Ottobre 10 2018

Il sole come cura

L’energia cosmica primigenia giunge fino a noi dopo essere stata trasformata dal Sole, che quindi è l’unica fonte di energia per la Terra. L’energia liberata all’interno del Sole si propaga nello spazio sotto forma di radiazioni elettromagnetiche: quelle finora scoperte comprendono i raggi gamma, i raggi X, il vento solare, i raggi ultravioletti, la luce visibile, le radiazioni infrarosse e le onde radio. Di tutte queste radiazioni i nostri sensi colgono solo gli effetti luminosi e calorici.

Le radiazioni solari prima di giungere alla Terra devono attraversare l’atmosfera che fa da filtro e permette il passaggio solo ad alcuni di esse: per esempio, le radiazioni infrarosse (i raggi calorici), al di sopra di una certa lunghezza d’onda, vengono assorbite dal vapore acqueo, e questo fa si che la Terra non venga bruciata da un eccessivo calore.

Un altro effetto del passaggio delle radiazioni solari attraverso l’atmosfera è la formazione di radioattività che raggiunge lo spazio abitato dagli organismi viventi, senza tale radioattività naturale la vita non sarebbe possibile. Le radiazioni elettromagnetiche e la radioattività producono degli effetti chimici, fisici e biologici dovuti al fatto che la materia, sia inerte sia vivente, le assorbe trasformandole in fonti di energia.

L’uomo, fin dai tempi antichissimi, ha compreso l’azione benefica e sanatrice del Sole e perciò ne ha esaltato gli attributi divini e mitici: i Paesi nordici, che soffrono della lunga notte invernale, sono ricchi di leggende e fiabe in cui si invoca il Sole; nelle civiltà primitive il Sole era adorato come il primo di tutti gli déi.

Nel Medioevo e all’inizio della civiltà industriale la maggior parte della popolazione era costretta a vivere in bui tuguri, in cui la luce solare filtrava ben di rado o non giungeva affatto. Molte delle malattie che a quei tempi avevano effetti devastanti sulla popolazione colpendo specialmente i bambini, come la tubercolosi e il rachitismo, erano dovute in tutto o in parte a questa situazione.

L’elioterapia

  L’elioterapia, ossia l’esposizione al sole come cura, già praticata dai Romani, si è diffusa largamente all’inizio del nostro secolo. Mentre nei secoli passati si ambiva ad avere una pelle candida e chi poteva si riparava in ogni modo dall’azione dei raggi solari, oggi l’abbronzatura, sia naturale sia provocata da lampade a raggi ultravioletti, è diventata di gran moda.

Per questo, oggi più che in passato è indispensabile conoscere gli effetti delle radiazioni solari sull’organismo in generale e in specie sulla pelle. Tali nozioni sono necessarie per poter fare dell’elioterpia nell’ambito della climatoterapia, e per esporsi al sole sulle spiagge, in montagna, facendo sport ecc.

Tra i raggi luminosi, gli infrarossi e gli ultravioletti sono quelli il cui effetto biologico è stato meglio studiato. I primi sono calorici ossia formano la componente calore della radiazione solare; i secondi sono i responsabili della reazione pigmentosa della pelle e penetrano all’interno delle cellule agendo anche sul loro nucleo, ossia sul patrimonio genetico cellulare. Questo spiega perché un’eccessiva e prolungata esposizione al sole può provocare dei tumori della pelle.

L’immediato effetto dell’assorbimento di raggi infrarossi è la produzione di calore che tende a diffondersi verso gli strati più profondi, provocando vasodilatazione, quindi un maggiore apporto di sangue verso la cute e in generale verso i tessuti che vengono riscaldati e si arrossano; contemporaneamente aumenta la sudorazione, ossia la fuoriuscita di acqua dai tessuti.

E’ evidente che quando ci si espone al sole sdraiati su una spiaggia calda, ossia in condizioni di ricevere calore non solo dai raggi solari ma anche per irragiamento dalla sabbia o dal suolo, la temperatura in cui ci si verrà a trovare potrà superare anche di molti gradi la temperatura dell’ambiente: in questi casi, i rischi di esporsi a un colpo di calore sussistono anche a temperature ambientali inferiori ai 30°.

Ma questa situazione particolare può essere utilizzata, purché si eserciti la necessaria prudenza (ripararsi la testa con cappelli o comunque tenendola all’ombra; limitare i tempi di esposizione; non esporre la superficie del corpo), per la cura di malattie della pelle, per esempio la psoriasi, o di quelle forme che traggono vantaggio dall’elioterapia come le artrosi delle grandi e delle piccole articolazioni, il reumatismo cronico, il reumatismo muscolare. Inoltre, in questo caso è possibile sfruttare anche l’effetto consensuale di reazione biologica alla temperatura, esponendo al sole le estremità per ottenere un effetto curativo anche sugli organi interni.

Gli effetti biologici dei raggi ultravioletti consistono pria di tutto nel provocare una reazione eritematosa, ossia una particolare reazione infiammatoria della cute simile a quella causata dalle scottature. Dopo circa quattro giorni si ha una desquamazione degli strati superficiali della pelle. Se l’esposizione al sole è molto prudente e si fa uso di appropiati schermi, l’eritema non compare o è ridotto al minimo; al contrario, se l’esposizione è troppo violenta, si ha una vera e propia bruciatura con flittene (piccole vescicole), gonfiore e dolore.

Le azioni biologiche profonde dei raggi ultravioletti si esplicano specialmente sul sistema circolatorio e sul sangue. Il polso si fa più frequente e la pressione arteriosa tende ad abbassarsi lievemente; negli anemici si ha un aumento dei globuli rossi, della quantità di emoglobina e dei globuli bianchi, mentre nelle persone normali il sangue resta immutato. Allo stesso modo i minerali tendono ad aumentare nei soggetti che ne siano carenti, per esempio crescono il calcio e il fosforo nei rachitici.

La diuresi (la quantità di urina nelle 24 ore) tende a crescere, il che dimostra un incremento del ricambio e del metabolismo, confermato da un migliore appetito e da un aumento del sonno. Se le esposizioni al sole sono prudenti e ben dosate, esplicano anche un’azione equilibratrice sul sistema nervoso. Va menzionato il grande potere battericida dei raggi ultravioletti, che rende preziosa l’elioterpia nelle infezioni recidivanti della pelle, per esempio l’acne giovanile.

Consigli pratici

L’esposizione al sole deve essere diretta, mai attraverso schermi di vetro o altri materiali. Il capo deve essere sempre coperto e gli occhi riparati da occhiali scuri. Si deve scegliere un luogo riparato dal vento ma ben areato, né troppo caldo né troppo freddo.

L’ora migliore per esporsi al sole è dalle 9 alle 12 del mattino. In climi molto caldi è meglio anticipare l’esposizione; se la temperatura è bassa, occorre posticipare. Non si devono mai passare molte ore esposti al sole. L’esposizione deve essere graduale, iniziando con 10-15 minuti per arrivare fino al massimo di 1 ora. I tempi cambiano a seconda dei risultati che si vogliono ottenere e delle condizioni della persona che vi si sottopone. I bambini al di sotto dei 2 anni, per il loro particolare sistema di adattamento termico, rischiano di perdere calore anche se esposti al sole, a meno che non si proteggano con delle superfici radianti poste ai lati del corpo.

Quando è consigliata l’elioterapia

Il bagno di sole primaverile, con una temperatura esterna non molto calda, ha un’azione nettamente stimolante ed è indicato per i linfatici, per gli anemici, per tutti coloro vadano soggetti a malattie ricorrenti delle vie respiratorie e per coloro che soffrono di labilità psicoemotiva. Il bagno di sole estivo è indicato per tutti coloro che soffrono di malattie articolari, sia nelle artrosi sia nelle artriti, per molte malattie della pelle, per il rachitismo e in generale per migliorare il ricambio e il metabolismo.

Quando fa molto caldo, il bagno di sole estivo provoca anche un’abbondante sudorazione, e quindi è particolarmente indicato nelle forme reumatiche: ma attenzione ai colpi di calore e agli shock, che possono colpire specialmente gli anziani. Se la temperatura è molto elevata, è meglio esporre al sole solo le parti malate, e rinfrescarsi spesso il viso, il collo, le ascelle con acqua fresca. Il sole in alta montagna potenzia l’azione climatica tonificante, in particolare sul sangue e sul sistema circolatorio.

Medicina e natura


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Pubblicato 10/10/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)