Aprile 6 2018

L’assistenza al paziente inappetente

Una situazione di inappetenza (anoressia) è frequente tra gli anziani, in particolare se ricoverati in una RSA. In molte situazioni è secondaria a malattie fisiche (dell’apparato gastro-intestinale, ma anche cardiache, polmonari, renali, ecc.), a malattie psichiche ( depressione, demenza), all’assunzione di farmaci che deprimono l’appetito, all’effetto combinato dell’invecchiamento e delle malattie. Ci sono però una serie di cause che possono essere corrette e la cui tempestiva individuazione può aiutare il paziente a mantenere o recuparare un adeguato apporto alimentare; in particolare è sempre necessario verificare:

  • Le condizioni del cavo orale: edentulia (mancanza di denti), presenza di radici dentali che causano irritazione delle gengive, protesi mal funzionanti, cattiva igiene dei denti e della bocca, infezioni del cavo orale

  • L’intolleranza per alcuni alimenti

  • Una stitichezza (stipsi) ostinata

  • La presenza di febbre, di disidratazione, di uno stato confusionale (delirium)

In altri casi siamo, in realtà, di fronte ad un’incapacità per la persona di assumere correttamente il cibo a causa di:

  • Ridotta destrezza manuale

  • Deficit della vista:

  • Riduzione globale della vista, ma anche

  • Incapacità a discriminare diverse tonalità dello stesso colore (può essere difficile, per una persona demente, individuare il purè o lo stracchino bianchi su un piatto bianco)

  • Incapacità di “vedere” il cibo posto in una metà del piatto come conseguenza di una lesione cerebrale

  • Aprassia: incapacità di organizzare una serie di movimenti in un’azione complessa, come prendere in mano una posata, raccogliere il cibo e portarlo alla bocca (in questo caso può essere utile “guidare” l’inizio dei movimenti)

  • Agnosia: incapacità per la persona (per lo più affette da demenza) di comprendere la situazione ed il significato e l’uso, ad esempio, di una posata (anche in questo caso può essere utile aiutare la persona ad iniziare l’azione)

  • Postura scorretta, che rende più difficile l’assunzione autonoma del cibo e/o compromette la deglutizione

In altri casi, infine, un’insufficiente assunzione di cibo è legata a problemi organizzativi quali:

  • Gli orari dei pasti troppo ravvicinati

  • I tempi troppo ridotti dedicati al pasto e in particolare all’imboccamento

  • La confusione nella sala da pranzo

  • La presenza allo stesso tavolo di persone con caratteristiche incompatibili

  • L’inadeguatezza delle stoviglie o degli accessori (un bicchiere facile da afferrare, o dotato di beccuccio, può ad esempio aumentare l’apporto autonomo di liquidi)

L’individuazione e la correzzione delle situazioni sopra elencate può aiutare gli ospiti della RSA a mantenere un’alimentazione adeguata alle loro esigenze.


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Pubblicato 06/04/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Assistenza domiciliare", "Cronicità

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)