Novembre 18 2019

Il modello sociocontestuale del coping

L’indicazione, presente anche nel lavoro di Dohrenwend, di studiare un soggetto inserito nel contesto in cui vive, viene assunta alla base del modello sociocontestuale di Berg. Quest’ultimo, in linea con la critica alla concezione individualistica, rivolge l’interesse al processo attraverso cui gli individui, in connessione con altri, affrontano gli eventi di vita, descritti non come proprietà del singolo ma dell’unità sociale.

Vengono individuate quattro possibili configurazioni di interazioni tra soggetti, altre persone e contesto sociale, che corrispondono ad altrettante valutazioni del problema:

  1. Individuale solitaria: ciascun individuo valuta la situazione indipendentemente dagli altri, basandosi esclusivamente sugli aspetti del contesto che sono all’interno del suo spazio di vita;
  2. Individuale parallelo: i soggetti vedono la situazione in modi completamente diversi e ognuno di essi cerca una situazione personale;
  3. Relazionale indiretta: la valutazione dello stress da parte di uno dei soggetti influenza gli altri partecipanti all’interazione;
  4. Relazionale condivisa: i soggetti condividono la stessa valutazione dell’evento come stressante per sé e per gli altri e cercano insieme una soluzione.

Le configurazioni delineate possono verificarsi in molteplici punti del processo di coping: i soggetti possono anticipare i problemi, possono rivalutarli quando si verificano, possono ridefinire la valutazione dopo che il problema si è verificato. In tal modo viene sottolineata l’importanza dell’aspetto temporale.

Inoltre, anche le strategie di coping sono influenzate dalle diverse configurazioni di valutazione dello stress e quindi variano dal livello puramente individuale agli sforzi collaborativi.



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Pubblicato 18/11/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Lo Stress

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