Luglio 21 2018

Alle terme bagni e svaghi per tutti

Non c’è istituzione, nella vita moderna, che possa stare alla pari con quella, tutta romana, delle terme: in un unico complesso esse raccoglievano spesso bagni caldi e freddi, piscine, palestre, giardini e biblioteche.

Il Romano vi si reca per distendere i nervi e ritemprare il corpo: passeggia per i giardini e conversa con gli amici in attesa dell’ora di cena. E’ il momento della quiete dopo una giornata di lavoro, dopo gli affari del foro, le discussioni in Senato.

E che si senta questa necessità di riposo e di pulizia, nell’ordinamento sociale di Roma, è cosa tanto reale che Agrippa dispone che l’ingresso alle terme sia gratuito, sì che chiunque, anche il più squattrinato dei Quiriti, sia in grado di accedervi, e gli imperatori fanno costruire complessi termali grandiosi e completi dei servizi più raffinati.

Così l’uso del bagno, si generalizza: ogni giorno l’acqua scorre a milioni di litri dai serbatoi del “frigidarium” a quelli del “tepidarium” e del “calidarium”. Tra giuochi e bagni, il popolo romano trascorre i suoi pomeriggi liberi, quando non preferisca i sempre eccezzionali, anche se frequenti, spettacoli del circo: le terme sono il suo passatempo, il più facile e il solo che possa dare realtà a quella “mente sana in corpo sano”, della quale noi uomini moderni non ci preoccupiamo poi tanto.

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Pubblicato 21/07/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Storia

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