Novembre 12 2019

Il modello integrato di Moos e Schaefer

Una questione ancora aperta è quella che riguarda la possibile distinzione tra stili di coping e strategie di coping adottate in una specifica situazione. Nella formulazione di Lazarus, il coping è descritto come una reazione dinamica e situazione-specifica allo stress percepito, altri Autori, invece, lo considerano un set di tratti intrapersonali.

Quest’ultimo approccio pare essere riduttivo poiché è assai improbabile che le variabili situazionali non abbiano un peso; ciò è confermato anche da alcune ricerche. E’ dunque sensato concludere che sia gli stili sia le determinanti situazionali concorrano ad influenzare la strategia di coping di volta in volta adottata.

La proposta di Moos e Schaefer (1993) si colloca in linea con quanto affermato; gli Autori sostengono l’importanza della complementarietà dell’approccio disposizionale e di quello contestuale e propongono, di conseguenza, un quadro di riferimento concettuale generale del processo di coping, il quale enfatizza sia gli aspetti stabili personali, che i fattori situazionali mutevoli.

Gli Autori propongono due sistemi: uno ambientale, comprensivo degli eventi di vita stressanti e delle risorse sociali ed uno personale, composto dalle caratteristiche sociodemografiche dell’individuo e delle sue risorse. Il modello assume che le crisi e le transizioni della vita ed i fattori ambientali e personali che le preannunciano, influenzino la valutazione cognitiva e le risposte di coping, che a loro volta incidono su salute e benessere.



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Pubblicato 12/11/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Lo Stress

Riguardo l’Autore

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