Ottobre 8 2018

I viaggi aerei e i bruschi cambiamenti di latitudine e longitudine

Un problema tipico del nostro tempo è quello rappresentato dall’influenza sulla salute degli improvvisi trasferimenti da un paese a un altro a clima totalmente diverso. Già in passato i medici se ne erano interessati, osservando particolari patologie che si manifestavano durante o subito dopo lunghi viaggi per mare con passaggio da un clima a un altro molto differente, specie quando si passava da un emisfero all’altro.

I medici inglesi, a cavallo del secolo, pubblicarono interessanti dati riguardanti le patologie che colpivano i funzionari governativi demandati a ricoprire posti nelle più disparate regioni del vasto impero inglese, sia nei lunghi viaggi di trasferimento, specie verso i Paesi tropicali, sia quando ritornavano a casa in licenza.

Oggi gli effetti patologici dei bruschi cambiamenti di clima interessano un vasto numero di persone per la facilità con cui si intraprendono viaggi nelle zone più disparate, mentre inizialmente era considerato solo un problema di medicina del lavoro riguardante il personale viaggiante degli aerei o chi per ragioni di lavoro deve compiere frequenti viaggi intercontinentali.

I controlli medici, la preparazione individuale sugli effetti nocivi cui si poteva andare incontro, rendeva facile la prevenzione e l’individuazione precoce di eventuali danni in questi ristretti gruppi a rischio professionale, ma ben difficilmente i turisti che si imbarcano a frotte per le più disparate destinazioni sanno a cosa vanno o possono andare incontro.

Il primo e maggior rischio è quello di infezioni per le quali il nostro organismo non possiede anticorpi specifici, o malattie da parassiti a noi sconosciuti o quasi e da cui non sappiamo difenderci. Oltre alle vaccinazioni consigliate dall’ufficio d’igiene, cui è sempre bene rivolgersi per chiedere informazioni sulla zona in cui si intende recarsi, vi sono alcuni accorgimenti generali cui attenersi.

Quando il viaggio comporta un notevole cambiamento di fuso orario, saranno necessari alcuni giorni prima che l’organismo riprenda normali ritmi di sonno-veglia, appetito e reattività agli stimoli esterni. In tali condizioni è pericoloso guidare per lunghi tratti, specie in Paesi stranieri di cui non si conoscono le strade, magari su una macchina presa a nolo, manovrare un’imbarcazione o svolgere altri compiti che implichino attenzione pronta e buoni riflessi, soprattutto tenendo conto che una improvvisa e invincibile sonnolenza può sempre colpire.

Anche al rientro a casa si presenteranno gli stessi fenomeni: vanno previsti almeno due giorni di riadattamento prima di riprendere la vita normale. Se la permanenza alla nuova longitudine è troppo breve o se il viaggio comporta spostamenti di fuso orario, l’adattamento sarà insufficiente e la serie dei cambiamenti troppo brusca: tutti ne risentiranno con stanchezza e diminuzione delle difese per un tempo più o meno breve; ma per coloro che hanno disturbi del sonno o un temperamento astenico il danno può divenire permanente ed essere causa di malattie anche gravi.

Vale sempre la pena di informarsi bene sul clima e sulla temperatura del Paese in cui si intende recarsi, facendo ricorso a fonti attendibili e tenendo presente che le immagini della pubblicità possono anche ingannare. Va ricordato che l’umidità rende più sensibili sia al caldo sia al freddo, il vento richiede vesti particolari che non gli permettano di arrivare al cuscino d’aria che ci protegge sia dal caldo sia dal freddo, le piogge tropicali sono tanto violente da sconfiggere qualsiasi tipo di protezione: dato che ombrelli e impermeabili servono ben poco, è sempre meglio evitare le stagioni delle piogge o i Paesi comunque piovosi, a meno che non si possa contare su un’ottima salute e un fisico preparato.

E’ opportuno tener conto non solo del clima in cui ci si reca, ma anche della differenza rispetto a quello di partenza: un viaggio alle Maldive, ai Caraibi o in Indonesia in estate implica una differenza climatica relativa per il viaggiatore proveniente dall’Italia, ma lo stesso viaggio in gennaio richiederà un adattamento climatico notevole.

Il decalogo del viaggiatore

  1. La durata di un viaggio che porti in un clima molto diverso o con parecchi fusi orari di differenza deve essere non inferiore a 15 giorni, altrimenti lo shock dei ripetuti adattamenti è molto grande e la vacanza si trasformerà in un eccesso di fatica fisica.
  2. Bevete molto: la stanchezza, lo stress, i cambiamenti di alimentazione richiedono un’aumentata ingestione di liquidi anche nei climi freddi. Bevete sempre e solo acqua bollita, meglio se calda o tiepida: tè e caffè lungo sono le migliori bevande in qualsiasi clima.
  3. Non bevete mai bevande ghiacciate o alcolici con molto ghiaccio: le congestioni da stanchezza, per cambiamento di alimentazione e di clima, sono molto frequenti e possono avere drammatiche conseguenze.
  4. Attenzione all’aria condizionata: se viaggiate in Paesi caldi portate sempre con voi un golf o uno scialle di lana leggero per coprirvi entrando negli alberghi e negli aereoporti. Anche la climatizzazione degli aerei è spesso troppo fredda in rapporto al clima del Paese dove vi siete imbarcati o in cui atterrate, e quasi può esporvi a malattie dell’apparato respiratorio o a colpi d’aria.
  5. Evitate cibi grassi e pesanti nei climi caldi, e in generale cibi in scatola e conservati, cercando di nutrirvi in modo simile alle popolazioni locali: l’uso ha selezionato i cibi più adatti a un determinato ambiente di vita e spesso entrano nelle cucine locali droghe e spezie che hanno preziose virtù curative o preventive rispetto alle malattie più frequenti in una determinata regione.
  6. Evitate la frutta non sbucciata da voi e le verdure crude, i cibi acquistati sulle bancarelle, le trattorie o i ristoranti economici, specie se in prossimità di porti: le infezioni alimentari sono una delle più frequenti cause di malattie e anche di morte per i viaggiatori incauti.
  7. Non immergetevi mai e non bagnate neppure le mani nelle acque di fiumi, laghi o di qualsiasi corso d’acqua, e non fatelo anche se vedete le popolazioni locali bagnarvisi, e soprattutto non bevete mai tali acque nemmeno in alta montagna: vi può sempre essere un villaggio o una stalla più a monte, probabili fonti di inquinamento.
  8. Informatevi con esattezza, non fidandovi esclusivamente dell’agenzia turistica, sul clima della regione in cui intendete recarvi, nell’epoca prevista per il vostro viaggio.
  9. Copritevi la testa e i piedi con ogni clima e tempo: freddo, colpi d’aria e colpi di sole sono eventi molto frequenti. Nei climi caldi, specie nei Paesi tropicali o equatoriali, copritevi sempre le briaccia e le gambe. Usate calzature comode e robuste, evitando i sandaletti, i tacchi alti, le ciabatte di plastica, anche al mare: insetti nocivi, strade dissestate, pietre aguzze o taglienti coralli sono frequenti. Meglio adottare scarpe chiuse, anche se di tela, per evitare ferite, infezioni e storte alle caviglie; devono essere scarpe alte e ben stringate se dovete camminare, specie nelle savane e in foresta.
  10. Portatevi una piccola provvista dei farmaci abituali, chiedendo al medico se dovete aggiungere qualche rimedio particolare dato il tipo di viaggio che intendete compiere. Non dimenticate che ogni viaggio comporta uno stress, e un preparato di Sali a base di Sali minerali e vitamine del tipo usato dagli sportivi vi sarà comunque prezioso. Ricordate che nei diversi climi e regioni le patologie possono essere diverse, i sintomi ingannatori: meglio consultare un medico locale piuttosto che prendere farmaci offerti dai compagni di viaggio o da occasionali conoscenze, farmaci sempre potenzialmente dannosi.

Medicina e natura


Tag:
Copyright Afis 2020. All rights reserved.

Pubblicato 08/10/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)