Agosto 22 2018

La medicina egizia

L’antico Egitto, la Siria, la Babilonia, ossia le più antiche civiltà del bacino del Mediterraneo, godevano indubbiamente di una scienza medica di alto livello.

Sappiamo che in Babilonia la chirurgia era molto avanzata; delle conoscenze degli Egizi abbiamo un’impressionante testimonianza nelle mummie dei faraoni e dei notabili delle più antiche dinastie, perfettamente conservate dopo 4000 anni.

Per poter giungere a questi risultati era necessaria un’approfondita conoscenza dell’anatomia e di quei processi che oggi fanno parte della biochimica e che soli consentono di effettuare un’imbalsamazione.

In documenti del XVII secolo a. C., il cosiddetto “Papiro Smith”, sono descritti numerosi casi clinici con molta precisione e viene enunciata una concezione unitaria dell’uomo incentrata sulla presenza del cuore in ogni parte del corpo.

Questo probabilmente significava che gli Egizi attribuivano un’importanza fondamentale ai polsi arteriosi periferici, che appunto come il cuore pulsano.

Purtroppo, di tutte queste conoscenze ben poco è giunto integralmente e direttamente fino a noi e anche il segreto dell’imbalsamazione non è stato ancora svelato.

La medicina Egizia


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Pubblicato 22/08/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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