Dicembre 20 2019

Il segnalamento antroposomatico

L’identificazione somatica di una persona investe un problema che non sempre è di semplice soluzione.  L’identità di un soggetto nel suo significato etimologico esprime un giudizio connesso a un confronto tra due o più termini che si considerino perfettamente uguali.

La differenza e la comparabilità tra due soggetti implicano la rilevazione obiettiva di quei caratteri del soggetto stesso per i quali esso può differenziarsi da ogni altro o relativamente considerarsi uguale ad altro. In un determinato soggetto sono presenti caratteri generali e caratteri particolari. I primi riguardano la forma e le dimensioni nel loro insieme; gli altri sono, invece, il signumche il soggetto presenta rispetto ad ogni altro soggetto simile. Essi sono costituiti dai cosiddetti connotati salienti, cioè da quegli elementi individuanti, particolarmente tipicizzanti, nonché dai contrassegni, ovvero caratteri rari a ritrovarsi in più soggetti, invariabili ed immodificabili nel tempo, causati da elementi connaturati al soggetto stesso fin dalla sua nascita (porri, nei, macchie epidermiche, cicatrici post-partum, ecc.) o dovuti ad imperfezioni fisiche come la presenza di questi ultimi elementi sia di notevole rilevanza per l’identificazione di una persona.

La soluzione di un quesito di identità basata sul semplice segnalamento antroposomatico implica, quindi, un processo tecnico atto ad individuare, oltre ai caratteri generali del soggetto, ancora più quelli particolari, relativi ai connotati salienti e gli eventuali contrassegni.

Tra i connotati salienti riveste particolare importanza l’orecchio, in quanto le particolarità di esso, offrono combinazioni multiple, rare a riscontrarsi in più persone e, pertanto, utili per la identificazione.

L’orecchio, nei suoi caratteri generali, presenta una dimensione, una forma, una direzione:

–      La dimensione può essere grande, media o piccola;

  • La forma può essere ovale, circolare o ad andamento irregolare;

–      La direzione può variare a seconda del maggiore o minore accostamento dell’orecchio al parietale.

Nell’analisi degli elementi particolari, l’orecchio si compone di cinque caratteristiche sporgenze, che delimitano quattro rientranze. Le sporgenze sono: l’elice, l’antelice, il trago, l’antitrago e il lobo:

–      L’elice è costituito da una sporgenza che, originandosi in prossimità del foro uditivo, risale verso il margine superiore esterno del padiglione auricolare contornandolo fino all’altezza della parte inferiore carnosa che costituisce il lobo; esso può essere frastagliato, mancante o accartocciato;

  • L’antelice è costituito dalla sporgenza che corre parallelamente alla posizione discendente dell’elice; esso, ha, di norma, una forma molto simile a quella di una “Y” e si divide in posizione superiore, mediana ed inferiore; quest’ultima, ai fini del segnalamento antroposomatico è la più importante in quanto può assumere varie morfologie: intermedia, quando risulta di sporgenza pari a quella della corrispondente zona dell’elice; concava, quando risulta meno sporgente di questa; convessa o saliente, quando risulta più sporgente della predetta;
  • Il trago è rappresentato dalla piccola sporgenza cartilaginea che si contrappone al foro uditivo e può essere più o meno prominente;
  • L’antitrago, così definito perché contrapposto al trago, risulta costituito dalla continuità inferiore dell’antelice; esso può avere forma rettilinea, concava o convessa, mentre la direzione può essere orizzontale, obliqua in avanti o obliqua indietro;

–      Il lobo è costituito dalla parte molle inferiore del padiglione auricolare e, a parte la dimensione (grande, medio, piccolo), presenta varietà importanti del suo contorno, che può essere intermedio, a golfo, discendente o rettangolare; una particolarità significativa può essere data dalla mancanza del lobo che dà luogo al cosiddetto orecchio circolare.



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Pubblicato 20/12/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Criminologia

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