Novembre 8 2019

Stress: il modello transazionale di Lazarus

La teoria cognitivo-transazionale, elaborata da Lazarus e collaboratori, rappresenta senz’altro l’approccio più noto ed importante tra quelli che analizzano i processi cognitivi di mediazione tra gli eventi esistenziali e lo stress.

Secondo la definizione degli Autori, “lo stress consiste in una transazione tra la persona e l’ambiente nella quale la situazione è valutata dall’individuo come eccedente le proprie risorse e tale da mettere in pericolo il suo benessere”.

In questo modo l’entità dello stress provato non dipende soltanto dalle richieste poste dalla situazione o dalle risorse di cui una persona dispone, ma anche dalla relazione tra richieste e risorse così come vengono percepite e quindi valutate dall’individuo. In questo processo, che richiede aggiustamenti continui, la persona è vista come agente attivo, in grado di influenzare l’impatto degli eventi stressanti mediante strategie emotive, cognitive e comportamentali.

Gli elementi centrali del modello sono costituiti dalla valutazione cognitiva (appraisal) e delle scelte di coping. In particolare, Lazarus distingue tre forme fondamentali di valutazione:

  1. Primaria: il soggetto valuta il significato di un particolare evento e decide se è irrilevante, positivo o stressante; se costituisce, cioè, un danno, una minaccia o una sfida per il proprio benessere;
  2. Secondaria: è relativa al tipo di azione richiesta; il soggetto considera le risorse di cui dispone per far fronte alla situazione e risolverla in modo vantaggioso;
  3. Rivalutazione (o reappraisal): consiste nel valutare gli effetti delle risposte sulla base dei cambiamenti avvenuti nelle condizioni interne ed esterne.

Il coping è stato definito dagli autori come “gli sforzi della persona, sul piano cognitivo e comportamentale, per gestire (ridurre, attenuare, dominare o tollerare) le richieste interne ed esterne del rapporto transazionale tra persone e ambiente che vengono valutate come eccedenti le risorse possedute”.

Oggi è generalmente accettata la distinzione tra coping centrato sul problema o strumentale (problem-focused) e coping centrato sull’emozione o palliativo (emotion-focused), come originariamente formulato da Folkman e Lazarus (1980).

Il coping centrato sul problema include gli sforzi finalizzati a gestire o modificare la situazione o la valutazione cognitiva, la quale costituisce la fonte interna della sua intensità. Il coping centrato sull’emozione è rivolto alla riduzione della tensione emotiva, a cercare sollievo dagli effetti spiacevoli o disagevoli del problema.

Endler e Parker (1990) hanno proposto un terzo tipo di coping, orientato all’evitamento (avoidance-oriented), che si riferisce, come dice il nome stesso, a strategie consistenti nella ricerca di diversivi o distrazioni. Il modello di Lazarus e Folkman costituisce il punto di partenza indiscusso di tutte le teorizzazioni su stress e coping.



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Pubblicato 08/11/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

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