Giugno 28 2017

Psicologia e salute: la Resilienza

“la resilienza è la capacità di un individuo di generare fattori biologici, psicologici e sociali che gli permettono di resistere, adattarsi e rafforzarsi, a fronte di una situazione di rischio, generando un risultato individuale, sociale e morale” O.C. Colchado
Può essere confusa con la testardaggine, potrà anche sembrare simile all’ostinazione, ma la resilienza ha diritto ad un posto a sé stante nel panorama delle qualità essenziali, in tutte le situazioni.
Si fa risalire la sua etimologia al latino re salio (salgo di nuovo), per spiegare con la metafora del riuscire a risalire su di una barca rovesciata, la caparbietà di un individuo che non si arrende di fronte alle situazioni negative.
La resilienza si può esprimere anche a livello sociale, oltre che individuale: storicamente, molte comunità sono state colpite da catastrofi ambientali, alcune sono disgregate, frammentandosi e spostandosi altrove, altre si sono riorganizzate rapidamente ricostruendo le risorse distrutte. I fattori che hanno favorito questo importante fenomeno sociale sono: la coesione, l’identità di gruppo, e i valori comuni.
E’ una qualità addestrabile: l’allenarsi strenuamente per un obiettivo, il forzarsi a riprovare a fare una cosa dopo esperienze peggiori, contribuisce ad aumentare direttamente la nostra resilienza. Non c’è in realtà un allenamento specifico per la resilienza stessa, dato che un allenamento sportivo in se, già la allena, anche se indirettamente.
“l’uomo per natura non è un centometrista: è un maratoneta … il suo scatto non gli consentirà di raggiungere un antilope, ma la sua resistenza e la sua motivazione si”.
Il filosofo Nassim Nicholas Taleb però fa giustamente notare che il concetto di relsilienza non è la descrizione adeguata dell’opposto di quello di fragilità: per definizione, un oggetto fragile, se sottoposto ad una forza esterna può rompersi.
Se cerchiamo l’opposto di questo comportamento, scopriamo che l’opposto di fragile, è un qualcosa che sottoposto ad una forza esterna, si fortifica, a logica. Non esistendo una parola per definire un comportamento simile, ha coniato il termine antifragile: un oggetto, sistema, o persona è antifragile, nel momento in cui, in seguito ad uno stressor diventa più forte di prima.
Antifragile, in poche parole, è un superlativo di resiliente: metaforicamente, dal risalire sulla barca dell’esempio precedente, ci si evolve diventando più forti e più esperti nel farlo. Ogni volta di più.
Nassim Taleb difende con forza il ruolo positivo degli incidenti, come un mezzo per migliorare un individuo che li affronti: è facile notare come una persona che sia cresciuto nella bambagia abbia un’attitudine nettamente diversa ad affrontare le avversità rispetto ad una persona cresciuta in una situazione difficile, con dei problemi da affrontare.
Poniamoci dei problemi diversi da affrontare quotidianamente, qualsiasi essi siano: è un ottimo allenamento a reagire nel modo giusto di fronte a qualcosa di nuovo. Impara a vedere un imprevisto di qualsiasi tipo come una nuova opportunità di crescita.

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Pubblicato 28/06/2017 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

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