Ottobre 3 2018

La termoregolazione nel neonato

Rispetto all’adulto, il neonato è più sensibile in generale agli sbalzi di temperatura e in particolare al freddo: infatti, una diminuzione della temperatura esterna non suscita un’immediata e sufficiente reazione difensiva nel neonato.

Il neonato, rispetto all’adulto, ha la testa grande e il corpo piccolo per cui disperde calore anche dalla testa; inoltre, ha una grande superficie esterna rispetto al proprio peso, ossia una grande possibilità di dispersione rispetto a una piccola capacità di produrre calore, ed è anche fornito di poco grasso sottocutaneo, quindi possiede meno tessuto isolante.

Per questo i meccanismi di termoregolazione del neonato sono diversi da quelli dell’adulto: disperde calore attraverso la vasodilatazione periferica ma suda meno e principalmente nel capo. Di conseguenza risulta che, se la temperatura esterna è molto alta, il neonato è privo di un efficace mezzo di difesa.

Viceversa, per produrre calore manca del meccanismo di emergenza dell’adulto, ossia del brivido: il neonato non trema per il freddo! In compenso ha un tessuto speciale, il grasso bruno, localizzato attorno ai reni, tra le scapole, all’inguine e sotto le ascelle (tessuto di cui sono provvisti anche gli animali che vanno in letargo per mantenere la propria temperatura corporea), “bruciando” il quale può produrre immediatamente calore.

Poiché il neonato disperde calore soprattutto per irradiazione, ossia emettendo onde elettromagnetiche, è un errore credere di mantenerlo caldo, quando è nudo, tenendolo in un ambiente caldo o sotto getto di aria calda: bisogna sempre proteggerlo con delle superfici riflettenti, che impediscano l’irradiazione.



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Pubblicato 03/10/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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