Aprile 15 2021

Profezia o cronaca?

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Tra le profezie dell’indovino si trova il pronostico riguardante i re di Francia. Caterina de’ Medici, intrigante regina madre, aveva chiesto espressamente al veggente, suo favorito a corte, se i tre figli avrebbero avuto il trono.

Nostradamus, dopo aver consultato uno specchio magico in cui il futuro appariva anche nei minimi dettagli, affermò con tono deciso ma sibillino che “tutti e tre sarebbero saliti sul trono”. La madre esultava, pensando che la sua progenie avrebbe occupato i più prestigiosi troni d’Europa. Ma il mago, con la sua espressione ambigua, aveva previsto ben altro destino: i principi Valois divennero re, uno dopo l’altro; ma si avvicendarono sullo stesso trono di Francia, poiché morirono tutti in circostanze drammatiche.

La previsione della fine del re Enrico II, marito di Caterina de’ Medici, impressionò molto i contemporanei, compresi gli scettici e gli avversari dell’indovino. Nella trentacinquesima strofa – libro I delle Centurie – Nostradamus scriveva: “Il giovane leone vincerà il vecchio sul campo di battaglia in singolare tenzone. Nella gabbia d’oro gli sfonderà gli occhi”.

Enrico II, nel corso dei festeggiamenti per le nozze di Margherita di Francia, sfidò in torneo il giovane conte di Montgomery, che era contrario al duello. Ma come rifiutare il cavalleresco scontro col monarca?

I cavalli si impennarono, i contendenti incrociarono le lance e la picca del focoso conte sfondò l’elmo d’oro di Enrico, ferendolo gravemente all’occhio. Il giovane leone contro il vecchio leone: mai profezia sembrò più drammaticamente azzeccata.

Infine, com’è noto, in una delle più terrificanti quartine, contrassegnata dalla fatidica data di fine millennio, Nostradamus avrebbe previsto un disastro universale, forse addirittura la fine del mondo. “Nel luglio 1999 giungerà dai cieli un grande re terrificante, per risuscitare il capo degli Unni. Prima e dopo il dio della guerra imperverserà sul mondo come mai prima aveva fatto”.

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Aprile 10 2021

La chiave del mistero

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Col passare dei secoli furono sempre più numerosi i “glossatori” delle Centurie, convinti di trovare nelle “infallibili quartine” la conferma di accadimenti passati, ma soprattutto l’anticipazione di avvenimenti futuri. Tra costoro si distinse per autoinvestitura il dottor de Fontbrune, che sostenne di avere scoperto una volta per tutte la chiave segreta delle profezie.

Affermò, nel 1938, che Nostradamus aveva previsto l’avvento di Hitler: “Per lui il grande popolo senza fede e legge morirà”, indicandone anche la data della morte: “L’avventuriero dal 1936 al 1939, scoprirà l’amarezza che la sua impresa racchiude”.

Certi decrittatori chiaroveggenti dello stesso maestro, lessero nei versi ermetici e sibillini l’avvento e il dramma della vita di Napoleone, o la descrizione minuziosa del destino di Mussolini. Altri vi trovarono visioni escatologiche e apocalittiche, senza dimenticare chiare anticipazioni sulla bomba atomica, la distruzione di Hiroshima, le guerre moderne, gli apparecchi a reazione, il fungo nucleare e quant’altro.

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Aprile 6 2021

Un’opera alchemica

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Le Centurie, nelle quali esistono solo due riferimenti cronologici precisi: l’anno 1792 e l’anno 1999, secondo Vitriol sarebbero essenzialmente un’opera di contenuto esoterico. Come l’Apocalisse di Giovanni Evangelista, le quartine celano un significato segreto; percorrendole l’iniziato dovrebbe trovare la strada del perfezionamento interiore, mediante un’apparente visione extra-temporale.

Secondo Alexandrian l’opera di Nostradamus “ha un unico e preciso significato accuratamente occulto”. Egli fu uno studioso straordinario ed ebbe “visioni premonitrici in stato di autoipnosi” o, come egli stesso scrisse “Le mie riflessioni notturne e profetiche (sono) ispirate da un istinto naturale unito a un’autentica esaltazione poetica”.

C’è anche chi sostiene che Nostradamus abbia appreso, nel corso dei suoi viaggi in Egitto e Persia, le “parole di potenza”, traducendo il testo sacromagico del Libro dei morti. La sua permanenza, anteriore al 1537, nel monastero cistercense di Orval, ha fatto pensare all’iniziazione di Nostradamus ad una setta molto potente.

I Cistercensi furono, infatti, continuatori dei segreti dell’Ordine dei Templari, ufficialmente distrutti e costretti alla clandestinità da due secoli. Nello stesso periodo, considerato il più misterioso della vita di Nostradamus, l’astrologo avrebbe conosciuto Agrippa, famoso autore del De occulta philosophia. E’anche possibile che abbia incontrato Paracelso, medico eccentrico che scrisse, fra l’altro, un testo di profezie: La Prognastication. Inoltre si afferma che Nostradamus abbia conosciuto Faust, alchimista e mago del quale si dava per certo il patto col Diavolo.

Tutti questi incontri e conoscenze nell’ambiente ermetico avvalorano l’ipotesi che l’indovino fosse giunto gradualmente alla “scienza della profezia” mediante un’alta iniziazione che lo introdusse nel sancta sanctorum dei saperi esoterici.

Le sue Centurie sarebbero quindi il risultato di pronostici menzionati in vari testi sacromagici, composti secondo un metodo noto a pochi grandi maestri. Sulla base di queste certezze i fedeli di Nostradamus ritengono il mago di Salon non solo un indovino straordinario, un Signore del Tempo, ma anche un “divulgatore” di conoscenze occulte. Le sue previsioni rappresenterebbero un dono fatto all’umanità, così come altri maestri dell’alta magia hanno rivelato, nel corso dei secoli, conoscenze tecniche e spirituali utili allo sviluppo della civiltà.

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Marzo 31 2021

Le quartine e la loro interpretazione

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Per molti contemporanei, appartenenti per lo più ai ceti nobili e intellettuali, Nostradamus fu un medico illuminato, un indovino, forse un mago dai poteri straordinari. Dagli avversari, tuttavia, le Centurie sono state considerate un “pasticcio” di linguaggi incomprensibili, o un’abile truffa per raggirare i creduloni, capaci di leggere tutto e il contrario di tutto nelle parole involute e nelle profezie tortuose del “mago di Salon”.

La querelle, irrisolta, continua a infiammare gli animi di seguaci, critici e detrattori di Nostradamus. La polemica ha avuto modo di riaccendersi nel 1999, considerato da molti Notredamisti l’anno della fine del mondo.

Le quartine che giungono fino al 3797, indicata in modo sibillino come data escatologica, posseggono agli occhi dei fedeli un indubbio significato iniziatico, la cui chiave esoterica non è del tutto svelata.

Pare che lo stesso mago, poco prima della morte di cui aveva pronosticato il giorno esatto, abbia bruciato numerose quartine e mescolato fra loro molte profezie, in modo da rendere incomprensibile la previsione del futuro. Al suo unico discepolo il grande Signore del Tempo affermò: “Non è bene per l’uomo conoscere il proprio futuro”. Perché dunque si applicò all’arte della profezia, e quale sapere trasmettere alla posterità?

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