Dicembre 6 2019

Le tecniche di sopralluogo

L’attività della Polizia Scientifica è diretta soprattutto ad assicurare le fonti di prova del reato, allo scopo di chiarirne la dinamica e di ricercarne l’autore. Lo studio dell’iter criminis si sviluppa necessariamente a ritroso: le indagini devono cioè iniziare dall’evento (situazione finale) per cercare di giungere alle cause e alle circostanze dalle quali ebbero origine i fatti (situazione iniziale).

L’accertamento materiale assume dunque un valore decisivo per un buon sviluppo delle ulteriori indagini. Sul luogo del reato si trovano spesso oggetti, impronte, tracce macro e microscopiche ecc., che possono costituire indizi o prove di colpevolezza o anche di innocenza.

Molte tracce importanti sono, per loro natura, estremamente fragili, perciò è necessario che gli organi di Polizia di “primo intervento”, quelli, cioè, che intervengono immediatamente sul luogo del reato, dopo l’acquisizione della notitia criminis, prendano tutte quelle misure atte alla salvaguardia delle prove che ivi si trovano, impedendo ogni modifica sia volontaria o involontaria dello stato dei luoghi.

Nulla deve essere spostato, toccato, cancellato o modificato prima che tutti gli accertamenti tecnico-scientifici siano stati compiuti. Un intervento male eseguito può compromettere irrimediabilmente il successo di una intera indagine. La massima importanza deve quindi essere attribuita alla fissazione del quadro materiale nel quale l’azione si è svolta.

Osservare, fissare, documentare e repertare sono le quattro regole fondamentali su cui si deve basare un sopralluogo di Polizia Giudiziaria. Il sopralluogo è il compito primario degli operatori della Polizia Scientifica; esso viene attuato con l’esecuzione di rilievi fotografici e di videoregistrazione, nonché con l’elaborazione di disegni planimetrici dei luoghi, affinché si possano comprendere, in ogni momento, le situazioni di fatto senza dover sempre procedere a successivi sopralluoghi, specie quando nel corso delle indagini si affacciano nuove ipotesi o si aggiungono nuovi elementi.

Successivamente alla fissazione dello stato dei luoghi, segue la ricerca e il relativo prelevamento di ogni sorta di oggetto o traccia che potrebbe rilevarsi utile all’indagine. A tale proposito vi è da sottolineare che la ricerca e la repertazione devono essere le più vaste possibili, e devono, inoltre, essere ricercate sia le prove addebitanti che quelle eventualmente scagionati; così come è importante rilevare e distinguere le tracce reali da quelle simulate o create artificialmente per depistare le indagini.

Allo scopo, pertanto, di non inquinare la scena occorre stabilire una priorità e una sequenzialità delle varie attività che devono essere compiute in presenza di un evento criminoso.



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Pubblicato 06/12/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Criminologia

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