Marzo 19 2018

Dimensione salute: Influenza degli stili di vita sulle malattie croniche

Giornata tipo

  • Ognuno di noi ha le sue abitudini, i suoi ritmi, i suoi riti

  • Dovrei prendere più tempo per me… dovrei smettere di fumare… dovrei fare più moto…

  • Perché tanti buoni propositi spesso naufragano?

  • Il problema è culturale. Oms (2002) parla di “cause delle cause”


Stili di vita: Interpretazione psicologica 

  • Il concetto di stile di vita, ideato da Alfred Adler all’inizio del secolo scorso è il modo di interpretare se stessi nella realtà nella quale si è inseriti.

  • Dunque è la combinazione dei nostri pensieri, sentimenti, comportamenti, attitudini, valori obiettivi e l’interazione tra noi stessi e l’ambiente.

  • Operativamente lo stile di vita è la modalità, semiautomatica, attraverso la quale ci adattiamo all’ambiente esterno e attraverso la quale manipoliamo tale ambiente per adattarlo a noi (ovvero al nostro ambiente interno).


L’essere umano ha a che fare con due diversi tipi di ambiente

  • Ambiente esterno: L’insieme sedimentato, organico ed inorganico con il quale l’individuo si trova suo malgrado a dover interagire

  • Ambiente interno: l’insieme sedimentato biologico, psicologico e socioculturale che definisce le esigenze di ogni singolo individuo.


E l’ambiente, esterno od interno, ha le sue regole.

Per modificare l’ambiente occorrono energie. Altre energie ancora occorrono per mantenere le modifiche fatte. Se non si è disposti ad investire o se si è impossibilitati a farlo l’ambiente tende a tornare a stadi che precedevano le modifiche apportate.


Molti i concetti chiave della psicologia collegati alla precedente riflessione

  • Il Disagio della civiltà

  • La coazione a ripetere

  • La regressione

  • Le matrici familiari


Lo stile di vita ha dunque radici non facilmente modificabili

  • Perché è una modalità semiautomatica di approccio alla realtà

  • Perché interagisce con substrati biopsicosociali sedimentati

  • Perché più è evoluto più energie richiede per il suo mantenimento. Ed è sempre in agguato la regressione


Il problema si complica di fronte al disagio psicologico

  • Se modificare lo stile di vita è difficile per chiunque il problema diviene ancor più complesso per chi sia portatore di qualche forma di disagio sul piano psicologico

  • Possiamo definire il disagio psicologico come

“Difficoltà di adattare se stessi all’ambiente e l’ambiente a se stessi”


L’adattamento all’ambiente non fallisce mai totalmente ma può divenire anche molto disfunzionale con l’instaurarsi di meccanismi di:

  • Evitamento

  • Ritiro

  • Aggressività auto od eterodiretta

  • Costruzione di realtà alternative

  • Compensazione

  • Fissazione

  • Razionalizzazione

Più in generale di ritorno a modalità di funzionamento rigide e regressive

Per l’essere umano la modalità più semplice è quella istintuale, il principio di piacere ovvero qui e ora seguo l’impulso, faccio ciò che maggiormente mi gratifica


Si instaura così un doppio circolo vizioso:

  • Un cattivo stile di vita imposto dall’ambiente esterno incide (oltre che su malattie organiche) sul disagio psicologico

  • Un disagio psicologico originato dall’ambiente interno modifica in negativo lo stile di vita (e dunque incide sulle malattie organiche)

  • La malattia organica in sé è fonte di disagio psicologico e così la situazione rischia di avvitarsi in pericolose spirali


Dunque riassumendo è universalmente noto che:

  • La prevenzione e la promozione di stili di vita sani è l’arma più valida per combattere le malattie croniche.

  • Tutti possono ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare queste malattie semplicemente adottando abitudini salutari, in particolare evitando il fumo, avere un’alimentazione corretta, limitare il consumo di alcol e svolgere attività fisica regolare.

Oms ha anche quantificato in tabelle quanti anni di vita in media perde un fumatore, un obeso, un alcolista etc…

Ma per promuovere sani stili di vita occorre un approccio biopsicosociale alla salute


Modello biopsicosociale

Livello biologico – livello psicologico – livello sociale

  • Tale approccio sottolinea la complessità della salute, la contestualizza all’interno dell’ambiente psicosociale valorizzando l’importanza dell’interdisciplinarità.

  • Per comprendere e risolvere la malattia il medico deve occuparsi non solo dei problemi di funzioni e organi, ma deve rivolgere l’attenzione agli aspetti psicologici, sociali, familiari dell’individuo, fra loro interagenti e in grado di influenzare l’evoluzione della malattia.

  • Recenti ricerche, condotte anche in Italia, dimostrano come l’approccio interdisciplinare porta aumento del benessere e diminuzione della spesa sanitaria


Le quattro strategie di intervento per modificare lo stile di vita

  • La prescrizione

  • L’informazione

  • L’intervento educativo in ambito scolare e non solo

  • L’intervento di psicologia clinica individuale o di gruppo


Prescrizione e informazione

  • Prescrivere uno stile di vita non equivale a prescrivere un farmaco. La prescrizione risulta l’intervento meno efficace ove non si considerino le variabili psicologiche e sociali.

  • Analoga riflessione vale per la prescrizione farmacologica che pretenda di incidere sullo stile di vita

  • Informare (in modo selettivo) è certamente doveroso. Ma anche l’informazione per quanto corretta non pare essere una via che porti a grandi risultati (per non parlare del doppio messaggio contenuto in certo tipo di informazione)


L’intervento educativo

  • Si tratta del miglior tipo di intervento relativamente alla prevenzione.

  • Può incidere in profondità strutturando e rendendo automatici stili di vita sani

  • Necessita del supporto di adeguate politiche sociali

  • Prevede un ritorno in tempi molto lunghi


L’intervento di psicologia clinica individuale o di gruppo

  • E’ l’intervento terapeutico per eccellenza ove si sia in presenza di disagio psicologico

  • Interviene, oltre che in campo cognitivo, sulle motivazioni, sugli aspetti emotivi e sul tessuto relazionale.

  • E’ di grande utilità il gruppo omogeneo che “socializza” la problematica rendendola maggiormente affrontabile

 


E per finire …

  • Lo stile di vita incongruo aumenta la vulnerabilità alla malattia e genera disagio psicologico

  • E’ vero anche il contrario, il disagio psicologico rende spesso incongruo lo stile di vita generando per questa via malattia

  • E’ possibile intervenire, a livello sia sociale che individuale avendo presente il modello biopsicosociale di salute

  • Sono strumenti di intervento interdisciplinare la prescrizione, l’informazione, l’educazione e la psicologia clinica, individuale o di gruppo.


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Pubblicato 19/03/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)