Settembre 22 2018

Il pensionamento: un male necessario?

Nel 1986 il Parlamento degli Stati Uniti d’America ha approvato una legge per cui in quasi tutti i rapporti di lavoro, fatta eccezione per i lavori manuali e quelli che richiedono un’eccezionale prestanza fisica, si vieta qualsiasi “discriminazione anagrafica”.

Questo significa che il dipendente non è più costretto ad andare in pensione quando raggiunge una determinata età, ma può continuare a lavorare, semplicemente dimostrando di essere sempre “idoneo” allo svolgimento del suo incarico, più o meno come avviene quando occorre rinnovare la patente di guida.

Gli specialisti di problemi di lavoro sottolineano che in questo modo si diminuisce l’altissimo costo del sistema pensionistico in una società che sta diventando sempre più longeva, mentre contemporaneamente diminuiscono i giovani a causa del minor numero di nascite.

La concomitanza di questi due fenomeni tende a invecchiare la società e, in un prossimo futuro, pochi giovani dovranno, con il proprio lavoro, pagare la pensione a molti anziani.

Le statistiche mediche aggiungono che anche il costo dell’assistenza sanitaria aumenta a causa della patologia legata alla frustrazione di sentirsi esclusi dalla vita attiva quando ancora si è nel pieno delle proprie forze e capacità, e descrivono la così detta “sindrome da pensione” che scatena spesso malattie cardiache, ipertensione, incidenti cerebro-vascolari, riducendo persone precedentemente in perfetta salute a individui parzialmente invalidi, con grave aumento dei costi umani e sociali.

Oltre a queste considerazioni generali, che hanno indubbiamente influito sui legislatori americani, esiste il problema umano, del singolo individuo, e chiunque abbia dovuto assistere al dolore e all’umiliazione di un proprio caro costretto a una forzata inattività, non potrà che augurarsi che anche la nostra società e le leggi del nostro Paese prendano atto di queste realtà umane e sociali.

Medicina e natura


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Pubblicato 22/09/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Cronicità

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