Luglio 2 2018

Il diritto a una doppia figura genitoriale

Quando una donna priva di partner chiede di essere ammessa alla fecondazione assistita il problema si accentua: in questa ipotesi si toglie al nascituro quello che viene efficacemente chiamato diritto a una doppia figura genitoriale.

Diritto questo che possiede una pluralità di valenze: da quella psicologica (dato che per una equilibrata crescita è indispensabile possedere un doppio referente genitoriale), a quella sociale (dato che le garanzie di assistenza che due genitori possono dare a un figlio sono evidentemente migliori di quelle che può dare un genitore solo), a quella soprattutto antropologico-esistenziale, che è poi l’unica, da un punto di vista etico, che ci interessa.

Il figlio di donna sola, ottenuto tramite fecondazione assistita, è costitutivamente diverso, in virtù della sua nascita, e in forza della tecnologia, dai bambini nati naturalmente: il non avere padre non dipende, come per gli orfani, dalla natura, o, come per gli abbandonati, dalla cattiva volontà di un soggetto reale: ipotesi ambedue tragiche, ma in qualche modo socialmente non prevedibili e comunque dotate di un loro intrinseco significato (quello della sventura, che incombe su ogni vivente esponendolo in ogni istante alla possibilità della morte, nel primo caso; quello dell’ingiustizia, dimensione propriamente umana, anche se deformata, nel secondo).

Il non avere un padre di chi nasce da fecondazine assistita di donna sola dipende invece da un progetto individuale, che richiede per la sua realizzazione il convergere di forze e di intenzionalità sociali diverse: in breve da una procedura tecnologica, che toglie al nato ineluttabilmente una parte della propria identità.

L’orfano può sempre costruire un proprio rapporto ideale col padre scomparso; il bambino abbandonato può sempre ipotizzare un possibile rapporto col padre che lo ha abbandonato.

Al figlio della fecondazione assistita di donna sola è preclusa di principio l’una e l’altra possibilità. Il carattere non etico della procedura è, sotto questo profilo, particolarmente evidente.

La figura paterna nella fecondazione assistita è la relazione presentata al XVIII Congresso nazionale della SIFES (Società italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione), Napoli


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Pubblicato 02/07/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Clinica

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