Ottobre 21 2019

Sindromi e idee paranoidee

Il Disturbo Paranoide di Personalità è un tipo di organizzazione della personalità considerato patologico, e classificato fra i disturbi di personalità, Asse II (Disturbi di Personalità), Cluster A.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) definisce la struttura di personalità paranoide come un disturbo di personalità, vale a dire una “modalità persistente di esperienza interna e di comportamento che si discosta in modo marcato dalle aspettative della cultura dell’individuo” (DSM-IV, APA 1994). Tale modalità di esperienza si riflette nelle funzioni della sfera cognitiva, affettiva, interpersonale e degli impulsi.

Il DSM si basa principalmente sulle prevalenze statistiche evidenziate nella raccolta dei cosiddetti sintomi osservabili di un disturbo mentale. In altre parole, è il risultato di una raccolta dei comportamenti, caratteristiche di personalità, pensieri ed affetti dei pazienti di un ampio campione di psichiatri e psicoterapeuti, o dei volontari a qualche ricerca diagnostica che hanno compilato dei questionari.

La parola paranoide, in psichiatria, significa autoreferente e non si limita al significato di persecutorio; tutti i deliri sono deliri di riferimento in quanto sono in relazione al paziente medesimo. Una persona non si formerà dei deliri riguardo agli uomini su Marte alti sei pollici, a meno che lui stesso in qualche modo non vi sia implicato. Così un delirio paranoide è un delirio di autoriferimento, non necessariamente di natura persecutoria.

Il disturbo di personalità paranoide è quel tipo di personalità abnorme in cui le reazioni della persona agli altri sono impropriamente autoriferite; gli stati paranoidi includono quegli stati mentali in cui i fenomeni autoreferenti sono cospicui, ovvero deliri, idee di riferimento simil-deliranti, idee prevalenti predominano. Un paziente che presenti tutti deliri di natura grandiosa, e nessuno di tipo persecutorio, potrebbe comunque soffrire di schizofrenia paranoide.

Mentre i deliri primari sono caratteristici della schizofrenia, i deliri secondari (idee simil-deliranti) sono presenti in un gran numero di condizioni; per esempio nella psicosi maniaco-depressiva, sia nella fase maniacale sia in quella depressiva; nell’epilessia e in altre psicosindromi organiche; nell’intossicazione acuta da droghe; in vari stati alcolici e ovviamente nella schizofrenia.

Il termine paranoia originariamente era sinonimo di follia delirante. Kraepelin usò il termine in modo più specifico per descrivere quella condizione in cui ci sono deliri ma non allucinazioni. La personalità, l’affettività e la volontà, nella descrizione di Kraepelin, erano ben mantenute.

Le idee prevalenti si trovano frequentemente associate con i disturbi di personalità; di tipo paranoide o anancastico. Così, stato paranoide è un termine generale per un gran numero di condizioni in cui il contenuto è impropriamente autoriferito, ma la forma dell’idea non è stata ben delineata.

Se l’idea bizzarra è un delirio primario (e normalmente ci sono anche sintomi di primo ordine a corroborarlo), allora probabilmente il paziente soffre di una schizofrenia paranoide. Se il delirio è di natura secondaria, la diagnosi più probabile è un’altra psicosi. Se la forma di un’idea non è delirante, ma viene meglio descritta come idea prevalente/dominante, i sintomi paranoidi probabilmente derivano da un disturbo di personalità. La chiarificazione della forma è necessaria per una diagnosi adeguata, che a sua volta è utile per una valutazione prognostica e per la pianificazione di un trattamento appropriato.

Stoddart, W.H.B. (1908), Mind and its Disorders. Lewis, London.


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Pubblicato 21/10/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Clinica

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