Dicembre 23 2019

L’analisi della voce

Il riconoscimento di un soggetto per mezzo della sua voce pone un problema di varie difficoltà; la voce, infatti, a differenza delle impronte digitali, che sono una rappresentazione grafica diretta e immutabile di caratteristiche anatomiche, è una rappresentazione indiretta di un processo complesso che coinvolge non solo l’anatomia, ma anche la fisiologia e la psicologia del soggetto che parla e che cambia, sia in particolari stati d’animo o condizioni fisiche, sia con l’età della persona.

Infine, più persone possono avere una voce con caratteristiche acustiche (le sole che si possono strumentalmente misurare) uguali. Si può, pertanto, parlare di riconoscimento di voci e non di riconoscimento di persone.

L’analisi acustica offre, quindi, informazioni dirette sulla voce e solo indirettamente ricollega questa ad un soggetto parlatore. Se si vuole utilizzare la voce come mezzo di identificazione occorre che il confronto sia eseguito su un gruppo consistente di persone che abbia caratteristiche dialettali, culturali e socio-economiche simili.

I metodi di analisi strumentali che vengono seguiti per il riconoscimento del parlatore si basano sulla fonetica sperimentale, che comporta lo studio dei parametri spettrali e temporali del segnale vocale, oggettivamente riscontrabili. Le metodologie sono di due tipi: semiautomatico e automatico; nel primo, il procedimento è basato sull’analisi dei sonagrammi, la cui lettura e valutazione è affidata alla esperienza del tecnico; nel secondo, tutte le procedure di estrazione, misura dei parametri, analisi e valutazioni avvengono utilizzando un elaboratore elettronico appositamente programmato.

Questi metodi sono entrati nella pratica giudiziaria, dando luogo ad una cospicua giurisprudenza, e in molte sentenze emanate in processi per sequestri di persona e per estorsione, dove il riconoscimento del parlatore, effettuato secondo tali metodologie, è stato considerato prova di colpevolezza.

Anche la Corte di Cassazione ha affermato che il riconoscimento della voce è ammissibile in base al principio della libertà delle prove /Cassazione Penale 12 aprile 1984 – Sezione II, n. 3418). L’introduzione dei nuovi sistemi computerizzati e di elaboratori elettronici, nonché gli studi e la ricerca scientifica in continua evoluzione, in questo delicato settore, sono tesi a rendere sempre più sicura l’attribuzione della voce ad una determinata persona e certamente porterà, in tempi non molto lontani, a conseguire, anche attraverso questi sistemi, l’identificazione certa di un determinato soggetto.



Copyright Afis 2020. All rights reserved.

Pubblicato 23/12/2019 da Fabrizio Artelli nella categoria "Criminologia

Riguardo l’Autore

Psicologo e Psicoterapeuta Tel.: 375.544.1862 (per appuntamento)