Settembre 3 2018

L’alchimia e gli alchimisti

L’alchimia nacque in Cina attorno al I secolo a.C. e raggiunse l’Europa, attraverso la “via della seta”, all’incirca all’epoca di Marco Polo. Sugli alchimisti esistono molti preconcetti, tanto che questi precursori della scienza moderna sono stati, a torto, considerati ciarlatani.

Gli alchimisti occidentali ricercavano la pietra filosofale, o lapis, che corrispondeva al cinese “oro potabile”. Con questi termini si intendeva non un oggetto preciso, ma una forza o qualità, incorrutibile come l’oro, capace di donare l’eterna giovinezza in quanto rappresentava la vis naturae, la forza capace di mantenere la vita.

Come è ovvio, la Chiesa non poteva certo ammettere l’esistenza di una forza naturale capace di intervenire sulla vita e sulla morte; quindi, chi aveva trattenuto simili idee correva il rischio di cedere sotto le torture della Santa Inquisizione.

Per questo gli alchimisti usarono simboli e numeri per indicare i loro esperimenti, inventando così un linguaggio figurato che appare non meno misterioso di quelli usati dalla fisica moderna, solo molto più bello e fantasioso.

La ricerca alchemica della forza prima della natura e le domande che gli alchimisti si ponevano sulla natura stessa dell’uomo sono identiche a quelle della fisica moderna e dei nuovi scienziati-filosofi.

La medicina fu profondamente influenzata dall’alchimia, specie per opera del medico-alchimista svizzero Paracelso (secolo XVI). Questi, però, se da un lato riprese il grande concetto ippocratico che la medicina si impara e si pratica presso il letto del malato e non sui libri, opponendosi così a Galeno, dall’altro mancava completamente della chirezza e dell’acume del grande maestro di Cos.

Egli fu un innovatore nel senso che contestò la teoria dei quattro umori e dei quattro elementi, che ormai da secoli si era dogmaticamente cristallizate, opponendole la convinzione che il mondo fosse formato di sale, zolfo e mercurio, cioè con dei prodotti della chimica.

Da questo momento prende l’avvio quel processo di verifica e di ricerca che porterà alla scoperta della biochimica e alla ricerca del farmaco chimico, considerato da molti dopo Paracelso l’unico in grado di divenire panacea universale. In questa luce, la ricerca della “pallottola magica”, che fosse in grado di colpire e distruggere gli agenti patogeni senza danneggiare il malato, intrapresa da un grande scienziato come Ehrlich tanti secoli dopo, ci appare molto vicina alle ricerche dei medici alchimisti del passato.

Medicina e natura


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Pubblicato 03/09/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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