Settembre 12 2018

L’orologio biologico che determina la durata potenziale della vita

L’”orologio biologico”, insito fin dalla nascita nei nostri geni, somma dell’orologio biologico proprio di ciascun organo o tessuto o funzione del nostro organismo, predetermina la durata massima della nostra vita, che avrà termine quando questi giungerà alla fine della propria carica.

Se esprimiamo lo stesso concetto con il linguaggio della fisica, diciamo che ogni parte del nostro organismo contiene in sé, dal momento in cui si è formata, un quantum – quantità fissa e indivisibile – di energia che ne predetermina la vita e la capacità funzionale, così come ogni particella sub-atomica ha un proprio quantum di energia che ne predetermina la durata e la forza.

L’insieme delle energie di ciascuna parte, per quanto piccola, di un organismo vivente forma il totale di energia di cui ciascuno, come singolo individuo, è dotato, allo stesso modo che l’insieme delle energie di ogni suo componente determina l’energia di un atomo.

Quando, attraverso un processo di fissione, liberiamo l’energia di un atomo, questo scompare, viene disintegrato, non esiste più come entità fisica: di esso resta solo la grande quantità di energia liberata, diversa per ogni tipo di atomo.

Se, per assurdo, potessimo pensare di liberare l’energia contenuta in un essere umano disintegrandolo, otterremmo una quantità di energia diversa per ogni individuo, e per la stessa persona quantità variabili per ogni età e addirittura in giorni od ore diverse.

Infatti il totale del potenziale energetico di ogni individuo dipende da molteplici fattori e varia continuamente in rapporto al variare e interreagire di questi. Consideriamo i più importanti: l’ereditarietà, ossia il patrimonio genetico ereditato dai nostri genitori, che predeterminerà in parte la nostra costituzione psico-fisica; lo stato di nutrizione e di benessere anche psichico della madre durante la gravidanza, quando molte delle strutture e degli organi si formano; le condizioni di vita e l’educazione negli anni della crescita, fino alla fine dell’adolescenza, quando sia le strutture fisiche sia le capacità funzionali (anche intellettive ed emotive) si sviluppano e si affermano; da ultimo, le condizioni di vita nell’età adulta.

Le fatiche fisiche eccessive, gli stress psicologici (preoccupazioni, stanchezza, dolori, ansie), gli stati di denutrizione o gli eccessi alimentari rappresentano eventi negativi, ma la mancanza di circostanze che portino alla necessità di reazioni di lotta e di difesa può essere altrettanto negativa, poiché vengono a mancare quegli stimoli naturali che inducono il fisico e la psiche a dare il meglio di sé.

Esaminando questi fattori capaci di influire sulla durata della vita vediamo che, se esiste una quantità di energie preordinata dall’eredità genetica, e perciò non aumentabile, la quale estinguendosi provocherà fatalmente la fine della vita, il conservare integro e perciò capace di perfetta attività per tutto il tempo prefissto dal nostro orologio biologico questo patrimonio energetico dipende solo da noi, ossia dalle nostre abitudini di vita.

Medicina e natura


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Pubblicato 12/09/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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