Luglio 20 2018

L’abbigliamento: Moda e tradizione

Per secoli la foggia dei vestiti non cambiò, mantenendosi pomposa e senza fantasia, degna di un popolo che aveva la coscienza orgogliosa e ferma di possedere il mondo.

La toga, con la sua solennità, è il simbolo dell’equilibrio del popolo romano, anche se spesso si tratta di un equilibrio imposto, tutto esteriore, che ha, però, radici profonde in una tradizione mai ripudiata, alla quale si ritorna e ci si richiama, nel corso di dieci secoli, quando occorra difendere un’istituzione o si senta la patria in pericolo.

Per legge non si ammettevano concessioni a frivolezze, che erano considerate sintomo di decadenza. Se qualche cittadino, per rendere più ricercati i suoi abiti, adottava fogge o ornamenti diversi da quelli tradizionali, veniva a perdere di dignità e poteva, addirittura, essere considerato un effeminato.

I Romani si sentivano perciò sotto un continuo controllo e le concessioni alle raffinatezze dell’abbigliamento, quando vi si indulgeva, non erano né eccessive né pericolose: il romano era, nonostante tutto, un popolo rude, affaccendato in cose di maggiore importanza che non la moda.

Essa –la moda- è lasciata, come si conviene, alle donne che si scapricciano più che nei vestiti in pettinature, belletti e gioielli. Amano, grossolanamente, i gingilli appariscenti, le catenelle alla caviglia, i braccialetti pesanti e le gemme: vere o false non importa.

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Pubblicato 20/07/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Storia

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