Marzo 1 2020

Shock

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If you’ve ever injured yourself in addition to the pain you may have experienced being weak, dizzy, and nauseous, in which case you have experienced a mild form of shock. In this case, the symptoms appeared immediately after the injury, but they may not show up for several hours. Shock is a condition in which blood circulation is seriously disturbated.

Crushed or fractured bones, burns, prolonged bleeding, asphyxia and dehydration can all cause Shock. Shock may be slight or it may be severe enough to be fatal. Because all traumatic injuries result in some form of shock, you should learn its symptoms and know how to treat the casualty. The best approach to Shock Prevention is to treat all casualties suffering from moderate and severe injuries for shock even if they are no showing immediate signs or symptoms. Shock is frequently the most serious consequence of an injury.

Types of Shock

Shock can be caused by several different causes>

  • Hemorrhagic shock. Reduced blood volume caused by either external or internal bleeding.
  • Intestinal obstruction. Results in the movement of large amount of plasma from the blood into the intestine.
  • Severe burns. Loss of large amounts of plasma from the burned surface.
  • Dehydration. Results from severe and prolonged shortage of water intake.
  • Severe diarrhea or vomiting. Loss of plasma through the intestinal wall.
  • Neurogenic shock. Rapid loss of vasomotor tone that leads to vasodilatation to the extent that a severe decrease in blood pressure results.
  • Brain damage. Leads to an ineffective control of the brain-s ability to constrict and dilate blood vessels – medullary vasomotor.
  • Anaesthesia. Deep general anaesthesia or spinal anaesthesia that decreases the activity of the area of the brain that controls constriction and dilation of blood vessels (medullary vasomotor).
  • Emotional shock (Faint). Results from emotions that cause strong parasympathetic stimulation of the heart and results in vasodilatation in skeletal muscles and in the viscera.
  • Anaphylactic shock. Results from an allergic response that causes the release of inflammatory substances that increase vasodilatation and capillary permeability.
  • Septic shock or “blood poisoning”. Results from peritoneal, systemic, and gangrenous infections that cause the release of toxic substances into the circulatory system, depressing the activity of the heart, leading to vasodilatation, and increasing capillary permeability.
  • Cardiogenic shock. Occurs when the heart stops pumping or performance is decreased in response to conditions such as heart attack or electrocution.
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Gennaio 14 2020

Trauma

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Trattamento speciale 14f13

         “Dovere dell’igiene razziale dev’essere quello di occuparsi con sollecitudine di un’eliminazione degli esseri umani moralmente inferiori più severa di quanto non sia praticata oggi… Noi dovremmo letteralmente sostituire tutti i fattori che determinano la selezione in una vita naturale e libera… Nei tempi preistorici dell’umanità la selezione delle qualità della resistenza, dell’eroismo, dell’utilità sociale ecc. fu praticata esclusivamente da fattori sociali esterni. Questo ruolo dev’essere oggi assunto da un’organizzazione sociale; in caso contrario l’umanità, per mancanza di fattori selettivi, sarà annientata dai fenomeni degenerativi che si accompagnano alla domesticazione“. 

Konrad Lorenz (1940)

          “Certamente, ci sono popoli che si sono odiati per secoli. Ma che si uccidano persone in modo così sistematico, con l’aiuto di medici, solo perché appartengono a un’altra razza, questa è una cosa nuova al mondo“.

Fratello del medico capo delle ss ad Auschwitz

         “Essi – i medici ss – facevano il loro lavoro esattamente come una persona che se ne va in ufficio. Erano persone distinte che andavano e venivano, che esercitavano la loro supervisione ed erano rilassati, a volte sorridenti, a volte scherzosi, ma mai infelici. Erano spiritosi, se erano nell’umore giusto. Personalmente non avevo l’impressione che risentissero molto di ciò che stava accadendo, e tanto meno che ne fossero traumatizzati. La cosa andò avanti per anni, non per un giorno“.

Un medico prigioniero ad Auschwitz

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Dicembre 3 2019

Psicofarmacologia

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La farmacoterapia in ambito psichiatrico, è relativamente recente -l’importanza della cloropromazina nel trattamento della schizofrenia non era di fatto rilevata fino agli anni 50 (1954)- ma ha enormemente migliorato la prognosi dei pazienti. Ai medicamenti moderni, va riconosciuta la caratteristica, del tutto nuova, di integrarsi con la condotta psicoterapeutica.

Le modificazioni che essi inducono nello stato di coscienza e nel tono dell’umore sono generalmente graduali, e quindi ben governabili in ogni momento. Ne risulta un profondo mutamento nell’atmosfera del ricovero ospedaliero e nei rapporti fra malato ed ambiente, ed inoltre un mutamento non meno rilevante delle manifestazioni morbose, dato che il malato stesso ne risente ben presto l’azione.

Compaiono aspetti nuovi, alcuni -persino spiacevoli- riferiti ad “effetti secondari” (in altre parole non ricercati) dei farmaci, altri conseguenti a modificazioni strutturali o sintomatiche della malattia, che può assumere fisionomie un tempo sconosciute: è questa la cosiddetta “rivoluzione chemioterapica”.

Dopo circa un ventennio di entusiasmo incondizionato, oggi si è persuasi che gli psicofarmaci hanno un’azione più sintomatica che causale, nel senso che l’andamento del disturbo psichico risulta più modificato nelle sue manifestazioni che nelle sue dinamiche profonde.

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Ottobre 21 2019

Sindromi e idee paranoidee

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Il Disturbo Paranoide di Personalità è un tipo di organizzazione della personalità considerato patologico, e classificato fra i disturbi di personalità, Asse II (Disturbi di Personalità), Cluster A.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) definisce la struttura di personalità paranoide come un disturbo di personalità, vale a dire una “modalità persistente di esperienza interna e di comportamento che si discosta in modo marcato dalle aspettative della cultura dell’individuo” (DSM-IV, APA 1994). Tale modalità di esperienza si riflette nelle funzioni della sfera cognitiva, affettiva, interpersonale e degli impulsi.

Il DSM si basa principalmente sulle prevalenze statistiche evidenziate nella raccolta dei cosiddetti sintomi osservabili di un disturbo mentale. In altre parole, è il risultato di una raccolta dei comportamenti, caratteristiche di personalità, pensieri ed affetti dei pazienti di un ampio campione di psichiatri e psicoterapeuti, o dei volontari a qualche ricerca diagnostica che hanno compilato dei questionari.

La parola paranoide, in psichiatria, significa autoreferente e non si limita al significato di persecutorio; tutti i deliri sono deliri di riferimento in quanto sono in relazione al paziente medesimo. Una persona non si formerà dei deliri riguardo agli uomini su Marte alti sei pollici, a meno che lui stesso in qualche modo non vi sia implicato. Così un delirio paranoide è un delirio di autoriferimento, non necessariamente di natura persecutoria.

Il disturbo di personalità paranoide è quel tipo di personalità abnorme in cui le reazioni della persona agli altri sono impropriamente autoriferite; gli stati paranoidi includono quegli stati mentali in cui i fenomeni autoreferenti sono cospicui, ovvero deliri, idee di riferimento simil-deliranti, idee prevalenti predominano. Un paziente che presenti tutti deliri di natura grandiosa, e nessuno di tipo persecutorio, potrebbe comunque soffrire di schizofrenia paranoide.

Mentre i deliri primari sono caratteristici della schizofrenia, i deliri secondari (idee simil-deliranti) sono presenti in un gran numero di condizioni; per esempio nella psicosi maniaco-depressiva, sia nella fase maniacale sia in quella depressiva; nell’epilessia e in altre psicosindromi organiche; nell’intossicazione acuta da droghe; in vari stati alcolici e ovviamente nella schizofrenia.

Il termine paranoia originariamente era sinonimo di follia delirante. Kraepelin usò il termine in modo più specifico per descrivere quella condizione in cui ci sono deliri ma non allucinazioni. La personalità, l’affettività e la volontà, nella descrizione di Kraepelin, erano ben mantenute.

Le idee prevalenti si trovano frequentemente associate con i disturbi di personalità; di tipo paranoide o anancastico. Così, stato paranoide è un termine generale per un gran numero di condizioni in cui il contenuto è impropriamente autoriferito, ma la forma dell’idea non è stata ben delineata.

Se l’idea bizzarra è un delirio primario (e normalmente ci sono anche sintomi di primo ordine a corroborarlo), allora probabilmente il paziente soffre di una schizofrenia paranoide. Se il delirio è di natura secondaria, la diagnosi più probabile è un’altra psicosi. Se la forma di un’idea non è delirante, ma viene meglio descritta come idea prevalente/dominante, i sintomi paranoidi probabilmente derivano da un disturbo di personalità. La chiarificazione della forma è necessaria per una diagnosi adeguata, che a sua volta è utile per una valutazione prognostica e per la pianificazione di un trattamento appropriato.

Stoddart, W.H.B. (1908), Mind and its Disorders. Lewis, London.
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