Ottobre 13 2018

Attenzione a non mangiare l’acqua anziché berla!

Una cosa così semplice come il bere acqua può complicare l’andamento della cura cosiddetta idropinica. Dunque la cura di acqua per bibita merita un richiamo tecnico: di qualunque acqua si tratti, il modo di bere deve essere corretto.

Se per bere un bicchiere d’acqua, la si “mangia” insieme ad aria, per questo solo errore ci si lamenterà che quella sorgente “gonfia lo stomaco”, è pesante, indigeribile. Il che corrisponde al vero: pur ignorandone la vera natura, questo è quanto succede con due, tre, quattro bicchieri bevuti in una mattina. Perché con quel litro circa d’acqua si è ingerita anche altrettanta aria, e forse di più.

Ogni sorso va succhiato senza aria, cioè tenendo il labbro superiore immerso sotto la superficie dell’acqua. Se invece lo si “mangia”, introducendo in bocca liquido ed aria come taluni fanno nel bere dal bicchiere e dal cucchiaio, si cade nell’errore che certo avrete sentito nominare: aerofagia, parola che vuol dire letteralmente “mangiare aria”.

Ma badate, vi è una grossa differenza fra i liquidi e l’aria che arrivano insieme nello stomaco, quando si è in posizione eretta o seduti. I liquidi scendono nella parte bassa dello stomaco (antro), e appena si apre il piloro passano nell’intestino. L’aria, invece, sta al di sopra del materiale liquido e solido ingerito, dilatando la parte superiore dello stomaco (il cosiddetto “fondo” gastrico, che fa come un palloncino sotto la cupola del diaframma sinistro).

I mangiatori di aria con acqua, per esempio durante una mattina di cura con acqua leggerissima e radioattiva scelta per provocare diuresi in grande quantità, lavare le vie urinarie e far scivolare i calcoli, arrivano a bere anche 4-5 litri di acqua stando seduti o passeggiando. Così, poco a poco il loro stomaco si trasformerà in un pallone teso fino a dolore.

La cura idropinica

E’ così chiamata l’assunzione per bibita di acque minerali. A causa delle alte dosi di acqua che si devono ingerire nelle cure con acque oligominerali, è bene attenersi scrupolosamente alle norme consigliate, per ottenere i migliori risultati senza inconvenienti. Iniziate 2-3 boccali da 250 cc bevuti lentamente: un bicchiere ogni mezz’ora o più, al mattino a digiuno. Se non sopportate il digiuno, fate una piccola colazione al mattino presto (un tè leggero con una fetta di pane tostato e marmellata o miele) e cominciate la cura due ore dopo; oppure mangiate qualche biscotto o un panino tra il primo e il secondo bicchiere, lasciando un intervallo di mezz’ora circa tra l’uno e l’altro. Aumentate gradatamente la dose mattutina, di un bicchiere ogni uno o due o tre giorni, sino ad arrivare ai 2-3 litri di acqua nella mattinata. Alcuni arrivano a prendere 6 o 7 litri di acqua al giorno, bevendone anche nel pomeriggio, ma ciò è assolutamente sconsigliabile.

Medicina e natura



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Pubblicato 13/10/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)