Settembre 21 2019

Disturbo del sonno: insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dall’incapacità di dormire nonostante l’organismo ne abbia il reale bisogno fisiologico. Questo è associato a un cattivo funzionamento diurno, con sintomi quali stanchezza, irritabilità, difficoltà di apprendimento, mancato consolidamento della memoria, e una marcata perdita di interesse per lo svolgimento delle attività quotidiane. Il tutto ha un impatto psicologico non indifferente. La sua polarità opposta è l’ipersonnia.

L’insonnia implica uno stato di insoddisfazione per la durata e la qualità del sonno; tuttavia, in molte condizioni psichiatriche esiste anche un disturbo oggettivo del sonno. Le lamentele si riferiscono alla durata troppo corta, o al fatto che il sonno è frammentato, meno ristoratore e troppo leggero, oppure che il quadro complessivo del sonno sia cambiato in peggio.

E’ più frequente nelle donne e nelle persone anziane, ed è più spesso associato con una sensazione di eccessivo eccitamento mentale che con un disturbo fisico. Cause di insoddisfazione includono un’aspettativa non realistica degli anziani che vorrebbero dormire come quando erano giovani; e dei sedentari che vorrebbero dormire profondamente come dopo una fatica fisica.

Le lamentele di dormire malamente sono particolarmente comuni, trattandosi di uno dei sintomi più frequenti in molti disturbi psichiatrici, compresa la depressione, l’ansia generalizzata, il panico e le fobie, l’ipocondria e i disturbi di personalità. Paragonando i soggetti nevrotici con i normali, Jovanovic trovò che i pazienti nevrotici si lamentavano maggiormente di rimanere svegli nel primo terzo della notte; essi passano più tempo sdraiati a letto svegli, si svegliano più spesso durante la notte, hanno un periodo relativamente più breve di sonno profondo, e il loro sonno è più facilmente disturbato dall’ambiente circostante non familiare.

I pazienti con un episodio depressivo maggiore hanno un disturbo del sonno in cui impiegano più tempo ad addormentarsi, hanno un sonno più corto perché rimangono svegli durante la notte e un risveglio troppo precoce.

L’insonnia precoce, ovvero la difficoltà di addormentarsi, si verifica in persone sane il cui stato di allerta è aumentato o dall’ansia o da una condizione di eccitamento. I loro pensieri tendono a ritornare sulle esperienze affettivamente cariche dell’immediato passato, e cercano di rianalizzare il modo con cui risolvere i problemi. Si prova la fatica, ma c’è anche un alto livello di vigilanza che impedisce il necessario rilassamento e l’isolamento delle percezioni richiesto per l’addormentamento.

L’insonnia tardiva è particolarmente caratteristica della fase depressiva della malattia affettiva. Il paziente può svegliarsi spesso di notte dopo essersi addormentata in modo soddisfacente e da quel momento in poi dormire in modo intermittente e leggero. Oppure si può svegliare presto alla mattina e non riuscire più a riaddormentarsi.

Una caratteristica importante della depressione è che esiste un marcato cambiamento nel ritmo del sonno rispetto all’usuale pattern della persona. Nella depressione, il risveglio precoce al mattino è spesso associato a una sensibile variazione dell’umore nell’arco della giornata con una peggior sensazione di rallentamento e scoraggiamento nella prima parte della mattina. Nella mania c’è molto spesso un ridotto bisogno di sonno.

Il bisogno medio di sonno diminuisce con l’aumentare dell’età. Di solito oscilla tra le sei e le otto ore nell’età adulta, ma si riduce progressivamente dopo i cinquant’anni. Con l’insonnia, si verifica un sonno che è avvertito dal soggetto come poco ristoratore. E’ spesso associato con esperienze anomale nello stato di sonnolenza, come le allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche. Si verificano anche pseudoallucinazioni, e fantasie vivide che sono difficili da distinguere dalle allucinazioni. Normalmente il passaggio al sonoo è rapido, e il rallentamento del tempo necessario per risvegliarsi viene descritto come un sintomo: ci si lamenta di sentirsi intontiti, incapaci e scoordinati per troppo tempo dopo il risveglio; in altre parole, un’ubriachezza da sonno.

Sebbene non esista una soluzione univoca per l’insonnia, esiste un grande numero di possibili rimedi, alcuni dei quali derivanti da tradizioni popolari antiche, altri frutto delle moderne ricerche farmacologiche o psichiatriche.

Alcuni rimedi tradizionali per l’insonnia includono delle semplici norme di “igiene del sonno” come:

  • Dal punto di vista psicologico, è necessario considerare la notte come un periodo di riposo, dove la giornata finisce. In molti insonni questa concezione viene meno, e la notte è vista come un momento negativo, e questo aggrava il problema iniziale, causando l’innescarsi di un circolo vizioso pericoloso per la salute dell’insonne.

  • Mantenere un orario regolare del ciclo sonno-veglia: svegliarsi presto al mattino, evitando di dormire durante il giorno e andare a letto in un orario consono e regolare, evitando attività stimolanti nelle ore serali.

  • Fare esercizio fisico durante il giorno, eccetto nelle ore serali.

  • Mangiare regolarmente a pranzo ma fare una cena leggera tre ore prima di addormentarsi.

  • Rilassarsi prima di andare a dormire, per esempio con un bagno caldo.

  • Assicurarsi che l’ambiente in cui si dorme sia idoneo al riposo. Alcune persone sono molto sensibili alla luce, altre ai rumori. La camera da letto dovrebbe essere al buio e silenziosa, e ben aerata.

  • Non usare il letto per altre attività oltre al sonno. Ad esempio scrivere o guardare la televisione a letto durante il giorno diminuiscono l’associazione letto-sonno. Paradossalmente leggere un libro la sera appena coricati, prepara la mente al giusto equilibrio che concilia il sonno.

  • Evitare di guardare le sveglie, eventualmente coprendone il display. Ciò evita calcoli mentali sulla quantità di sonno perduta sino a quel momento e sulla quantità di sonno rimasta prima del suono della sveglia. Accettare che la quantità di sonno può essere ottenuta solo dormendo e non mentre si aspetta di dormire può essere benefico.

  • Evitare l’utilizzo di dispositivi elettronici nelle ore precedenti al sonno poiché la luce blu da questi emessi inibisce la produzione di melatonina, un fondamentale regolatore del sonno.

In soggetti che soffrono di insonnia non correlabile ad alcun disturbo organico o neurologico specifico, la mancanza di sonno è sintomo di un problema emotivo non trattato: se una persona è infelice del proprio stile di vita, o sta rimandando problemi la cui soluzione è inderogabile, ciò può determinare disturbi del sonno. Alcuni soggetti vedono l’insonnia scomparire grazie a semplici attività sociali, altri trovano un trattamento valido nella psicoterapia, andando ad affrontare quelle cause di stress, ansia o depressione che provocano tale disturbo, anche senza l’ausilio di farmaci ipnotici.

Charles M.Morin, Colin A.Espie, Insonnia – Guida alla valutazione e all’intervento psicologico, McGraw-Hill, MILANO 2004



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Pubblicato 21/09/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Clinica

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