Gennaio 31 2014

Triage psicologico

Il Triage nasce nella prassi medica per dare una prima valutazione alle vittime di incidente in base a criteri di urgenza/emergenza a prescindere dall’ordine di presa di contatto del paziente con i sanitari. Per comprendere come si traduce in termini per noi più accessibili, possiamo pensare al codice-colore che ci viene assegnato all’accettazione di un Pronto Soccorso. 

La persona che entra con almeno una funzione vitale compromessa ed è, quindi, in serio pericolo di vita si vede assegnare il noto Codice Rosso, mentre, con il semplificarsi della compromissione delle funzioni, avremo pazienti in codice giallo (urgenza alta), verde (urgenza lieve), bianco (assenza di urgenza).

Ne approfitterei qui per ricordare che i Pronto Soccorso sono strutture che dovrebbero dare risposta all’urgenza/emergenza e che quindi non è sano né per noi, né per i sanitari, né per i codici di urgenza rivolgersi a tali strutture per problematiche che qualunque medico di famiglia o la stessa Guardia Medica possono risolvere in modo eccellente.

Come si traduce in Triage medico in psicologia?

Il Triage Psicologico viene istituito come parametro di smistamento in situazioni di catastrofe come legiferato attraverso la Dir. P.C.M. 13 giugno 2006. “Criteri di massima sugli interventi psico-sociali da attuare nelle catastrofi.”.

Attraverso il Triage psicologico si assegna una classe di priorità in seguito a una valutazione dei parametri psicologici e psichiatrici delle vittime, siano esse Primarie (colpite direttamente dal dramma), Secondarie (soggetti con stretti legami con le primarie) o Terziarie/Vicarie (quanti, per ragioni professionali, si occupano delle vittime; soccorritori).

Ovviamente la valutazione sul terzo gruppo avviene solo nella misura in cui si ravvedano problematiche emergenti, mentre il massimo impegno è rivolto alla valutazione dello stato di benessere-disagio delle persone direttamente colpite e dei loro cari.

Per rendere snella e completa la valutazione, i Criteri hanno impostato anche una scheda di Triage Psicologico standard. Nella scheda vengono riportati i dati identificativi dell’utente e dell’operatore, si riportano i dati inerenti a eventuali pregresse problematiche psicologico-psichiatriche, si fa una valutazione della reazione attuale all’evento e delle risorse personali che l’utente è in grado di mettere in opera per affrontare la situazione stressogena.

Nell’ultima parte si fa una ipotesi di trattamento futuro prendendo nota dell’intervento portato avanti al momento del contatto (colloquio o  farmaci).

I codici di assegnazione dell’urgenza sono Psi 1 per la bassa priorità (l’intervento può essere differibile), Psi 2 per la priorità intermedia (richiede una valutazione specialistica e un intervento a seguito di osservazione), Psi 3 per la priorità alta (mancata autonomia individuale, ridotta consapevolezza della problematica emotiva in atto, compromissione delle facoltà cognitive, possibile pericolo per se stesso o per terzi. Richiesta valutazione specialistica con intervento immediato). Avvenuta la valutazione, si struttura, ove richiesto, l’intervento insieme ai servizi appropriati.


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Pubblicato 31/01/2014 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

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