Maggio 11 2018

Adulti che hanno subito violenza sessuale infantile

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Lo studio degli adulti che hanno subito una violenza sessuale infantile offre una prospettiva longitudinale all’adattamento difensivo a lungo termine delle vittime di una violenza sessuale.

Molti dei sintomi e dei disturbi psichiatrici mostrati da questi adulti sono simili a quelli visti nei bambini molestati di recente, ma ci sono anche delle differenze significative nel modo in cui una vittima di una violenza sessuale si adatta al trauma una generazione più tardi.

Alcune differenze nella psicopatologia potrebbero soltanto riflettere l’età avanzata e il grado di sviluppo psicologico, p.e. le disfunzioni sessuali, l’abuso di droghe, i disordini alimentari ecc.

Altri sintomi potrebbero essere trasmessi direttamente dall’infanzia, come per es. l’ansia cronica, la depressione, mentre alcuni sintomi apparentemente nuovi, per es. gli attacchi d’ansia, il PTSD ritardato ed i sintomi isterici potrebbero rappresentare l’irrompere di ricordi traumatici repressi per molto tempo ed essere scatenati da esperienze sessuali in età adulta.

Proprio come accade con i corrispondenti sintomi infantili, una gran parte dei sintomi degli adulti che hanno subito una violenza sessuale nell’infanzia non è specifica e potrebbe essere attribuita a fattori indipendenti dalla violenza sessuale.

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Herman J.L., Russel D., Trocki K,. Long-term effects of incestuous abuse in childhood, Am J. Psychiatry, 1990

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Maggio 9 2018

Disturbi del comportamento sessuale

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I disturbi del comportamento sessuale sono tra i più scioccanti e drammatici sintomi osservati nei bambini che hanno subito violenza sessuale e ciò sembra collegato specificamente all’esperienza sessuale.

L’ipereccitamento sessuale e il comportamento sessuale aggressivo, con una tendenza a ripetere e riattivare la violenza sessuale sono stati frequentemente descritti nella letteratura dell’ultimo decennio.

Prima del 1990 Mac Vicar osservò una masturbazione compulsiva in ragazze vittime di violenza sessuale nel periodo di latenza e descrisse la promiscuità come una caratteristica comune delle vittime adolescenti.

James e Meyerding eseguirono uno studio retrospettivo sulle prostitute adulte e trovarono che il 36% riportava un incesto durante l’infanzia.

Brant e Tisza postularono che questi bambini provocavano un ulteriore rapporto sessuale come mezzo per ottenere piacere e soddisfazione del bisogno e come tecnica per controllare il trauma originario.

In questo decennio sono stati eseguiti degli studi supplementari, che documentano un comportamento sessuale deviante nei bambini vittime di violenze sessuali. Yates osservò l’erotizzazione dei bambini in età prescolastica tramite l’incesto, con un grado di erotizzazione proporzionale alla durata ed all’intensità del rapporto sessuale.

I bambini violentati in età prescolastica erano orgastici e mantenevano un alto livello di eccitamento sessuale. Molti non erano in grado di differenziare le relazioni affettive da quelle sessuali e venivano eccitati da una normale intimità fisica o psicologica.

Friedrich eseguì anche due studi controllati su bambini vittime di violenza sessuale. Uno studio mostrò un’incidenza più elevata di problemi di comportamento sessuale in venti ragazzi violentati tra i 4 ed i 7 anni di età che non in un gruppo di controllo di 23 ragazzi che non avevano subito violenza, con una storia di distrubi della condotta.

Un altro studio riportò frequenti problemi di comportamento sessuale in bambini violentati di ambedue i sessi confrontati con bambini non violentati che erano pazienti psichiatrici esterni e bambini non violentati normali.

Friedrich usò la Child Behavior Checklist per valutare i problemi sessuali. La connessione tra la violenza sessuale in età infantile e la compromissione della capacità di controllo dell’impulso sessuale è stata anche riferita da Becker e Kaplan, i quali scoprirono una storia frequente di molestie infantili negli adolescenti maschi autori di violenze sessuali.

All’altro estremo molti clinici hanno descritto reazioni fobiche e inibizioni sessuali in bambini che avevano subito violenza sessuale e in adulti che avevano subito un incesto.

In sostanza sembrano esserci due stili diversi di adattamento nelle vittime di una violenza sessuale: uno cerca il controllo attraverso la ripetizione attiva del trauma e l’altro cerca di far fronte al trauma evitando gli stimoli sessuali.

Friedrich W.N., Reams R.A., Course of psychological symptoms in sexually abused young children, Psychotherapy, 1997

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Maggio 8 2018

Mancanza di specificità dei postumi delle violenze sessuali

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La letteratura riguardo agli effetti della violenza sessuale sui bambini ha portato in qualche modo a dei malintesi, in quanto molti dei “tipici” sintomi di ansia, aggressività e depressione osservati nei bambini molestati potrebbero avere poco o niente a che fare con le violenze sessuali reali. Questi sintomi potrebbero essere più strettamente correlati ad altri fattori di stress, come relazioni familiari patologiche di vecchia data in famiglie incestuose o crisi familiari dopo la rivelazione della molestia. Allo stesso tempo reazioni di ansia, aggressività e depressione sono manifestazioni non-specifiche di grave disagio che si verificano in bambini che non hanno subito violenza. D’altra parte manifestazioni d’ansia più gravi, come la PTSD e le forme estreme di dissociazione (inclusi i disturbi di personalità multipla) potrebbero essere risposte più specifiche ad una grave violenza sessuale, ma potrebbero anche essere presenti in altri gravi forme di violenza.

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DeYoung M., The Sexual Victimization of Children, Jefferson, NC; McFarland, 2000

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Maggio 7 2018

Depressione e basso livello di autostima

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Prima del 1980 i sintomi depressivi erano tra quelli più frequentemente osservati nelle vittime di violenza sessuale infantile. MacVicar riportò che gli adolescenti che erano stati violentati sessualmente erano i più vulnerabili alla depressione. Diverse indagini, eseguite dal 1980 al 1990, hanno confermato l’impatto negativo di un trauma sessuale sugli affetti e la stima personale del bambino che ne è stato vittima.

Livigston osservò disturbi depressivi maggiori con caratteristiche psicotiche in 10 dei 13 ricoverati presso un centro psichiatrico per bambini violentati sessualmente, usando il Diagnostic Interview for Childrens and Adolescents come intervista psichiatrica standardizzata. L’età media di questi bambini era 9,7 anni.

Sansonnet-Haydn et al. riportarono un’incidenza del 71% di depressione maggiore in adolescenti che erano stati violentati sessualmente e che erano stati ricoverati in un ospedale psichiatrico. Questi adolescenti che avevano subito violenza sessuale avevano un’incidenza molto più alta di tentativi di suicidio dei loro coetanei non violentati. Per valutare i sintomi psichiatrici gli autori usarono la Diagnostic Interview Schedule.

Cavaiola e Shiff riferirono anche una maggiore gravità dei sintomi depressivi e un numero più elevato di tentativi di suicidio nei pazienti adolescenti ricoverati che avevano subito violenza sessuale, di quello rilevato nei pazienti ricoverati che non avevano subito violenza.

Anderson at al. riportarono la storia di quattro ragazze adolescenti che tentarono il suicidio dopo la rivelazione dell’incesto. Friedrich et al. scoprirono che il 46% di un campione di 61 ragazze che erano state violentate sessualmente aveva un punteggio significativamente elevato nella scala di interiorizzazione della Child Behavior Checklist, che include comportamenti descritti come paurosi, inibiti, depressi e eccessivamente controllati. Sgroi descrisse depressione, sensi di colpa e basso livello di autostima uniti a una sensazione di danno irreparabile o “sindrome di compromissione dei propri valori” come problemi cruciali dei bambini che avevano subito violenza sessuale.

Anche se la letteratura documenta la presenza di depressione, di basso livello di autostima e di comportamenti suicidari nei bambini che hanno subito violenza sessuale, la natura del legame fra violenza sessuale e depressione non è stata ben definita. Finkelhor e Brownw ipotizzano che la depressione sia causata dal tradimento da parte del genitore, che conduce alla perdita di questa figura fidata, da sensazioni di impotenza e di sfruttamento e dalla stigmatizzazione che determina sensazioni di cattiveria, di vergogna e di colpa; tali sensazioni vengono incorporate nell’immagine di sè del bambino.

Poiché la depressione e i comportamenti suicidari sono stati più frequentemente osservati in bambini più grandi e adolescenti che hanno subito violenza sessuale, è possibile che i sintomi depressivi siano associati ad una più elevata consapevolezza della natura deviante e stigmatizzante della violenza sessuale. Questo potrebbe spiegare la maggiore vergogna ed i sensi di colpa nei bambini più grandi.

La tendenza alla depressione potrebbe anche essere correlata al grado di disperazione indotto nel bambino-vittima ed al livello di sostegno esistente in famiglia. Per esempio, per un bambino, la cui rivelazione di essere stato molestato viene vista come ostilità e incredulità da parte del genitore estraneo al fatto, c’è un rischio maggiore di depressione che per un bambino, che riceve sostegno e protezione dall’altro genitore. La gravità dei sintomi depressivi potrebbe anche essere correlata alla gravità della crisi familiare conseguente alla rivelazione, p.e., separazione o divorzio dei genitori, carcerazione del genitore colpevole, collocazione in affidamento della vittima e dei fratelli.

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American Humane Association, National study on child neglect and abuse reporting, Denver, Colorado, 1990.

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