29 Novembre 2019

Psicologia in Giappone: I Love Hotel

La psicologia giapponese affonda le sue radici in una particolare filosofia di vita. I giapponesi razionalizzano le loro emozioni e le incanalano in modo spirituale. All’interno della psicologia giapponese è molto comune la cosiddetta “Terapia Morita”, una strategia psicologica basata sull’attenzione su sé stessi. È un approccio molto simile alla terapia razionale-emotiva di Albert Ellis che la cultura orientale pratica da anni. Una delle principali caratteristiche di questa terapia è la cosapevolezza delle proprie esperienze interne, della sofferenza, della frustrazione, della paura, dell’ansia, ecc.

Così, una volta che la persona entra in contatto con la propria realtà personale, il terapeuta di solito consiglia 4 strategie per promuovere il recupero: assoluto riposo, meditazione, una corretta alimentazione e la graduale preparazione per la vita di tutti i giorni. L’accettazione è un concetto profondamente radicato nella psicologia giapponese. Tuttavia, non è sinonimo di rinuncia o rassegnazione. I giapponesi sanno che qualsiasi materiale o sostanza caratterizzato dalla resistenza finisce sempre per rompersi, screpolarsi o dividersi a metà. Chi non accetta e oppone resistenza non scorre, non si adatta, non sopravvive.

Arugama è l’essenza del cambiamento che si verifica dopo l’accettazione, dopo aver accettato che le cose sono come sono e non si ha altra scelta che andare avanti. Anche se la cultura giapponese ci risulta lontana, bisogna dire che in fondo questa cultura ha le stesse preoccupazioni esistenziali che abbiamo tutti. I problemi finanziari, coniugali, lo stress lavorativo, la pressione degli studi e le crisi personali sono quelle sfide quotidiane che la psicologia giapponese cerca di gestire attraverso un approccio analitico.

La psicologia giapponese può sembrare a prima vista molto diversa da quella occidentale. Tuttavia, presenta molti punti in comune, approcci simili basati su principi di filosofia orientale e sul buddismo, il quale costituisce un approccio basato sul miglioramento di sé e sulla resilienza. Un dato sul Giappone è che il loro tasso di suicidi è tra i più elevati al mondo. Questo è vero, ma bisogna ricordare che oggi i paesi nordici sono in testa a questa lista e che dal 2006 il numero di suicidi nella popolazione giapponese è diminuito notevolmente.

love hotel sono alberghi disponibili anche per poche ore e non è necessario mostrare un documento di identità. Tutto avviene in modo molto riservato, spesso all’entrata c’è soltanto uno schermo-distributore dove puoi scegliere la camera in base alla foto e ai servizi offerti, premi il tasto ed esce la chiave, oppure premi il tasto e alla reception un tizio o una tizia molto gentile ti consegna la chiave della stanza scelta.

Ci sono Love hotel molto rigidi che non accettano stranieri, ma solo giapponesi, in quel caso non vi resta che ringraziare e andare alla ricerca di un altro love hotel. Le stanze sono ovviamente tutte matrimoniali e generalmente abbastanza spaziose. Sono dotate di bagno in camera con i vari accessori da bagno (shampoo, dentifricio, ecc..). La maggior parte delle stanze offre anche tv con canali pornografici, preservativi e distributori a pagamento di giocattoli erotici vari.

Vi sono stanze di tutti i tipi, spesso anche molto “pittoresche”, più o meno lussuose e pronte a soddisfare qualsiasi assurda perversione giapponese. Tanto per fare qualche esempio: vasche con idromassaggio, letti vibranti, letti rotanti, accessori per sado-maso, specchi sul tetto, costumi sexy da noleggiare, ma anche cose normali come videogames, lettori dvd, karaoke, snack, bevande.
Molto particolari e assurde sono le stanze a tema, dalle più normali come riproduzioni di castelli medievali o navicelle spaziali, a veri e propri “set” per maniaci. Alcuni love hotel offrono infatti delle stanze arredate in maniera tale da sembrare, per esempio, stanze d’ospedale, cabine d’aereo, aule scolastiche, celle di prigione, includendo costumi da infermiera, hostess, alunna o poliziotta, tanto per fare qualche esempio.

Questi luoghi sono frequentati dalla gente più disparata: coppie di ragazzi, coppie di adulti sposati che cercano un pò di intimità, prostitute, prostituti, amanti. Uno dei fenomeni più squallidi e preoccupanti degli ultimi anni della società urbana giapponese si consuma in maggioranza nei love hotel, ovvero ragazzine anche minorenni, dai 14 anni in su, che si prostituiscono per rapporti sessuali completi e non con gente adulta, per potersi permettere magari i vestiti più alla moda.

Tutto ciò è facile e sicuro, perchè i love hotel sono al 100% anonimi. Non è richiesto nessun documento, nè sarete visti da nessuno, Molte stanze non hanno neanche finestre.
E se nel mentre dovesse arrivarvi una telefonata di vostra moglie o chi per lei, state tranquilli! Alcune stanze permettono di mettere rumori di sottofondo come se foste per strada, in metropolitana, in una sala giochi, ecc, e raccontare quindi bugie molto credibili.



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Pubblicato 29/11/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Psicologia e Salute

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