Ottobre 5 2018

Le aggressioni climatiche: Difese e debolezze individuali

Numerosi sono gli aspetti del clima che possono influire sullo stato di salute individuale: dai normali fattori climatici stagionali a cui tutti ci troviamo esposti (vento, freddo, umidità, ecc.) alle anomalie del tempo atmosferico, che, quasi esso si divertisse a fare le bizze, intervengono talvolta a sconvolgere il normale corso delle stagioni.

A ciò si deve però aggiungere una terza variabile fondamentale: la diversa predisposizione di ciascun individuo alla malattia. E’ questo un fattore particolarmente complesso, in quanto legato non solo alle caratteristiche fisiche individuali, ma anche a una molteplicità di situazioni contingenti della vita di ognuno.

Entrano così in gioco elementi come l’età, la costituzione individuale, la storia clinica (ossia le malattie contratte in passato), gli stress, i dispiaceri, le durezze della vita trascorsa e le condizioni di quella presente, il tipo di lavoro che si svolge, il tipo di alimentazione, gli sforzi fisici o intellettuali cui si è sottoposti, le situazioni emotive e affettive. Dalla somma di tutti questi fattori dipendono le nostre difese individuali sia di fronte alle aggressioni climatiche sia di fronte a una qualsiasi malattia.

Fin dall’antichità i medici più accorti si sono chiesti perché alcuni individui siano più esposti di altri alle malattie indotte dal clima. Ecco che la risposta a questa domanda appare possibile attraverso una migliore conoscenza della natura dell’uomo e ancor più attraverso una maggiore conoscenza di sé stessi e della propria storia.

Proponendosi di fornire le basi per una migliore conoscenza della natura umana, lo scopo di questi articoli è dunque, in parte, quello di aiutare ciascuno a trovare questa risposta. Non solo: usando gli articoli come traccia, a tutti sarà inoltre possibile ricostruire la propria storia clinica. Non come un medico quando compila una cartella clinica: il medico cerca altre cose, deve arrivare alla diagnosi di una malattia presente, mentre qui si tratta di imparare a conoscersi per prevenire le malattie future e per vivere meglio.

Ogni storia individuale dovrà apparire come un filo ininterrotto, fatto di tutta la vita passata: non solo, quindi, di disturbi e malattie ma di gioie e dolori, del lavoro che si svolge, dei viaggi che si compiono, di come si mangia, si dorme e si respira, partendo dal paese e dalla città natale, con il suo clima e le sue abitudini di vita, tenendo conto degli eventi importanti e dei piccoli fatti di tutti i giorni.

Tutti i particolari che torneranno alla mente potranno essere interpretati in questa chiave, fino a comprendere quale significato possono avere per la salute presente e futura di ciascuno. In generale, si deve tener presente che le età in cui si è più indifesi sono quelle evolutive: per esempio, i bambini impiegano enormi risorse energetiche per crescere. I giovanetti passano attraverso le tempeste ormonali della pubertà; il loro fisico attraversa momenti anche lunghi di relativa debolezza perché deve impiegare tutte le proprie forze nel trasformarsi da neonato in individuo adulto sia fisicamente sia intellettualmente e psicologicamente: e la crescita fisica non è certo la più faticosa.

I ragazzi che studiano attraversano spesso dei periodi di indebolimento fisico maggiori dei loro coetanei che lavorano magari anche duramente. Anche la vecchiaia rende più deboli, specialmente di fronte al freddo, e la diminuzione con l’età della quantità e dell’intensità di esercizio fisico, dovuta a cause più psichiche che fisiche, peggiora spesso questa tendenza. L’aumento delle malattie, anche di quelle di tipo stagionale, dopo il pensionamento è ormai un fatto provato.

Medicina e natura


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Pubblicato 05/10/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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