Ottobre 31 2018

Il più famoso dei farmaci cinesi tradizionali: il Ginseng

Nel 1843 il botanico russo C.A. Meyer diede al ginseng il nome latino Panax Ginseng ossia panacea, medicina di tutto. Il nome cinese esatto è rensheng (pronuncia “gensceng”), che letteralmente vuol dire “simile a un uomo”: simile sia nella forma sia per il suo significato leggendario e per l’impiego in medicina.

Recita un antico detto: “il mondo minerale raggiunge la sua massima espressione nell’oro, le pietre preziose nella giada, il mondo vegetale nel ginseng, il genere umano nell’uomo saggio”.

Da qui si vede come l’impiego del ginseng avesse e abbia tuttora per il popolo cinese il significato non di semplice farmaco: come è scritto su un famoso trattato di medicina, esso è “una pianta superiore che può far traboccare i 5 organi (reni, cuore, fegato, milza, polmoni), produrre una sensazione di benessere, tranquillizzare lo spirito, frenare le palpitazioni, eliminare i dolori, rendere brillanti gli occhi e aguzzare l’intelligenza”.

Oggi è stato coniato un nuovo termine per descrivere le azioni del ginseng, come vengono interpretate secondo moderni criteri: “adattogeno”. Con questo si vuole intendere che il ginseng ha un’azione positiva e di modulazione su tutte le funzioni di adattamento rispetto alle sollecitazioni e ai cambiamenti di ambiente sia esterno sia interno.

I Cinesi intendevano proprio questo dicendo che il ginseng è “simile all’uomo”: simile in quanto possiede l’essenza di tutte quelle qualità che rendono l’uomo unico e speciale fra tutti gli animali; o, per lo meno, in quanto possiede la capacità di stimolarle.

Un altro famoso testo, scritto attorno all’anno 1000, a proposito del ginseng dice: “Di due uomini che gareggiavano nella corsa, uno aveva un pezzo di ginseng in bocca l’altro no. Ognuno corse per 3-4 li (km 2-2,5). Il primo aveva il respiro normale, il secondo arrivò col fiato corto”.

Il ginseng viene preso da solo – come decotto, polvere, estratto puro – e in combinazione con altre erbe e droghe entra a far parte di molte formule magistrali. Ma, proprio a causa della forza della sua azione, già dai tempi antichi molti medici misero in guardia dall’abusare di questo farmaco o dall’usarlo impropiamente. Studi recenti hanno confermato che il prendere delle dosi giornaliere superiori a 3g di ginseng per un mese o più provoca dei sintomi di eccitazione nervosa, insonnia, ipertensione, nevrosi, eruzioni cutanee, diarrea mattutina, disturbi mestruali.

In Cina ben raramente vengono prescritte delle dosi così alte, ma la medicina tradizionale mette in guardia contro un altro possibile danno: il ginseng non va mai preso quando è in corso una malattia dovuta a un fattore climatico esterno. Anche quando esso è indicato per rinforzare le difese e la costituzione dell’individuo, la cura va intrapresa solo dopo che il fattore aggressivo esterno è stato allontanato, con l’eccezione del freddo, nel qual caso piccole quantità di ginseng possono entrare a far parte delle prescrizioni.

Il ginseng va particolarmente evitato quando si hanno sintomi come febbre, mal di testa, stitichezza, nausea, vomito; in questi casi può addirittura peggiorare e rendere più difficile la cura.



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Pubblicato 31/10/2018 da Fabrizio Artelli nella categoria "Medicina Naturale

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