Febbraio 21 2018

Comportamenti per vivere in salute

L’anziano dovrebbe imparare a vivere e nutrirsi già molto prima dell’ingresso in qualche comunità. Il suo modo di vivere dovrebbe appoggiare su alcuni punti fondamentali:

  1. Attività fisica

  2. Socializzazione e gestione del tempo libero (equilibrio psico-fisico)

  3. Alimentazione equilibrata e corretta (bere molta acqua, mangiare tutti i giorni frutta e verdura; bere latte o yogurt: mangiare meno grassi; stare attenti a non ingrassare; pesarsi una due volte al mese; mangiare il giusto evitando i cibi troppo grassi e troppi dolci. Chi pesa troppo tende a mangiare sempre di più, indipendentemente dall’età)

  4. Fare attenzione ai primi segni di eventuali malattie.

Dopo una certa età è meglio essere prudenti e rivolgersi al medico anche solo per quel dolorino vago che forse non è niente, o per un minimo malore: lasciamo tranquillamente che sia il medico a giudicare senza temere di essere presi per esagerati o malati immaginari.

In età avanzata molti piccoli acciacchi o piccoli malori (disturbi digestivi, ernia, varici, cataratta, lievi diminuzioni dell’udito, dolori intercostali o delle ossa) che da soli possono essere sopportati, tutti insieme possono portare l’anziano a sentirsi menomato, impedito, provocando in lui un senso di fatalismo tale da ridurne l’autonomia, l’autostima e la sicurezza.

Attività fisica

Come ho detto, sarebbe bene che l’attività fisica iniziasse precocemente e si protraesse per tutta la vita. Sappiamo tutti purtroppo che non è così. La mancanza di esercizio fisico nelle persone anziane può acuire i deficit e gli svantaggi dipendenti dall’età conducendo a varie patologie, più o meno gravi (vene varicose, trombi, osteoporosi, artropatie)

Dieta e attività fisica: E’ evidente che un aumento ponderale eccessivo porta ad una limitazione del movimento conseguenza di un ulteriore incremento di peso. Limitarsi nella dieta e mangiare correttamente è importante anche per evitare un circolo vizioso che impedisce l’attività fisica.

Tipi di sport: gli anziani dovrebbero mantenere un certo livello di attività fisica con esercizi leggeri (passeggiate, bicicletta, marcia) in riduzione o assenza di carico (nuoto anche se la riduzione gravitazionale dovuta al galleggiamento pare che stimoli meno il ri-modellamento osseo, la mobilizzazione e il ricambio del calcio). Dovrebbero essere alternati e variati i tipi di attività fisica; evitati invece gli esercizi irregolari e faticosi.

Sono consigliati:

  • Passeggiata di qualche chilometro, marcia, podismo fino alla corsa, bicicletta, sci da fondo (sport che permettono di stare all’aria aperta, di incontrare gente e di stimolare l’attenzione e la curiosità)

  • Nuoto, danza, ping pong, ginnastica in palestra a corpo libero o con macchine a bassi carichi (sporta che permettono di valutare i limiti del corpo e di riacquistare fiducia modulando lo sforzo ed agendo sulla coordinazione dei movimenti)

Praticare un’attività fisica leggera almeno tre volte la settimana, per almeno mezz’ora per volta. Perché produca un effetto positivo l’attività fisica deve raggiungere la soglia di efficacia corrispondente ad una frequenza cardiaca pari al 60-80% della frequenza cardiaca massima.

Più praticamente, l’attività fisica funziona quando, pur avendo un po’ di fiatone, riesco comunque a parlare con il compagno o con l’istruttore.

Si deve interrompere l’esercizio fisico appena compare un dolore improvviso a torace, collo, mandibola o dispnea, palpitazione, capogiri. Più del 50% degli anziani che inizia un programma di attività fisica lo interrompe entro 6 mesi.

Per cercare di evitare tali abbandoni si suggerisce di programmare interventi graduali di 18 mesi (ci vuole quindi un progetto effettuato con l’aiuto di istruttori qualificati e medici; non può essere una iniziativa estemporanea), con incrementi a gradino, alternando esercizi e periodi di riposo, variando i tipi di attività, iniziando e terminando le sessioni con periodi di riscaldamento/compensazione, rallentando il ritmo.

Le persone che sono rimaste inattive per periodi molto lunghi, specialmente a seguito di una malattia, dovrebbero fare una visita medica prima di iniziare ad esercitarsi o riprendere un lavoro fisico molto faticoso. I livelli di attività fisica dovrebbero essere graduali, facendo attenzione a non fare sforzi intensi in breve tempo.

Effetti salutari dell’attività fisica

  • Stimola e tonifica le funzioni cardiovascolari e respiratorie

  • Aumenta l’apporto di sangue al muscolo cardiaco

  • Contribuisce al mantenimento della forza muscolare e dell’elasticità articolare

  • Migliora il coordinamento dei movimenti e la rapidità dei riflessi

  • Influenza favorevolmente l’umore

  • Aiuta a regolare l’appetito

  • Favorisce il sonno

  • Previene l’osteoporosi

  • Consuma energia che aiuta il controllo del peso.

Socializzazione e gestione del tempo libero

Occorre stimolare l’anziano impedendo l’isolamento, dandogli motivazioni, fornendogli degli hobby o degli incarichi che lo facciano sentire utile.

Questo si può ottenere mediante:

  • L’adozione di uno stile di vita che lo stimoli intellettualmente (stimolare la memoria e l’attenzione, l’orientamento spazio/temporale: per esempio, far segnare i compleanni agli anziani sul calendario, spingere all’acquisto e alla lettura di giornali, tenere una biblioteca dove si possono avere libri in prestito), con interessi culturali, affettivi, scientifici (anche solo la risoluzione di un cruciverba è considerabile una attività culturale)

  • L’incentivazione a partecipare a iniziative sociali (gite, incontri, uscite per ballare, proiezione di spettacoli cinematografici, teatro, feste di compleanno)

  • L’incremento di attività e lavori che lo facciano sentire utile (lavoretti di manutenzione, uscita per spese, un giro al mercato)

  • L’insegnamento ad affermare la propria presenza “comunicandola” agli altri (poter dire: sto bene, sto male; voglio questo, voglio quello; sono triste, felice, stanco; mi piace una cosa, ma non l’altra; la penso in questo modo; vorrei che mi fosse detta una cosa in un certo modo … l’anziano in comunità non perde i propri diritti: non deve avere paura di parlare, di protestare, di passare anche un po’ per “rompiscatole”. Tutto ciò è segno di vitalità, di interesse).

  • La discussione dei propri problemi o interessi con gli altri, la condivisione dei propri stati d’animo con gli altri con la supervisione di uno specialista che sappia guidare, stimolare, frenare gli eccessi (terapie e incontri psicologici di gruppo una volta alla settimana)

  • L’incentivazione ed il rinforzo verso la pulizia e il decoro (bagni e docce frequenti, cambio e scelta dei vestiti secondo i gusti personali, aiuto fornito in queste attività dai parenti o dal personale di assistenza, senza farlo pesare)

  • La spinta verso la diversificazione della routine, (attività variate un poco ogni giorno senza naturalmente provocare stress o ansia)

Alimentazione equilibrata e corretta

Ogni pasto dell’anziano deve ovviamente contenere i vari principi nutritivi – carboidrati (pasta, riso, pane), lipidi (grassi, per esempio: olio, burro), protidi (per esempio pesce, carne, fagioli, piselli, ceci)- ed essere misto e variato. Sarebbe utile dividere l’apporto di cibo in 4-5 pasti equilibrati e non molto abbondanti (3 principali – colazione, pranzo e cena – e 2 spuntini – a metà mattina e metà pomeriggio). Scopo di tale ripartizione è:

  1. Introduzione di cibo lenta e in piccole dosi, per assimilarlo meglio. La “caldaia” uomo brucia energia continuamente: al posto del carbone o del gasolio noi utilizziamo come combustibile il cibo. Ma come per la caldaia, vi sono combustibili che bruciano meglio o peggio. Il legno stagionato brucia meglio del legno verde che lascia più cenere, intasa i tubi e scalda poco. Inoltre, per avere un calore costante, con minimo spreco, conviene mettere una quantità limitata di legna che bruci però in continuo, piuttosto che molta in un colpo solo, col rischio di mandare in blocco l’impianto. Nello stesso modo, ci sono cibi che bruciano meglio senza fare troppe scorie (come la pasta, il riso) e cibi che ne fanno troppe (come i grassi saturi: i salumi, la maionese, i formaggi, le merendine, le creme, i dolci). L’introduzione di piccole quantità di cibo sano, che contenga sempre un po’ di carboidrati (pane, pasta, biscotti integrali), un po’ di proteine (carne magra, pesce, legumi), un po’ di lipidi polinsaturi ( un po’ di olio di oliva, pesce, noci, nocciole, un bicchiere di latte intero) e frutta e verdura, permettono di assimilare meglio e di accumulare meno scorie. Accumulare scorie vuol dire invecchiare prima, danneggiare la macchina uomo. Queste cose le consideriamo logiche, convenienti per un bruciatore o una stufa. Quando però si tratta di applicare gli stessi principi al nostro corpo, ecco che ci perdiamo. Eppure una caldaia è costosa ma si può sostituire; il corpo umano, no.

  2. Mangiare poco ma equilibrato, in 4-5 piccoli pasti, fa sentire sazi prima mangiando di meno. Ovviamente chi mangia di meno non corre il rischio di ingrassare, che è ciò che si vuole ottenere.

  3. Questo modo di alimentarsi facilita la digestione.

L’alimentazione corretta per ogni anziano, andrebbe fatta su misura, un po’ come un abito. Chiedetelo ad un sarto! Non tutti sono fatti alla stessa maniera; ci sono quelli con le spalle strette, quelli robusti di collo, coloro che hanno le gambe lunghe e quelli che ce le hanno corte… c’è poi il modesto, che preferisce abiti sobri, e il vanitoso che li vuole sgargianti… un abiro uguale per tutti non va bene a nessuno.

Ugualmente per il cibo. Anche mangiando le stesse cose, nella stessa maniera, c’è chi le assimila meglio e chi peggio, alcuni digeriscono certi cibi altri no… ci sono poi le simpatie e le antipatie verso certi piatti o condimenti … anche in una ristorazione collettiva come quella delle comunità bisogna per quanto possibile rispettare i gusti personali e la fisiologia individuale (la cosiddetta costituzione fisica). Ecco perché una dietologa che fornisce consulenza è fondamentale.

Quando ciò non è possibile, occorre comunque variare ed assecondare le scelte secondo il sistema a blocchi di alimenti, raggruppando cioè alimenti a composizione simile e dunque equivalenti.

La dieta deve essere concepita non come prevenzione ma come contenimento (evitare peggioramenti, aumenti di peso o riduzioni drastiche e gravi, mantenere un equilibrio psico-fisico creatosi negli anni su abitudini ed adattamenti personali).

Monitoraggio alimentare ponderale

  • Occorre sempre pesare l’anziano una volta al mese, per registrare le variazioni di peso in eccesso o in difetto

  • All’anziano va eseguita, quando è messo in una struttura, una anamnesi alimentare per rilevare le sue preferenze e le sue antipatie alimentari

  • Ciò che giornalmente mangia, la qualità e le quantità (a porzioni), va registrato su un diario o quaderno alimentare

  • Anche quando beve al giorno (l’apporto idrico giornaliero) va registrato

Orari, qualità dei pasti, ambienti

  • Pasti ad orari fisiologici (pare che gli orari più corrispondenti a ciò siano verso le 12 e verso le 18,30-19). Comunque tra i pasti principali (colazione, pranzo, cena) dovrebbero trascorrere almeno 4-5 ore.

  • Ambienti luminosi e gradevoli

  • Pulizia

  • L’accuratezza nella preparazione dei cibi, la cura nella presentazione, l’attenzione verso la qualità e la fragranza delle pietanze dovrebbe essere costante

  • Dare il tempo necessario all’anziano per gustare tranquillamente il pasto. Il pasto dovrebbe durare almeno mezz’ora.

Poiché il momento dei pasti è un momento “topico”, fondamentale per l’anziano, l’ambiente dovrebbe essere luminoso, famigliare, gradevole, pulito, pieno di calore umano ed accogliente. Dovrebbe essere evitata la presenza del televisore acceso in sal da pranzo perché distoglie l’attenzione dai sapori e profumi dei cibi, isola e impedisce la conversazione, infine distrae.

Diagnosi precoce di eventuali patologie degenerative e acute

Una delle malattie psichiche che più affliggono l’anziano è la depressione. La sua insorgenza genera un circolo vizioso: essa limita l’attività fisica e porta all’isolamento ed alla mancanza di interessi, che a loro volta alimentano la depressione.

E’ molto importante quindi da un lato diagnosticare precocemente questa affezione, procedendo ad una valutazione del grado d’ansia, dell’insorgenza di insonnia, di eventuali cali mnemonici, di sintomi somatici generici, di variazioni nel comportamento e nell’assunzione di alimenti, nella facilità al pianto, nel pessimismo e nelle variazioni di umore, nella tendenza ad isolarsi e a percepirsi negativamente.

L’assistenza psicologica all’anziano, specialmente nel momento dell’ingresso in una struttura, quando vi è la comprensione del radicale mutamento della sua vita, dovrebbe essere obbligatoria.

L’anziano, sia a domicilio che in struttura, dovrebbe essere periodicamente visitato e monitorato, anche se apparentemente privo di patologie. Eventuali perdite di motilità ed autonomie dovrebbero essere segnalate alle prime avvisaglie.


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Pubblicato 21/02/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Assistenza domiciliare", "Cronicità

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)