Novembre 6 2019

Stress

Il termine stress, che letteralmente significa “spinta, pressione, costrizione”, è stato utilizzato per la prima volta dal medico canadese di origine austro-ungarica Hans Selye per indicare una “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”.

Secondo l’Autore, quando un organismo è posto di fronte a un agente stressante (stressor), si mobilita allo scopo di ristabilire la precedente condizione di omeostasi. A prescindere dalla natura dello “stressor” la risposta dell’organismo è univoca e si articola in tre fasi che nell’insieme costituiscono la “Sindrome Generale di Adattamento”.

Nella prima fase, detta di “allarme”, si manifestano essenzialmente modificazioni di carattere biochimico-ormonale. Nella seconda, chiamata di “resistenza”, l’organismo sembra essersi adattato alla sollecitazione in quanto lo stato di eccitazione generale si riduce. Tuttavia se le pressioni esercitate sull’organismo permangono per un lungo periodo di tempo o sono particolarmente intense, può subentrare uno stato di affaticamento, seguito dalla terza fase, detta di esaurimento, in cui l’organismo non è in grado né di adattarsi alla nuova situazione, né di far ritorno, rapidamente, alle condizioni pre-stress.

Ciò può produrre reazioni patologiche più o meno transitorie, le quali sarebbero mediate da modificazioni dei sistemi endocrino, immunitario e nervoso autonomo e più nello specifico dall’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrene.

Un agente stressante può quindi danneggiare l’organismo in due modi: direttamente, quando oltrepassa la sua capacità di adattamento; indirettamente come risultato dei processi stessi messi in atto nella difesa contro lo stressor.  Selye, infine, ha utilizzato il termine eustress per indicare l’effetto postumo, piacevole ed adattivo dello stress sull’organismo e la parola distress per riferirsi, invece, al suo effetto spiacevole, dannoso e disadattivo.

Il modello appena illustrato rappresenta una concezione meccanicistica e fisiologica dello stress ed è stato ampiamente criticato per il ruolo limitato che assegna ai fattori psicologici e per la presunta uniformità delle risposte agli agenti stressanti. Anche se lo stesso Selye ha suggerito la possibilità che la reazione di stress fosse attivata direttamente dagli stimoli emozionali, è solo negli anni successivi che si arriva al concetto di stress psicologico formulato da Lazarus (1966), per il quale la reazione di stress dipende anche dalla valutazione cognitiva, in grado di attribuire significato allo stimolo. Pertanto, se l’individuo ad un qualche livello di coscienza, ritiene lo stimolo come rilevante, si produce un’attivazione emozionale con conseguenti risposte somatiche, viscerali e psichiche.

Selye, Hans, The Stress of life; McGraw-Hill



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Pubblicato 06/11/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Lo Stress

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)