Questa norma non è diretta ad evitare rumore, ma solo incidenti e perciò anche lo sparo con arma da fuoco è vietato in quanto pericoloso, così come prescritto per ogni tipo di esplosione. Ed infatti, per pacifica applicazione, è da sempre consentito sparare in luoghi abitati entro poligoni di tiro, al chiuso o all’aperto, o entro la propria abitazione, se non vi è pericolo di fuoriuscita di proiettili. E sicuramente non è vietato sparare cartucce a salve con un’arma da fuoco (nessun problema se si usa uno strumento a salve che non è arma!).
Quindi: non vi è una presunzione assoluta di pericolosità, ma occorre accertare caso per caso, se lo sparo è da considerare pericoloso; accertamento che dipende dalla valutazione di diversi elementi: dove è stato indirizzato il tiro (non si può di certo sparare in direzione del ladro, anche senza volontà di colpirlo, se vi è pericolo di colpire altri), se vi era pericolo per la ricaduta del proiettile o per suoi rimbalzi, se il colpo è stato sparato o meno in modo controllato, ecc. Uno sparo con cartuccia a pallini verso l’alto non è mai pericoloso.
Ricordo in proposito che un colpo di arma corta sparato in aria non è pericoloso solo se viene sparato perpendicolarmente o quasi, mentre in ogni altro caso può ricadere e ferire persone anche a notevole distanza. Si deve perciò considerare pericoloso ogni colpo sparato a casaccio entro l’abitato. Invece non potrebbe essere considerato pericoloso uno sparo diretto verso un prato o verso una catasta di legna, con una angolazione tale da rendere non prevedibile un rimbalzo pericoloso. Si può inoltre sparare in modo pericoloso quando si agisce per legittima difesa di beni o di persone. Non si può uccidere un ladro che fugge, ma si è autorizzati a violare norme di legge per quel tanto che sia giustificato dalla situazione, badando però che il pericolo posto in essere non sia maggiore di quello che si vuole evitare e purché non sia abbia a disposizione altro mezzo di reazione non pericoloso.
Vediamo alcuni esempi pratici: ladro che è entrato nel giardino; non si può colpirlo, ma si ha tutto il diritto di farlo scappare e di impedire che diventi pericoloso avvicinandosi o entrando in casa; uno o più spari che non siano diretti alla cieca verso altre persone o case abitate, saranno legittimati. ladro che fugge con la refurtiva; la situazione deve essere valutata in base alla pericolosità del ladro (possibilità che sia armato, possibilità di complici, entità della refurtiva), come al punto precedente. semplice sospetto che in giardino vi sia un ladro; non giustifica assolutamente uno sparo pericoloso.
Conclusione: è necessario mettersi sempre nelle condizioni di poter dimostrare che lo sparo non era pericoloso oppure, se lo era, che si aveva una solida giustificazione. È del tutto consigliabile organizzarsi in modo da poter affermare che il primo colpo sparato (e di solito è l’unico) era a salve oppure a piccoli pallini od a sale e quindi non idoneo a mettere in pericolo la sicurezza pubblica.
 Dal sito earmi.it
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