Gennaio 13 2021

Etimologia delle passioni, io le racconto.

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Etimologia delle passioni”: ho letto questo libro mentre scrivevo la mia tesi di laurea e soprattutto mentre affrontavo il lutto per la morte di mio padre, andato via in soli 3 mesi.

Premetto che, suppongo valga per tutti o quasi, la scelta dei miei libri non è quasi mai casuale ma risponde sempre ad un preciso bisogno: ecco perché amo i miei libri in un modo sicuramente eccessivo, quasi carnale. Mi trovavo a fare i conti con quello che vivevo: un tornado di dolore che mi ha sfiancata, abbattuta contro un muro di cemento armato che a volte però sembrava un barattolo di miele dove potermi crogiolare; mi sembrava di non riuscire a provare nulla, il dolore era così schiacciante da anestetizzarmi quasi del tutto. Non è stato facile andare oltre quel fardello di inutilità e vuoto che mi pervadeva soprattutto perché mi sembrava che il mio dolore non potesse essere espresso, compreso fino in fondo.

Oggi va meglio ma non posso fare a meno di guardarmi indietro e di essere consapevole che con mio padre ho perso un pezzo di me stessa e che, però, su questa crepa voglio piantarci un fiore. Dopo aver fatto questa premessa ritorno al motivo che oggi mi spinge a scrivere. Parlo di etimologia delle passioni perché, nel mio recente percorso di studi, mi sono scoperta attratta dall’etimologia, intesa come scienza interpretativa di un sapere profondo, molte volte dimenticato, imprigionato e seppellito nel linguaggio.

Se cito lo studio etimologico non mi riferisco ad un itinerario verso il passato, ad un ritorno ma ad una scoperta delle radici che, invece, persistono. Mi piace perché permette di andare alla scoperta di ciò che è nascosto, di ciò che siamo e non sappiamo. Significa, in qualche modo, dissotterrare, esporre all’aria le radici delle parole, delle passioni. E questa è un’operazione che deve essere compiuta con sommo giudizio: come succede per le piante, lo shock che possono subire, rimanendo inappropriatamente esposte, può essere fatale.

La morte di mio padre mi ha fatto avvertire tutta la potenza di quello shock, mi ha costretto a rinnegare momentaneamente le passioni. Ma negare la passione è negare l’ esistenza del corpo, pertanto significa esporsi alla morte.

Ho scelto di vivere e di ri- accogliere le passioni: ecco perché scrivo.

MariaConcetta

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Gennaio 4 2021

Valeo si vales

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Valeo si vales

Perché inizio citando una frase impiegata nell’apertura delle lettere latine e che letteralmente significa “ sto bene se tu stai bene”? Forse semplicemente credo che nel mondo classico e nella tradizione ad esso legata ci siano le fondamenta di una saggezza universale. Ammetto che aver studiato latino e greco ha forgiato in  modo indelebile il mio stile di pensiero soprattutto nello sviluppare ed affinare una certa sensibilità. Poi capito su questo blog, che seguo con interesse, ed un giorno vengo catturata da questa frase   “valeo si vales” che ovviamente conosco ma che all’improvviso fa vibrare le corde della mia anima.

Perché?

Mamma mia, inizio con le domande scomode. Due volte scomode: primo, perché le faccio a me stessa; secondo, perché cerco una risposta a tutti i costi. Non sono saggia e sto andando fuori tema.

Io credo che se Cicerone amava tanto quest’espressione “ valeo si vales” un  motivo c’era  e c’è e ha a che fare con un  certo tipo di sensibilità, forse estinta ma spero solo sopita. Un tipo di sensibilità non propria di questo momento storico tutto incentrato sul consumo sfrenato e sulla prestazione dell’homo sapiens che, a furia di ragionare, però è diventato demens ( come direbbe Edgar Morin, filosofo e sociologo francese).

2020 – arriva la pandemia che ci costringe a fare i conti con noi stessi e gli altri, ci costringe a rivedere priorità e relazioni.

E allora mi sono accorta che sto bene se tu( altro da me significativo) stai bene. Sono arrivata a questa conclusione pensando ai miei figli, ad uno in particolare: sta con una ragazza e lo vedo innamorato come solo a 20 anni si può essere. Quell’ amore che vivo di riflesso mi fa stare bene.

Ecco, “ valeo si vales”.

Ps: l’amore è amore, non solo a 20 anni.

Maria Concetta

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