Novembre 23 2019

Tipi di strategie di coping

Il coping comprende le strategie cognitive e comportamentali per gestire una situazione stressante e le reazioni emozionali negative da essa suscitate. Poiché si tratta di una definizione molto ampia, è possibile individuare un’enorme varietà di tipologie a seconda delle caratteristiche su cui, di volta in volta, viene focalizzata l’attenzione:

  • Strategie proattive: Aspinwall e Taylor definiscono “proattivo” il coping attuato prima di incontrare potenziali eventi stressanti. Secondo le Autrici l’attuazione di strategie di questo tipo ha importanti benefici per la persona poiché riduce lo stress complessivo che potrebbe incontrare, preserva le risorse personali e rende disponibili più opzioni per affrontare una situazione. Il modello proposto individua quattro tappe: individuazione, relativa alla capacità di prevedere l’arrivo di un evento potenzialmente stressante; appraisal iniziale, volto a definire in via preliminare il problema; sforzi iniziali di coping, meglio se di tipo attivo; richiedere e usare il feed-back per monitorare lo sviluppo dello stressor, valutare la possibilità di modificarlo mediante il coping, ed infine per considerare gli effetti del proprio intervento;
  • Strategie coerenti/stabili-variabili: secondo alcuni ricercatori le persone tendono ad utilizzare strategie particolari indipendentemente dal problema che stanno affrontando; secondo altri le risposte sono coerenti con il tipo di situazione. Numerose ricerche indicano che il coping varia a seconda della natura del problema da affrontare: ad esempio, le analisi di Lazarus e Folkman, hanno mostrato che il coping centrato sul problema è più usato per superare situazioni di stress lavorativo, mentre le strategie emozionali sono più usate in relazione a problematiche legate allo stato di salute;
  • Strategie funzionali-disfunzionali: Seiffge-Krenke definisce funzionali le risposte di coping volte a definire il problema, a individuare soluzioni alternative e ad intraprendere azioni. La gestione e l’espressione dei sentimenti, invece, specialmente quando si ha a che fare con eventi che sfuggono al controllo personale, viene ritenuta disfunzionale;
  • Strategie efficaci-non efficaci: l’esito positivo delle azioni di coping è di solito legato alla valutazione soggettiva; in generale, comunque, non esiste nessuno stile di coping adattivo ed efficace in tutte le situazioni in quanto questo tipo di risultato dipende da variabili costituzionali, genetiche e psicosociali.

La classificazione riportata non esaurisce certo l’argomento. Dall’analisi della letteratura emergono altri dati interessanti. Ad esempio, lo studio che ha dato origine alla costruzione di una delle più famose scale di coping, il Ways of Coping Questionnaire, Folkman et al. (1986) ha identificato otto distinte strategie di coping (coping attivo, prendere le distanze, autocontrollo, assunzione di responsabilità, fuga-evitamento, problem-solving pianificato).

Anche Endler e Parker, mediante un procedimento analogo nella costruzione del Multidimensional Coping Inventroy,sono giunti ad identificare tre dimensioni: il coping orientato al compito, quello orientato all’emozione e quello orientato all’evitamento.

Coerentemente con la molteplicità di pareri, esperienze e formulazioni, sono stati messi a punto molti questionari, diversi tra loro per l’impianto teorico di riferimento.



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Pubblicato 23/11/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Lo Stress

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