Ottobre 16 2019

Deliri di povertà e deliri nichilistici

I deliri di povertà sono comuni nella depressione. Un’anziano paziente credeva che le infermiere rubassero regolarmente nella sua borsa e di essere, di conseguenza, povera. La sindrome di Cotard – Jules Cotard (1840–1889), neurologo francese, fu il primo che la descrisse chiamandola “le délire de négation” (delirio di negazione) in una lezione a Parigi nel 1880. Nella sua lezione Cotard descrisse una paziente che negava l’esistenza dei propri organi e della necessità di nutrirsi. Successivamente sviluppò la convinzione di essere dannata per l’eternità e che non poteva più morire di una morte naturale – possiede delle caratteristiche tipiche della depressione psicotica dell’anziano: deliri nichilistici e ipocondriaci che sono spesso bizzarri, drammatici e tinti di grandiosità; un umore depresso sia con agitazione sia con rallentamento, e un’attitudine di completa passività.

In accordo con Griesinger: “il paziente risulta confuso riguardo ai propri cambiamenti soggettivi nelle attitudini e rispetto alle cose esterne … il mondo reale gli sembra completamente scomparso, o morto”. Tutto questo è rappresentato da Cotard (1882):

“Suggerirei il nome di deliri nichilistici (delirio di negazione) per descrivere la condizione dei pazienti cui faceva riferimento Griesinger, in cui la tendenza alla negazione era spinta al suo grado estremo. Se si chiedesse loro il nome o l’età, essi non avrebbero né l’uno né l’altra – sono forse mai nati?

Non erano nati. Chi erano il loro  padre o la loro madre? Essi non hanno né madre né padre, moglie o figli. Hanno mal di testa o dolore allo stomaco o in qualsiasi altra parte del corpo? Non hanno testa né stomaco e qualcuno addirittura non ha corpo. Se gli si mostra un oggetto, una rosa o un altro fiore essi rispondono “questa non è una rosa, non è per niente un fiore”. In alcuni casi la negazione è totale. Nulla esiste più, neppure loro stessi”.

Il personaggio principale del romanzao di Patrick McGrath, Spider, dice: “… rimasi contaminato, avvizzii, qualcosa morì dentro di me; divenni un fantasma, una cosa morta – in breve, divenni cattivo” (McGrath, 1990).

In un altro passaggio del libro, lo stesso personaggio dice: “un solo tubo sottile pesca l’acqua dal mio stomaco …, prima di scendere nel vuoto e collegarsi alla cosa fra le mie gambe, che a malapena assomiglia a un organo maschile adulto”.

A volte, i deliri di negazione e di persecuzione coesistono; e più sono preminenti quelli nichilistici, più grave è la depressione. In generale, i deliri nichilistici sono una forma depressiva di autoaccusa, mentre nel delirio di persecuzione l’accusa è spostata altrove. I deliri nichilistici sono il contrario dei deliri di grandezza, in cui la persona stessa, gli oggetti o le situazioni sono espansivi e arricchiti; c’è inoltre una grandiosità perversa nei deliri nichilistici di per sé. I sentimenti di copa e le idee ipocondriache sono sviluppati al massimo grado di forma depressiva nei deliri di negazione.

Gruhle H.W. (1952), Sul delirio, rist. in “Il sogno della farfalla”,1995.


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Pubblicato 16/10/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Clinica

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