Giugno 22 2018

Il panico e la folla

Il panico è una sensazione originata da una paura intensa, in grado di sopraffare il proprio autocontrollo, come nella reazione fight or flight. E’ una reazione di ansia portata all’estremo, che può sfociare nell’agitazione scoordinata, pericolosa per se stessi e per gli altri.

E’ fortemente aggravata dalla consapevolezza di non avere una via di fuga immediata. E’ una reazione che può avere degli effetti estremamente contagiosi, in quanto è facile che , in una situazione di pericolo, il panico di una persona inneschi e alimenti quello di altri, in una pericolosissima reazione a catena.

Se la reazione diventa collettiva, il panico può portare ad una fuga disordinata. La folla, ad esempio in caso di una esplosione improvvisa, può agire con una corsa verso una via di fuga (tendenzialmente nella direzione opposta a quella dove il pericolo è percepito) in maniera repentina, cieca e indiscriminata.

Il pericolo maggiore, sia in una fuga disordinata che in una folla in movimento che spinge incessantemente (altrettanto pericolosa) è il soffocamento da compressione, causa di morte principale in queste rischiosissime situazioni. Oltre al rischio concreto di essere calpestati da un fiume di persone senza controllo.

I nativi americani, utilizzavano il panico come strategia di caccia: lo creavano nei branchi di bisonti, spaventandoli su un fronte circoscritto, per farli dirigere verso un dirupo, in modo da farli precipitare e uccidersi, e per poi recuperarli in seguito. Queste realtà si possono purtroppo, osservare facilemnte anche ai giorni nostri. Ecco alcuni esempi di quello che può fare una folla fuori controllo:

  • 31 dicembre 2014, Shangai: da una finestra di un palazzo vengono lanciate sulla folla dei coupon pubblicitari simili a delle banconote raffiguranti dei dollari. La folla impazzisce e per cercare di raccoglerli calpesta la gente stessa. 35 morti e 42 feriti.

  • 24 settembre 2015, La Mecca: la folla di fedeli accalcata alle porte della città per assistere al rituale della “lapidazione di satana” si scontra con il flusso di fedeli in uscita: 717 morti e più di 900 feriti.

Bisogna anche ricordarsi che nelle situazioni dove diviene esplicito il rischio per la propria sopravvivenza, che sia immediato o a lungo termine, le dinamiche sociali si modificano istantaneamente, e sempre per il peggio.

Se siamo al supermercato in fila, anche in un affollato venerdì sera, il grado di civiltà dei comportamenti, è mantenuto spontaneamente entro livelli accettabili. Ma se per caso, i media dovessero annunciare anche solo uno stop temporaneo alla catena distributiva per gli approvvigionamenti alimentari, il supermercato potrebbe diventare di colpo uno dei luoghi più pericolosi esistenti: per accaparrarsi le scorte per se stessi e per i propri familiari, la gente sarebbe disposta a tutto.

Si è visto per le zone dove è stata razionata l’acqua o il cibo: è un pericolo concreto per la propria sopravvivenza a tutti gli effetti e la gente reagisce percependolo esattamente come tale. Non per niente, i razionamenti sono quasi sempre presidiati da militari armati.

Durante un episodio dove la folla spinge verso una direzione i comportamenti da privilegiare sono:

  • Identificare immediatamente i punti di fuga più vicini e più accessibili (meglio ancora se prima della dispersione improvvisa della folla), cercando di evitare se possibile i colli di bottiglia che si potrebbero essere formati.

  • Abbandonare immediatamente oggetti ingombranti non indispensabili.

  • Non perdere mai il contatto con il proprio gruppo.

  • Restare in piedi e tenere le braccia quasi in posizione di guardia: farsi spazio e per proteggersi da un soffocamento per compressione.

  • Non pensare di poter deviare la folla in nessun modo o di poterla influenzare.

  • Muoversi in diagonale nella direzione di marcia, o seguendola direttamente. Inutile provare a “risalire la corrente” o ad andare di lato.

  • Ripararsi ai bordi (se ci sono vicinissimi e se la folla non è ancora arrivata in blocco) o dietro a ostacoli fissi e della larghezza della nostra sagoma o aspettare che defluisca.

I comportamenti delle masse molto spesso spiegabili con modelli di dinamica dei fluidi: come in un fiume, bisogna ricordarsi che la folla scorre più veloce nella parte centrale, e che gli ostacoli, come le rive, la rallentano.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/strage-di-pellegrini-a-la-mecca-717-persone-muoiono-soffocate-nella-ressa_2135026-201502a.shtml


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Pubblicato 22/06/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Clinica

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